#ADI : WIDC 2018 per il design sostenibile


Si è tenuta dal 20 al 23 aprile 2018, a Liangzhu nella regione cinese dello Zheijiang, la seconda edizione della World Industrial Design Conference. La manifestazione dedicata al design, promossa dalla CIDA (China Industrial Design Association) e da imprese, istituzioni e università del design di oltre venti paesi al mondo, quest’anno era dedicata all’ecologia e all’etica del design sostenibile.


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Com’è sexy il Metropol

Ci sarebbero voluti probabilmente altri due Metropol per raccontare 25 anni di storia ma per ovvi motivi ho cercato di riassumere, nel modo più completo possibile , quello che assieme ai fratelli Tagliabue, a.k.a. Emmemobili, siamo riusciti a realizzare in questo arco di tempo.

Molta gente , incluso il sottoscritto, non si ricorda più di questa enorme produzione fatta eccezione per i progetti più iconici ed ho pensato fosse arrivato il momento per fare un doveroso tributo allo sforzo profuso dall’azienda nel realizzare questa gigantesca collezione di mobili; complessivamente tenendo conto dei progetti che verranno presentati quest’anno, ho realizzato circa 90 prodotti, impossibili da esporre tutti assieme e che di conseguenza sono stati ridotti ad un terzo.

In questo ventennio di percorso creativo si possono leggere tutte le influenze e contaminazioni che hanno caratterizzato il mio modo di progettare e dove sono riconoscibili i retaggi di un design abbastanza (mai troppo) minimalista dei primi anni Novanta con il letto Rio, la serie di contenitori Borges e il tavolo Ufo divenuto icona e best seller dell’azienda; il glamour anni Settanta della Gucci di Tom Ford di inizio 2000 con la chaise longue Sils in wengè curvato ed acciaio lucido, il letto 4, il mobile Crash o la libreria Sami.

Nella prima metà degli anni Duemila invece è l’inizio del mio rapporto con Dolce e Gabbana grazie ai quali riscopro il gusto del classico in una fusion barocco/moderno (stesso periodo della lampada Bourgie per Kartell) da cui nasce il  contenitore Evolution che è un vero e proprio mash-up del mobile barocco con la più minimale delle credenze contemporanee e destinato anche lui a divenire un  marchio di fabbrica di Emmemobili assieme al divano Dune che per più di un decennio è stata la seduta presente nel concept dei negozi Dolce e Gabbana da me ideato.

Poi c’è l’ottone e il bronzo abbinato ad essenze inconsuete (palma, sucupira, rovere termotrattato) come nel tavolo Marais, Jazz o Nassa e il contenitore Stripes o Gala tutti della prima metà degli anni 2010  per poi terminare con il gusto di una nuova decorazione e linguaggio cromatico che parte dal contenitore Arlequin, il tavolo Birignao e Capri ( quest’ultimo con intarsi di ceramica, laminato o legno), la famiglia Rustika o il contenitore Rideau per finire con il più recente e pluripremiato mobile Portico, l’architettonico Tudor Bonanza, Trapezio o Brick.

Come vedete da raccontare ce n’è, e anche se questo riassunto sembra un ‘Bigino’ che concentra in poche righe lo sforzo produttivo di 25 anni, trovo sia importante far conoscere una realtà del tutto italiana e un’eccellenza (anche se detesto questa parola) nella lavorazione di un materiale tradizionale come il legno e della sua capacità di farlo evolvere e renderlo contemporaneo nelle finiture e nelle forme; è inoltre importante premiare lo sforzo che questa azienda ha profuso nel realizzare mobili “fuori dal coro” e che è riuscita a  divenire con impegno e coerenza  un punto di riferimento del design made in Italy e internazionale.

Raccontare tutto questo durante il Salone del mobile significava però correre il rischio di un’autocelebrazione che sinceramente non e molto nel mio stile, così quando Domenico Dolce e Stefano Gabbana mi hanno offerto l’opportunità di utilizzare il Metropol, spazio a cui sono molto legato avendone progettato gli interni nella bellissima architettura firmata da studio +Arch, la prima cosa che mi sono domandato era come volevo raccontare questa avventura.

Penso sempre che l’ironia sia il modo migliore per fare le cose e così riguardandomi un po’ tutti i progetti realizzati mi sono accorto di quanto, chi più chi meno, fossero seducenti e trasmettessero il desiderio di guardarli e volerli anche per me che li avevo disegnati. Questo voyeurismo misto a una forma di possesso si è subito tradotto in qualcosa di fisico, qualcosa da scoprire, toccare, desiderare come appunto nei locali di spettacoli sexy, invertendo così il concetto di “forniture” asettico e neutro in qualcosa di sensuale e seducente fino a guadagnarsi l’appellativo di “phorniture”.Allora mi sono gettato a capofitto nella ricerca iconografica di questo mondo “per adulti” fatto di locandine, immagini vintage a volte chip o inconsapevolmente sofisticate, linguaggi e aggettivi dai significati ambigui ma sempre straordinariamente pop.

