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Il “malfatto” come canone di bellezza. È il pensiero di Gaetano Pesce che fin dagli anni Settanta elogia le imperfezioni negli oggetti, una caratteristica considerata non un disvalore ma un pregio da celebrare perché l’irregolarità è sinonimo di unicità. Basti pensare che il designer permise agli operai della fabbrica di Cassina di decidere la forma finale della sedia Dalila e della poltrona Sit Down, rendendo così ognuno dei pezzi leggermente diverso dagli altri.

A Madrid la mostra !Viva la diferencia! vuole rendere omaggio a Pesce riflettendo sulla produzione di massa che spesso non lascia spazio alla differenziazione e costringe i consumatori a vivere in un ambiente standardizzato. La rassegna racconta attraverso 30 progetti come al giorno d’oggi grazie alle nuove tecnologie, all’impatto sulla società dei social network e alla sensibilità dei designer è più facile trovare prodotti personalizzabili.

Viva la diferencia
dal 15 febbraio al 13 maggio
Madrid, CentroCentro Cibeles
www.centrocentro.org



Tratto da: design.repubblica.it/

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