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Nella vostra lista dei buoni propositi per l’anno nuovo c’è dire di no alle guerre di condominio? Conoscere le cause che scatenano i litigi, durante le riunioni con i vicini di casa, può aiutare a evitarle. L’Anammi (Associazione Nazional-europea Amministratori d’Immobili) ci aiuta a scoprirle con il sondaggio condotto su un campione di 13mila soci. Voce agli amministratori che hanno raccontato le  difficoltà che devono gestire e risolvere in fase di assemblea condominiale.

È emerso che un buon 50 per cento dei condomini si intestardisce sulla propria posizione, impedendo una discussione pacata e uno svolgimento civile della riunione. È sorprendente sapere che solo nel 10 per cento dei casi i condomini chiedono di verificare le spese condominiali in sede di assemblea. Il problema nasce quando questo accade: gli animi si accendono per le spese di ordinaria manutenzione (17 per cento), per quelle legate alla pulizia (11,3 per cento), alle spese dell’acqua (9 per cento). Poi ci sono le spese straordinarie (9 per cento), le spese per il compenso dell’amministratore (8 per cento) e si discute anche per quelle di conto corrente (4 per cento). Per il riscaldamento si litiga nel 7 per cento dei casi, meno per l’ascensore (2,2 per cento).

Sono gli uomini i maggiori frequentatori di assemblee di condominio (55 per cento dei casi). «E questo è un male», dice il presidente dell’Anammi Giuseppe Bica, «perché le donne sono ottime mediatrici». La presenza di ambo i sessi alle riunioni e più pazienza da parte degli amministratori potrebbe aiutare a evitare scontri duri.



Tratto da: design.repubblica.it/

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