Così ho pensato di tramutare questo mondo della notte nell’intrigante mondo di un design unico, avvolgendolo tra tendaggi e pavimenti rossi come rosso è il colore della passione e del desiderio e sugli spalti, che solitamente accolgono gli invitati alle sfilate, ho messo in mostra tra parentesi di velluto rosso i  gruppi di mobili scelti ai quali fanno da fondale gigantografie di spettacoli di strip-tease, rielaborate ad hoc per l’evento, facendo interagire in modo grafico pinu-ps e mobili;  inoltre come ormai consuetudine, nel set up è anche presente un photo call dedicato all’ormai immancabile selfie e che potrà per un attimo trasformare ognuno di noi da comune mortale ad una star del burlesque.

Per completare un progetto come questo non poteva  mancare un dettaglio fondamentale per creare la giusta atmosfera e anni di radio (non me ne voglia l’amico Linus) mi sono serviti a trovare la colonna sonora perfetta. Un solo gruppo: le Saint- Tropez. Uno studio project di due geni della dance elettronica degli anni Settanta: Laurin Rinder and Walter Michael Lewis (gli stessi di El Coco o Le Pamplemousse). I tre album che incisero erano una specie di storia a puntate, un audio film Noire cantato in francese, che raccontava tra sospiri e orchestrazioni il menage a trois di Nicole…

Penso di aver dato dei buoni motivi per incuriosire i visitatori, non solo per il design dei miei progetti per Emmemobili, ma anche per respirare un’atmosfera voluttuosa e intrigante e naturalmente divertente ed ironica.



Tratto da: design.repubblica.it/

#ADI : I numeri del Salone 2018


434.509 presenze in 6 giorni, 188 i paesi di provenienza dei visitatori della manifestazione mondiale del settore dell'arredamento. Rispetto all’edizione 2016 (l'ultima dedicata come quella di quest'anno alla cucina e al bagno, l'aumento è stato del 17 per cento, mentre rispetto all'edizione 2017 è stato del 26 per cento.


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Arredamento compatibile con Lego di Studio Nine

Per i Lego andiamo matti anche se siamo ormai cresciuti e Studio Nine la pensa come noi se ha appena lanciato una linea di arredo compatibile con i mattoncini colorati. Sì, la struttura dei mobili è fatta per poter agganciare alle superfici tutti i mattoncini che vogliamo.

Così il mobile è sempre in fieri, così possiamo decorarlo come vogliamo, così anche i bambini di casa – più o meno cresciuti anagraficamente – potranno divertirsi interagendo a piacimento con gli arredi che diventano anche gioco e non solo accesorio decorativo e funzionale.

L’idea è tanto semplice quanto divertente e originale. La superficie dei mobili è realizzata in Corian e imita nella texture proprio quella dei mattoncini a cui è possibile agganciare altri mattoncini, quelli classici, piccoli e colorati che conosciamo tutti.

Il design è essenziale ma funziona come una tela bianca su cui lasciar correre la fantasia e il divertimento per creare decorazioni sempre nuove e inaspettate e soprattutto sempre soggette a mutamento.

Lo stile minimalista di tradizione scandinava si sposa allo stile inconfondibile dei celebri mattoncini da costruzione e il risultato è davvero inconsueto ma anche tanto, tanto divertente e accattivante. Ora non resta che giocare… con i mobili.



Tratto da: www.designbuzz.it

Il Salone del mobile supera ancora una volta se stesso, nuovo record di visite

I numeri non hanno tradito le attese della vigilia. Il Salone del mobile supera ancora una volta se stesso e chiude con oltre 430mila presenze provenienti da 188 paesi. Dati che fanno registrare un aumento del 17% rispetto all’edizione 2016, ovvero quella con le stesse biennali di quest’anno, EuroCucina e Bagno, e del 26% rispetto a quella 2017.

«Siamo molto orgogliosi del successo della manifestazione e della qualità degli operatori venuti a questa edizione che ci hanno confermato che il Salone del mobile è il punto di riferimento di tutto il mondo. Un momento unico, in cui impresa e cultura diventano modello virtuoso di un’Italia che funziona, dove sistema industriale e istituzioni procedono a passo sincrono in nome di un fine comune», commenta il presidente del Salone del mobile Claudio Luti. «In questi giorni abbiamo visto in scena il meglio in termini di creatività, prodotto, capacità di innovare e di raccontare attraverso allestimenti che hanno la potenza evocativa e la magia delle migliori scenografie teatrali. Siamo dunque già pronti a pensare alla prossima edizione con sempre maggiore impegno per mantenere questa riconosciuta leadership di identità e valori e rispondere alle esigenze delle imprese e del mercato».

