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settembre 04, 2017

Vittorio Zecchin: i vetri trasparenti per Cappellin e Venini

È dedicata a Vittorio Zecchin, artista che negli anni Venti reinterpretò la classicità  per rilanciare e modernizzare Murano, l’esposizione autunnale, a cura di Marino Barovier de Le stanze del Vetro.

 

In mostra una raffinata produzione di 250 opere monocrome in vetro soffiato, realizzate quando il pittore era direttore artistico per la V.S.M. Cappellin Venini & C. (1921-25), prima, e per la M.V.M. Cappellin & C poi (1925-26).

Artista e pittore muranese, figlio di un tecnico vetraio, Vittorio Zecchin (1878-1947) è stato un grande protagonista del vetro del Novecento, che ha contribuito in modo determinante a modernizzare negli anni Venti, proponendo sul mercato – con l’appoggio di due imprenditori illuminati come Giacomo Cappellin e Paolo Veninisoffiati monocromi con forme di grande eleganza che reinterpretavano la classicità, spesso ispirate alla vetraria del Cinquecento o ai vetri sulle tele di pittori veneziani del XVI secolo.

 

Tra i vetri dalle linee classiche si distingue il celebre vaso detto ‘Veronese’, che trae origine da un modello presente nella grande tela cinquecentesca de L’annunciazione, dipinta dall’omonimo pittore e conservata alle Gallerie dell’Accademia a Venezia.

661 305 Vaso Veronese di Vittorio Zecchin per Venini 71 367

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Tratto da: Interni Magazine