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giugno 10, 2017

“We wear culture”: Google Arts&Culture esplora la storia di ciò che indossiamo

Google Arts&Culture lancia “We wear culture”: la nostra storia passa anche attraverso ciò che indossiamo“Indossate dei jeans oggi? Nel vostro guardaroba avete una cravatta floreale o un abito nero? Ricordate quelle scarpe con la zeppa anni ’90? Tutti questi capi di abbigliamento hanno una cosa in comune: raccontano una storia, che talvolta attraversa centinaia di anni. Oggi siamo felici di presentarvi “We wear culture”, un nuovo progetto su Google Arts & Culture che vi porterà a scoprire le storie dei vestiti che indossate” si legge in un comunicato ufficiale sul blog di Google.

Google Arts&Culture ha presentato “We wear culture”, un ambizioso progetto multimediale realizzato grazie alla collaborazione di 180 istituzioni culturali e della moda, scuole, archivi ma anche altre organizzazioni provenienti da ogni parte del mondo. “We wear culture” sarà così in grado di offrire agli utenti un vero e proprio viaggio virtuale in 3mila anni di moda per scoprire come la storia abbia influenzato il nostro modo di abbigliarci nonchè di percepire il “fashion”.

In particolare, “We wear culture” mette a disposizione ben 450 mostre multimediali che permetteranno di scoprire realtà quali l’antica Via della Seta, il movimento del punk britannico ma anche l’evoluzione del denim o degli indumenti dei minatori. Quello proposto da Google Arts&Culture sarà quindi un vero e proprio percorso nel cuore della moda, reso unico anche dall’utilizzo della realtà virtuale. Attraverso video in VR – disponibili su YouTube o attraverso un visore – sarà infatti possibile ammirare:

  • L’abito nero di Chanel da Parigi, in Francia (Musée des Arts Décoratifs 1925), che ha cambiato radicalmente il codice di abbigliamento dell’indumento nero, rendendolo un pezzo esclusivo nell’armadio di ogni donna;
  • Gli stiletto di Marilyn Monroe di Salvatore Ferragamo da Firenze, in Italia (1950-60), i tacchi a spillo rosso scarlatto che sono divenuti espressione di legittimazione, successo e sensualità per le donne;
  • Maglia e gonna Comme des Garçons da Kyoto, in Giappone (1983), con cui Rei Kawakubo ha portato l’estetica e l’artigianato del design giapponese tradizionale sul palcoscenico mondiale;
  • Il corsetto di Vivienne Westwood da Londra, nel Regno Unito (1990), che celebra l’interpretazione unica della stilista di uno degli abiti più controversi della storia.


Tratto da: www.luxgallery.it