Un nuovo record che serve a difendere il primato mondiale nel design del Salone del mobile come creatore di eccellenza. «Un’edizione straordinaria che premia gli sforzi delle imprese per promuovere il meglio del design italiano nella settimana più importante dell’anno», afferma Emanuele Orsini presidente di FederlegnoArredo e di Federlegno Arredo Eventi «Tutte le forze politiche incontrate in questi giorni hanno confermato vicinanza a un settore, quello della filiera legno-arredo, cruciale per la crescita del Paese, e hanno sottolineato la necessità di mettere in campo politiche industriali organiche ed efficaci, irrinunciabili per un pilastro del made in Italy che da solo vale il 5% del PIL. L’auspicio è che il successo del Salone del mobile dia ulteriore slancio alla crescita delle nostre aziende, che sono pronte ad affrontare le sfide dei mercati con rinnovato vigore».

E la macchina organizzativa è già al lavoro: «In questi giorni abbiamo visto in scena il meglio in termini di creatività, prodotto, capacità di innovare e di raccontare attraverso allestimenti che hanno la potenza evocativa e la magia delle migliori scenografie teatrali», afferma Claudio Luti, «Siamo dunque già pronti a pensare alla prossima edizione con sempre maggiore impegno per mantenere questa riconosciuta leadership di identità e valori e rispondere alle esigenze delle imprese e del mercato».

L’appuntamento è dal 9 al 14 aprile 2019 con le biennali dedicate a Euroluce, il Salone internazionale dell’illuminazione, e Workplace3.0, lo spazio dedicato agli ambienti lavorativi.



Tratto da: design.repubblica.it/

Milano Design Award, vincono i mostri di Lasvit

Vetro, mostri d’autore e ballerine di burlesque sono gli ingredienti di Monster Cabaret l’installazione firmata Lasvit,
che ha animato il Teatro San Girolamo di Milano, noto anche come la Piccola Scala. Uno spettacolo unico che le è valso il Milano Design Award 2018, il riconoscimento prodotto da Elita e Fuorisalone.it, che premia le migliori installazioni nel corso della design week. La mostra di sculture in vetro animate dagli artisti del Prague Burlesque, portano la firma di importanti nomi come Alessandro Mendini, the Campana Brothers, Yabu Pushelberg, Nendo, Fabio Novembre, Daniel Libeskind, Maarten Bass, Moritz Waldemayer e Maurizio Galante. Il progetto ha conquistato la giuria “Per la straordinaria capacità del progetto di far dialogare i prodotti con il contesto e gli spettatori, mettendo in scena in modo ironico e spiazzante lo spettacolo della materia e della creatività in tutte le sue sfumature.” Nella fotogalleria i vincitori di ogni categoria.



Tratto da: design.repubblica.it/

Salone del Mobile 2018: i numeri della 57esima edizione

Si è concluso oggi il Salone del Mobile 2018: tutti i numeri della 57esima edizioneIl risultato molto positivo della 57a edizione del Salone del Mobile.Milano, sia in termini di affluenza sia di qualità delle relazioni commerciali, conferma la forza attrattiva e la capacità di coinvolgimento e di emozione percepite fin dal primo giorno nei padiglioni della fiera 434.509 presenze, in 6 giorni, provenienti da 188 paesi, con un incremento del 17% rispetto all’edizione 2016, che proponeva le medesime biennali dedicate alla cucina e al bagno, e del 26% rispetto a quella 2017.

Un’edizione che ha dimostrato, ancora una volta, quanto il Salone del Mobile non sia solo un’attività espositiva, ma sia, soprattutto, la rappresentazione di come la cultura di impresa e la capacità di lavorare in squadra di un settore e del suo tessuto creativo e produttivo possano produrre eccellenza. “Siamo molto orgogliosi del successo della manifestazione e della qualità degli operatori venuti a questa edizione che ci hanno confermato che il Salone del Mobile è il punto di riferimento di tutto il mondo. Un momento unico, in cui impresa e cultura diventano modello virtuoso di un’Italia che funziona, dove sistema industriale e istituzioni procedono a passo sincrono in nome di un fine comune”, commenta il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti. “In questi giorni abbiamo visto in scena il meglio in termini di creatività, prodotto, capacità di innovare e di raccontare – attraverso allestimenti che hanno la potenza evocativa e la magia delle migliori scenografie teatrali. Siamo dunque già pronti a pensare alla prossima edizione con sempre maggiore impegno per mantenere questa riconosciuta leadership di identità e valori e rispondere alle esigenze delle imprese e del mercato” – ha concluso Luti.



