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maggio 22, 2017

Nendo: invisible outlines


Dopo la prima mostra allestita nel 2003, che ne ha segnato il debutto, il “fenomeno” nendo si è sviluppato a un ritmo sorprendente.

Sotto la guida di Oki Sato (1977) il collettivo di design ha continuato a stupirci con la coerenza e la potenza del suo vocabolario, attraverso una ricerca imbevuta di estetica giapponese ma sorretta da una tensione non priva di senso dell’umorismo.

 

In mostra 79 collezioni, tra cui: border table che presenta un profilo frammentato di camere, trace collection che cattura “tracce” di movimento, un-printed material che illustra varie forme e espressioni della carta attraverso il contorno, objectextile, un progetto di collaborazione con Jil Sander, dove i contorni di oggetti 3D vengono recuperati e trasformati in tessile, e jellyfish vaseun nuovo pezzo che tenta di ristabilire il rapporto tra vaso e acqua con i confini dei colori.

 

L’allestimento della mostra nendo:invisible outlines al CID del Grand Hornu è stato ideato ad hoc, in stretta relazione con gli spazi che la accolgono.

 

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Tratto da: Interni Magazine