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novembre 23, 2017

Il Salone del mobile torna a Shanghai. I cinesi innamorati dell’arredo made in Italy

Shanghai Exhibition Center, Cina – Si apre la seconda edizione del Salone del Mobile a Shanghai, la kermesse che porta in Cina il best of dell’arredamento made in Italy. L’evento si svolge dal 23 al 25 novembre ed è ospitato al Sec, lo Shanghai Exhibition Center, un prestigioso palazzo situato nella Yan’an Roa, una delle vie principali dello shopping piena di negozi di lusso.

La fiera ritorna con il doppio delle presenze rispetto allo scorso anno: 109 espositori italiani, dai grandi nomi ai brand più piccoli, «tutti accomunati dalla voglia di investire e di fare», racconta Claudio Luti, presidente del Salone del mobile. «Tutti si sono impegnati a fare degli stand più belli, nonostante lo spazio destinato a ciascuno sia ridotto, circa 100-130 metri quadrati. Questa non è una fiera dove si può venire e sperare di concludere un programma, questa è un’importantissima occasione per fare un programma insieme. Bisogna prima seminare per poter scoprire i partner giusti. La Cina è una nazione enorme e i dati di importazione dei prodotti italiani (+36 per cento rispetto allo scorso anno) ci dicono che è il paese dove si può crescere di più. Dobbiamo intercettare gli interlocutori, collegarci ai distributori, migliorare le relazioni con tutti gli attori del mercato, dagli architetti alla vendita».

Macchine fotografiche e smartphone alla mano, vestiti alla moda e occhi curiosi, i cinesi che si aggirano per gli stand in questi giorni non sono poi così diversi dagli occidentali. «La Cina è per l’Italia la sesta nazione per importazione e ha le potenzialità che non ha nessun altro paese», continua Luti. «Abbiamo una facilità di relazioni con loro perché ci intendiamo, perché capiscono la nostra qualità, ci seguono e amano quello che facciamo, ci vogliono bene e rispettano il nostro modo di lavorare e di abitare. Inoltre, conoscono il Salone del mobile di Milano, sinonimo di eccellenza nel mondo e qui al Sec hanno la garanzia di trovare la migliore selezione di prodotti. Ma per portare a casa il business dobbiamo lavorare molto bene con gli intermediari e gli operatori locali. E per far questo dobbiamo venir qua ed essere presenti tutto l’anno, non solo i tre giorni di fiera».

Fondamentale per la riuscita della manifestazione, il supporto del Governo, tramite l’Ice, agenzia italiana per la promozione all’estero. In occasione dell’anteprima, tenutasi il 22 novembre pomeriggio, erano infatti presenti anche Ettore Sequi, l’ambasciatore italiano in Cina e Amedeo Scarpa, direttore Ice Italia-Pechino.

Si respira una bella atmosfera qui in fiera: tante le novità delle aziende, dalle cabine armadio trasparenti di Porro ai sistemi di Lema, passando per gli imbottiti di Moroso, Molteni&C e Poliform e le luci di Artemide e Foscarini. Numerosi gli appuntamenti: come le Master Classes, gli incontri-lezione tenuti da maestri come Mario Bellini, Piero Lissoni e Giancarlo Tintori che dialogheranno con i progettisti cinesi. E tantissimi i visitatori: attesi 20mila appassionati, ma i biglietti, per evitare la ressa dello scorso anno, sono stati venduti soltanto on line e limitati.

«L’Italia è il primo paese fornitore di mobili in Cina, con una crescita del +37 circa per cento di importazione rispetto allo scorso anno», afferma Emanuele Orsini presidente di FederlegnoArredo, che continua: «Tra i prodotti più richiesti: gli arredi per il living, seguiti dalle soluzioni per la camera da letto e camerette e le cucine». La scommessa Cina funziona: «Nella mappatura del Centro studi di FederlegnoArredo da qui al 2021 questo paese può arrivare a raddoppiare il fatturato, arrivando a 560 milioni, di prodotti importati dall’Italia. La Cina è la seconda economia mondiale in termini di Pil a prezzi correnti dopo gli Usa e la prima per Pil a parità di potere d’acquisto. La crescita del PIL reale nel 2016 è stata pari al 6,7%. Per noi è dunque importantissima la stabilità del Paese, per avere la possibilità di allacciare rapporti duraturi e fare dei piani a lungo raggi. Certo, ci sono ancora alcuni temi importanti da affrontare, come quello delle copie. Lo scorso mese eravamo a Bruxelles per ribadire all’Europa la necessità di tutelare il made in Italy nel mondo. Dobbiamo educare i cinesi al design e il SaloneSatellite lo sta facendo molto bene con i giovani studenti cinesi qui presenti».

In fiera, infatti, oltre alle proposte di arredo, anche il SaloneSatellite, lo spazio per i talenti emergenti: gli studenti cinesi si trovano qui di fronte alle loro creazioni e hanno la possibilità di incontrare i produttori e spiegare la loro idea. Le migliori proposte saranno premiate e i tre vincitori del premio Satellite saranno invitati a Milano ad esporre in occasione del Salone del mobile di aprile.

Nella foto di apertura lo Shanghai Exhibition Center che ospite il Salone del Mobile



Tratto da: design.repubblica.it/