Tratto da: www.luxgallery.it

Salone del Mobile 2018: le novità Ernestomeda presentate ad Eurocucina

Salone del Mobile 2018: le novità Ernestomeda

Eurocucina 2018 costituisce per Ernestomeda l’occasione per presentare ufficialmente il nuovo
progetto Inside System e gli inediti elementi compositivi comuni ai diversi modelli di cucina, oltre
alla nuova gamma di finiture e materiali che caratterizzano K-Lab e Soul. Anche Icon sarà tra le
proposte presenti in fiera, confermandosi uno dei modelli di punta del marchio. Tutti i progetti sono firmati dall’architetto Giuseppe Bavuso, oggi art director dell’azienda, con cui prosegue la collaborazione avviata nel 2012, all’insegna della costante evoluzione, in linea con l’approccio Ernestomeda, orientato alla continua ricerca e all’innovazione tecnologica.

Inside System è un vero e proprio sistema di contenitori/cabina accessibili e personalizzabili al loro interno c on diverse tipologie di attrezzature, tutte essenziali per la composizione di un progetto dal forte impatto estetico, caratterizzato da una cifra stilistica informale e inconfondibile. Una delle caratteristiche fondamentali del progetto consiste nell’apertura totale dei contenitori freestanding, mediante un sistema di ante rototraslanti a impacchettamento laterale, che nel ibera completamente l’apertura, permettendone l’accesso. Ernestomeda ha sviluppato e progettato il meccanismo Inside System. Le finiture delle ante di Inside System spaziano attraverso
tutto il ventaglio di proposte per i vetri, gli impiallacciati e i laccati disponibili. Gli interni di Inside System, in tutte le sue declinazioni, rappresentano dei veri e propri microcosmi di funzionalità ed eleganza sia nella versione cucina sia nella versione dispensa o wine cellar o, ancora, lavanderia e ripostiglio.

La versione kitchen di Inside System costituisce un vero e proprio ambiente cucina, completo di tutti i dettagli: dal monoblocco lavaggio Bay al piano di lavoro caratterizzato dal nuovo piano cottura Gourmet, dal pensile InLine, dotato di vano cappa Hood InLine, alla nuova mensola Order, il sistema di mensole in alluminio accessoriabile con un’ampia gamma di elementi. Order è presente anche nella versione dispensa, personalizzabile inoltre con il piano di lavoro con zona lavaggio integrata, il pensile InLine e le basi giorno K-System. L’estrema versatilità e modularità lo rendono inoltre perfettamente adatto anche alla personalizzazione di piccoli ambienti abitativi, nella versione cucina completamente attrezzata, nei quali la razionalizzazione degli spazi assume un ruolo fondamentale, senza scendere a compromessi sotto il profilo estetico e di design.



Tratto da: www.luxgallery.it

Salone del Mobile.Milano Award 2018: i vincitori

Ecco tutti i vincitori del Salone del Mobile.Milano Award 2018 Sono stati proclamati nella giornata di ieri i vincitori della terza edizione del premio internazionale con il quale il Salone del Mobile.Milano vuole dare ulteriore rilievo alle eccellenze della 57a edizione della manifestazione. Assegnato anche un Premio Speciale della Giuria e un Premio Speciale del Presidente.

CC-Tapis, Mabgis e Sanwa sono i tre vincitori, a pari merito, del Salone del Mobile.Milano Award, un premio dedicato a quanto di meglio il mondo dell’arredo e del design ha presentato in questa edizione della manifestazione. A Maurizio Riva di Riva 1920 è andato il Premio Speciale della Giuria composta da
personalità di fama internazionale – Chiara Alessi, critica, esperta di design; Stefano Boeri, architetto; Giovanni Gastel, fotografo; Angela Rui, curatrice di mostre; Deyan Sudjic, direttore del Design Museum di Londra – che si è mossa in modo anonimo fra gli espositori per selezionare le candidature.

I premi sono stati assegnati ad aziende i cui progetti, prodotti e allestimenti in fiera, si sono contraddistinti per la qualità e l’innovazione del processo creativo e produttivo, della tecnologia introdotta o sviluppata, della comunicazione e dell’allestimento. “Con questo premio, assegnato in occasione di una grande festa alla presenza del Sindaco di Milano, a Palazzo Marino, abbiamo voluto rendere omaggio alla straordinaria vitalità di un sistema di impresa che, ancora una volta, ha dato il meglio di sé, contribuendo a fare del Salone del Mobile un appuntamento unico e irrinunciabile, costantemente al centro dell’attenzione mondiale” ha affermato il Presidente del Salone del Mobile, Claudio Luti.



Tratto da: www.luxgallery.it

#ADI : Milano: Palazzo Citterio è terminato!


