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novembre 13, 2017

Cataste, le case-scultura di De Lucchi alla Galleria Jannone

Michele De Lucchi dal 2004 scolpisce con la motosega piccole case in legno per cercare l’essenzialità della forma architettonica. Quest’anno ha realizzato dieci sculture in legno di noce che ha deciso di chiamare Cataste. Un nome che fa pensare al costruire antico, ma al contrario è una metafora della modernità poiché la collezione nasce per far riflettere sui valori estetici e funzionali di oggi. Ne è nata una mostra ospite fino al 12 gennaio alla Galleria Antonia Jannone di Milano. Un’occasione per riflettere anche sui temi più cari all’architetto come l’elogio del legno, la natura, la semplicità, e poi il costruire, raccogliere, preservare, curare, ordinare.
«Lasciatemi per un attimo idealizzare il concetto di catasta», spiega De Lucchi «Sono proprio degli altari alla natura e ai boschi. La parola “catasta” poi è di per sé una poesia, per il legno di cui è fatta, per quello che evoca e, nella lingua italiana, per il suono della parola stessa. So bene che non sempre sono belle e curate e spesso sono un oltraggio all’ambiente e al paesaggio. Ma qualche volta le cataste sono vere e proprie costruzioni, piccole casette o vere cattedrali con grandi tetti che le coprono, tenendo insieme i tozzetti e riparando dalla pioggia e dalla neve».

Michele De Lucchi – Cataste
dal 13 novembre 2017 al 12 gennaio 2018
Milano, Galleria Antonia Jannone
www.antoniajannone.it



Tratto da: design.repubblica.it/