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novembre 10, 2017

Inverno, fiorisce il giardino

Tradizione ed esperienza: che cosa possiamo fare di meglio se non prendere ispirazione da quello che la storia dei giardini all’italiana ci ha portato in eredità, anche attraverso chi ha avuto e ha ancora la fortuna di conoscere o di utilizzarne uno?

L’Italia vanta tra le più belle e affascinanti serre e giardini d’inverno, molti dei quali sono rimasti inutilizzati, alcuni recuperati mantenendo le partiture originarie, altri ancora sono state trasformate per usi diversi: in piccoli spazi per il relax o la convivialità o, come è capitato al mio studio, in luoghi di lavoro.

Ma qual è la nuova frontiera? I cambiamenti climatici estremi, tipicamente tropicali con improvvise e forti precipitazioni e picchi di alte e basse temperature, uniti alle nuove esigenze abitative che ricercano un contatto diretto con il mondo della natura, hanno spinto a generare tecnologie grazie alle quali oggi possiamo disporre di soluzioni architettoniche bioclimatiche innovative dal punto di vista tecnico e pratico, ma soprattutto dal basso impatto visivo, con strutture leggere e trasparenti.

Ecco allora imporsi nel mercato dell’outdoor le pergole bioblimatiche strettamente connesse  con il nuovo bonus per gli interventi per terrazzi e giardini previsto nella legge di stabilità. Queste strutture molto versatili possono offrire quella continuità tra ambiente interno ed esterno che tanto appassiona i paesaggisti e gli amanti della natura, soprattutto in città dove gli spazi verdi sono più piccoli e spesso in ambienti chiusi e poco luminosi.

Si torna così alla tradizione e all’esperienza del passato. Mi piace citare un prezioso consiglio che mi dava mia nonna quando ero piccola, da sapiente “pollice verde” quale era: «Patrizia, mi raccomando, quando la temperatura esterna e uguale a quella in casa ricordati di portare fuori le piante». Succedeva a quel punto che i più fortunati che avevano un balcone o un giardino trasportavano le piante all’esterno, altrimenti si era obbligati a portarle nel cortile.

Tenendole ben bagnate e ombreggiate se necessario, alla fine dell’estate le piante da interno ricevono con certezza un grande beneficio.

Le pergole bioclimatiche servono proprio ad offrire alle piante da interno l’opportunità di essere arieggiate anche nel periodo estivo ed evitare il surriscaldamento dovuto alle alte temperature. Così si può fare a meno di spostarle avanti e indietro come facevano le nostre nonne.

Possiamo quindi trasformare queste innovative pergole anche in rigogliosi giardini d’inverno, utilizzando piante tropicali fino a tre metri. Ecco un elenco delle più facili da trovare e coltivare: Strelitzia Nicolai, Alocasia, Alocasia Borgian, Banano nano, Bananowce Takila, Ficus Lyrata, Ficus Lyrata Msg, Palma Areca Catechu, Palma Foxtail, Sansevieria Trifasciata Laurentii. Tutte adatte a creare stanze verdi molto gradevoli e ospitali.

L’autrice è landscape designer e cura un blog per Casa&Design

Nella foto di apertura la pergola bioclimatica Med Twist di Gibus



Tratto da: design.repubblica.it/