C'è voluto quasi mezzo secolo, ma la Milano Design Week ha portato a Milano un regalo tutt'altro che effimero: il compimento dei lavori di ristruttuazione di Palazzo Citterio, storico edificio del centro cittadino che finalmente darà all'adiacente Pinacoteca di Brera gli spazi che le servono per esporre degnamente opere e mostre. Un volume ne anticipa al pubblico la nuova fisionomia.


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Milano Design Week 2018, Paola Conti presenta il suo rinnovato design

Salone del Mobile Milano 2018, lo Smart Living di Natuzzi Italia – LG

Milano Design Week: Timberland presenta l’installazione “Don’t Call me…Dafne”

Milano Design Week 2018: Timberland presenta al pubblico l’installazione “Don’t Call me…Dafne”

Timberland ha svelato l’iconica installazione Don’t Call me…Dafne creata in collaborazione con la giovane e promettente product designer e artista Elena Salmistraro, vincitrice del “Best Emerging Designer Award” nell’edizione del Salone del Mobile 2017 ed ambasciatrice di Brera Design District 2018. Protagonisti all’’evento di inaugurazione che si è svolto martedì 17 Aprile nel dehor di Eataly Elena Salmistraro e Giorgio d’’Aprile, Marketing Director Europe di Timberland, affiancati da influencer e celebrity fra cui Ringo, gli speaker radiofonici Max Brigante e WAD, la cantante Syria e il carismatico anchorman Federico Russo.

Posizionata in Piazza XXV Aprile fino a domenica 22 aprile, la seduttiva quercia, simbolo di sacralità, energia e vita, ed elemento da sempre collegato al brand, cattura l’attenzione dei più curiosi coinvolgendoli in un’immersione empatica davvero intensa. Abbracciando il tronco, che ricorda la sinuosa silhouette femminile e riprende i colori tenui della nuova collezione footwear donna, l’’albero prende vita rivelando il suo battito e di notte si illumina con le vibrazioni date dall’’intensità dell’’abbraccio. Dai rami imponenti e delicati scendono invece 4 grandi sedute a forma di ghianda, pronte ad avvolgere, ospitare e proteggere i visitatori, cullandoli dolcemente in un effetto cocoon.

La pavimentazione infine riflette le mille sfaccettature femminili grazie all’’utilizzo di una superficie riflettente e da decine di hashtag “don’t call me”, collettati sulla pagina di Timberland, a richiamo della campagna globale del brand che pone al centro l’universo femminile rompendo i cliché con i quali vengono spesso superficialmente etichettate le donne. “Oggi le donne non hanno più paura di mostrare i loro mille volti, mille stili differenti, mille sogni… per questo ho immaginato una quercia al femminile, un grande albero, una forza della natura, che con la sua energia inglobi, protegga ed illumini questo vitale cambiamento…”, così Elena Salmistraro racconta il suo progetto che raccoglie e interpreta elementi presi dai modelli di scarpa Kiri Up e Berlin Park, silhouette che rappresentano la visione di una donna contemporanea, dinamica e metropolitana.



Tratto da: www.luxgallery.it

Salone del Mobile 2018: Le novità Bonaldo presentate a Milano

Le novità presentate da Bonaldo al Salone del Mobile

Un viaggio attraverso nuove dimensioni dell’abitare, con suggestioni e ispirazioni sempre più cosmopolite. In occasione del Salone del Mobile 2018, Bonaldo, protagonista di primo piano del design Made in Italy a livello internazionale, presenta le ultime novità accomunate da un’appassionata ricerca stilistica dove colori, forme e mix di materiali rappresentano elementi distintivi.

In uno spazio espositivo firmato dall’Architetto Mauro Lipparini, prendono vita le molteplici anime del brand che dialogano tra loro in un unico e coerente linguaggio scenico in grado di esaltare e valorizzare il “total living Bonaldo”: tavoli, sedie, complementi, divani e letti sono espressione di un costante percorso dell’Azienda sul fronte della Ricerca e Sviluppo, in un continuo movimento tra nuove collaborazioni e inedite sperimentazioni.

 



Tratto da: www.luxgallery.it

Salone del Mobile 2018: le novità Unopiù

Salone del Mobile 2018: le novità Unopiù presentate a Milano durante la Design Week

La collezione 2018 di Unopiù è l’espressione di un nuovo modo di abitare gli spazi indoor e outdoor: esclusivo ma funzionale, all’insegna della comodità e della ricercatezza dei materiali, di accessori dalle tinte forti. Le tendenze contemporanee del design portano a una sfumatura sempre maggiore tra gli ambienti interni e quelli esterni, come se terrazzi, giardini e balconi fossero la naturale continuazione della casa.

Non vi sono più separazioni e distinzioni nette, ma una crescente osmosi estetica e funzionale fra diversi ambienti. Partendo da questo presupposto, Unopiù ha realizzato nuovi componenti d’arredo che presenterà in anteprima al Salone Internazionale del Mobile e nel suo flagship store di via Pontaccio a Milano, durante la Design Week 2018. Oggi i prodotti Unopiù sono un punto di riferimento nel mondo dell’arredamento da esterno, perché concepiti, progettati e realizzati con manualità e qualità artigianale affiancata da tecniche di produzione all’avanguardia e dalle tecnologie più innovative.

Questi elementi consentono a Unopiù di distinguersi nel mondo dell’arredamento e del design per la capacità di proporre collezioni che, oltre alla funzionalità dell’arredo, offrono comfort, un’estetica glamour e materiali sofisticati, trasformando gli ambienti outdoor in spazi raffinati nella stessa misura di quelli interni. La continua innovazione e ricerca dei materiali più adatti ha permesso di rendere gli arredi sempre più resistenti agli agenti atmosferici esterni.



Tratto da: www.luxgallery.it

#ADI : Guido Gigli al Fuorisalone


Presentato il 19 aprile a Milano, nello showroom dell’Argenteria Dabbene, il libro “Il valore del cambiamento” di Patrizia Di Costanzo: una panoramica della storia di Ikonos, celebre showroom dell’arredamento romano fondato da Guido Gigli, con i contributi di architetti, giornalisti e designer che hanno partecipato alla sua attività e hanno apprezzato òla capacità organizzativa e innovativa di Gigli.


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#ADI : Triennale: nuovo direttore e nuovi curatori


La Triennale di Milano ha un nuovo direttore generale: è Carlo Morfini. Il consiglio d’amministrazione ha nominato anche i nuovi curatori di settore in vista dei prossimi sviluppi dell’attività dell’istituzione milanese dell’architettura e del design.


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A Space&interiors il futuro dell’abitare

Varchi le porte sotterranee del The Mall di Porta Nuova nell’Innovation Design District e atterri direttamente su Marte: è il viaggio futuristico della mostra-evento “The future of living and the planet of the future” di Space&interiors. A fare da scenario a una selezione di progetti innovativi ideati da aziende nel settore dell’architettura e dell’interior design, un allestimento immersivo ispirato al Pianeta Rosso curato da Stefano Boeri Architetti. Sulle pareti, una serie di schermi proiettano l’immaginario futuristico dello spazio che il cinema fantascientifico ha saputo creare negli anni: Davide Rapp e Giorgio Zangrandi, dopo la visione e l’analisi di seicento film, hanno selezionato cento clip in cui sono stati anticipati le idee di oggetti, strumenti e tecnologie divenuti realtà tangibile dopo alcuni decenni.

A guidarci tra le installazioni attraverso le quali il viaggio si dispiega, Giorgio Dona’. «La prima tappa simula la partenza per Marte», racconta infatti l’architetto, «e quindi verso il futuro dell’abitare. Stiamo vivendo un momento di consapevolezza rispetto al cambiamento climatico che interessa la Terra e guardare cosa succede intorno a noi, immaginando una vita altrove futura, aiuta a innovare anche il nostro presente».

È infatti l’idea di evoluzione a fare da filo conduttore all’esposizione, nell’ottica per cui progetto, design e tecnologia possano dialogare con l’obiettivo di migliorare la vita di tutti noi. Da qui, la scelta di costruire un sistema che mettesse in mostra i marchi di finiture, soluzioni e materiali del settore attraverso un linguaggio divulgativo e più ludico:«La sfida, per le aziende, è stata quella di raccontarsi attraverso la propria visione di futuro», continua Dona’.

Il viaggio prosegue con uno schermo circolare che illustra le differenze tra la vita terrestre e quella marziana, seguono gli stand e chiude il percorso la quarta tappa, l’approdo su Marte. E Massimo Buccilli, presidente di Made Eventi, la società del gruppo FederlegnoArredo che organizza Space&interiors, dichiara:«Abbiamo voluto creare un viaggio ricco di stimoli verso un futuro che è sempre più imminente. Fa parte integrante di questo percorso un programma di incontri multidisciplinari».

Venerdi 20 aprile, dalle 18.00 alle 19.30 il talk “Il viaggio verso il futuro. Come abitare lo spazio: esperienze e curiosità“, intervengono nella prima parte Luca Nardi e Fiorenzo Galli, nella seconda Stefano Boeri con Luca Parmitano in video-collegamento dalla base spaziale di Mosca. Sabato 21 aprile, dalle 17.30 alle 18.30, il talk “ATLAS – La città al tempo dell’economia circolare. Soluzioni per la raccolta differenziata in cucina, nel condominio e nel quartiere”, con la partecipazione di Stefano Boeri e Comieco. Dalle 18.30 alle 19.30 va in scena “Paradossi dell’abitare”, con Renato Pozzetto e Davide Rapp. Per i dettagli cliccare qui.



Tratto da: design.repubblica.it/

Le forme in movimento di Nendo

Quando progettiamo una sedia stiamo ideando un prodotto o il movimento di sedersi? Se l’è chiesto Nendo, uno dei più affermati studi di design, che risponde a questa domanda con la mostra Forms of movement in programma fino al 22 aprile al Superstudio Più di via Tortona, il cuore pulsante del Fuorisalone.
L’esposizione porta avanti la teoria secondo la quale g
li oggetti reagiscono alle persone così come le persone reagiscono agli oggetti. Per spiegarla il team giapponese capitanato da Oki Sato propone dieci oggetti (tutti prototipi) realizzati con speciali materiali e avveniristiche tecnologie che raccontano il movimento nella sua forma e funzione. In mostra ad esempio una collezione di portagioie con diversi coperchi che si aprono e si chiudono a seconda dei vari modi di toccarli, oppure delle cerniere reinventate che non si muovono più in una sola direzione. E ancora clessidre che misurano il tempo in svariate forme, tende che si spostano ispirandosi ai boccioli in fioritura o il vaso di alluminio tagliato in modo speciale per cui risulta diverso a seconda da dove lo si guarda.



Tratto da: design.repubblica.it/

Lina Bo Bardi e Giancarlo Palanti al Nilufar Depot

Rigore e libertà: le due anime di Lina Bo Bardi si uniscono in una mostra retrospettiva fino al 29 dicembre al Nilufar Depot, ex magazzino di 1.500 metri quadrati in viale Lancetti 34 di Milano. Curata da Nina Yashar, fondatrice della Galleria Nilufar, la rassegna “Lina Bo Bardi Giancarlo Palanti Studio d’Arte Palma 1948 – 1951” è un omaggio alla progettista nata in Italia ma naturalizzata in Brasile considerata una delle figure più rivoluzionarie dell’architettura modernista.

«Nel cammino di una galleria di design, Lina Bo Bardi rappresenta l’apice di un approccio di multidisciplinarietà. Il suo lavoro è la sintesi perfetta di innovazione e mantenimento delle radici culturali», racconta Nina Yashar. Tra quinte teatrali e pezzi d’autore installati su basi in mattone, dialogano infatti tra loro design, architettura, arte e teatro attraverso un linguaggio che unisce il modernismo e il razionalismo italiano alla cultura e all’immaginario brasiliano. Da volumi precisi e linee essenziali prendono forma tavoli, sgabelli e sedute che abbinano il legno a rivestimenti in velluto, il metallo al cuoio. «Sono progetti di avanguardia con una forte connotazione umanistica e antropologica che raccontano una storia di architettura e design resa ancora più preziosa dalla scarsa produzione», continua la curatrice. Oggetti talmente rari che alcuni di quelli esposti sono addirittura pezzi unici.

La lunga investigazione storiografica condotta da Nina e riconosciuta con il patrocinio e la collaborazione scientifica dell’Istituto Bardi / Casa de Vidro di San Paolo, documenta poi che alcuni tra gli arredi più noti attribuiti a Bo Bardi sono in realtà firmati insieme a Giancarlo Palanti. Il celebre architetto razionalista lavorò a stretto contatto con Lina proprio a San Paolo, nello Studio d’Arte Palma, da loro fondato e diretto tra il 1948 e il 1951. Arricchiscono la mostra altri complementi d’arredo della Galleria Nilufar: progettati da designer come Gio Ponti, Marco Zanuso, Massimiliano Locatelli e Cristina Celestino, sono pezzi prodotti indipendentemente, esclusivi o in edizione limitata.



Tratto da: design.repubblica.it/

Scaffali modulari Gate

Dopo il sistema Shift di Layer e Kvadrat di qualche giorno fa scopriamo l’ultima novità nel settore delle pareti attrezzate. L’idea si chiama Gate e nasce dall’inventiva di Artem Zakharchenko che ha voluto dare una vita tutta nuova alla tradizionale parete attrezzata.

La prima caratteristica che salta all’occhio guardando le foto è la sua grande versatilità. Sì, perché nasce come scaffalatura ma la sua modularità e il suo stile essenziale ma accattivante rendono possibile utilizzarla in mille modi diversi, in tanti ambienti differenti.

Qualche esempio? Sarà una libreria perfetta in salotto o una cantinetta dove tenere bottiglie e calici per il vino ma saprà declinarsi anche in chiave guardaroba o come una parete attrezzata ideale per tenere in orrdine le piante, esporre le fotografie di famiglia o pezzi di design o persino accogliere la stazione multimediale. L’unico limite qui lo pone la vostra fantasia.

A seconda delle proprie esigenze di spazio si potranno sollevare o abbassere i singoli elementi mobili della parete che fungeranno da gancio o da mensola. Tutti gli elementi sono di legno e assicurati alla struttura tramite un sistema che ne consente la rotazione a 90 gradi.

Con questa struttura così dinamica e versatile spetterà a voi costruire la parete attrazzata letteralmente su misura. E ovviamente potete cambiare tutte le volte che volete riadattando la parete a esigenze differenti o anche solo per dare un aspetto nuovo ad una camera senza cambiarne necessariamente gli arredi.

La declinazione in legno chiaro ne accentua l’essenzialità ma la “folla” di elementi mobili fa in modo che l’insieme risulti estremamente dinamico anche alla vista oltre che nella sua flessibilità d’uso.



Tratto da: www.designbuzz.it

Lampade Nur

Se siete appassionati di stile ultra-minimale ma con un tocco di riconoscibile personalità amerete senz’altro le nuove lampade di cui vogliamo parlarvi oggi. La collezione di luci si chiama Nur e la firma José Ignacio Ballester.

Si tratta di una linea molto completa che comprende lampadari e lampade a sospensione, lampade da tavolo e da terra. Si possono usare sia da sole, singolarmente, che in combinazione tra loro. L’effetto è sempre elegantissimo, ricercato e innovativo.

Le linee sono pure, essenziali, originalissime grazie ad una forma a elica appena accennata, che rimane pulita e priva di orpelli eppure di gran carattere, quale che sia la soluzione prescelta. Noi, dobbiamo ammettere, preferiamo comunque la variante sospesa.

Formati e forme sono differenti e ogni soluzione è personalizzabile. Il profilo in alluminio con diffusore in policarbonato satinato rende queste lampade elegantissime sin dai materiali e dai conseguenti colori.

Le versioni disponibili sono due, in argento cromato con led da 3000k e in marrone ossidato con luce calda da 2800k. In questo modo sarà possibile adeguare le luci ai propri ambienti ma anche scegliere l’atmosfera che si desidera dare alla stanza. La prima soluzione è più adatta ad arredi moderni, la seconda ad ambienti più classici o persino rustici.

La variante Nur XL è la proposta più grande, con doppia struttura che amplifica anche la potenza luminosa ed è dunque adatta ad ambienti più vasti da illuminare. Sensuale ed elegantissima è anche la proposta da terra, una linea sinuosa che si innalza verso l’alto.



Tratto da: www.designbuzz.it

Kerakoll, 100 colori firmati Lissoni

Nasce sotto la regia di Piero Lissoni la Color collection, la serie di pitture ecologiche firmate Kerakoll. Una linea che si caratterizza per tonalità intense che rispondono alle variazioni di luce dando vita così a delicati movimenti cromatici nel corso della giornata. Questa formula è data da pigmenti di alta qualità e ricchi di colore combinati con oli e principi attivi naturali.

Il designer ha pensato a una completa palette che spazia dai neutri delicati ai soffusi colori pastello, dalle sfumature alle tinte più profonde per un totale di 100 proposte. La Piero Lissoni Color Collection si suddivide in sei famiglie disponibili sia nella versione Gel Paint, dalla finitura gessosa extra opaca perfetta per la decorazione di pareti e soffitti, che in Resin Paint, dall’effetto opaco ad alta intensità cromatica ideale per pareti che richiedono completa lavabilità, come cucine e bagni.



Tratto da: design.repubblica.it/

#ADI : Il Compasso d’Oro a Shanghai


Davide Conti, che rappresenta ADI in Cina, ha presentato il 13 aprile 2018 a Shanghai, nella sede del gruppo DoBe, un panorama del design italiano degli ultimi sessant’anni attraverso una rassegna dei prodotti premiati con il Compasso d’Oro ADI.


Leggi la notizia completa [QUI]

Sanlorenzo porta il mare a Milano

Lo yacht crossover SX88 di Piero Lissoni per Sanlorenzo diventa un’installazione. Ospite a Milano della Triennale fino al 22 aprile, Yachtville mette in scena il progetto di interior design firmato dal designer che si caratterizza per due originali idee: gli ambienti pensati come un open space e l’utilizzo di mobili di serie del design tra i quali arredi firmati da Boffi, Cassina, Knoll e Living Divani.

La scenografia si ispira a quella adottata dal regista Lars Von Trier nel film Dogville, dove gli edifici che costituiscono un paese sono riprodotti in pianta per mezzo di delimitazioni grafiche bidimensionali. E così il visitatore è invitato a salire a bordo dello yacht muovendosi liberamente da poppa a prua incontrando pezzi di arredamento come lampade, tavoli, sedie e una cucina che conferiscono un sapore domestico al progetto. Sulle pareti scorrono degli scenari urbani creati dalla fusione di elementi architettonici di tante città del mondo.



Tratto da: design.repubblica.it/


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