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Ho sbagliato quella volta che nel 2009 ho deciso di partecipare al concorso per il ri-allestimento della Pinacoteca di Brera, l’ho vinto con un punteggio molto alto, l’ho realizzato producendo decine e decine di tavole e alla fine, nel 2014, quindi non molto tempo fa, l’ho consegnato alla direzione della Pinacoteca di Brera e ho saputo che là è finito, morto, sepolto e dimenticato. Per volontà precisa di persone che hanno identità, nome, cognome, ruolo. E che così si è sprecato denaro pubblico, denaro di tutti noi. Un’occasione persa, purtroppo, per la città di Milano, per tutti coloro che vengono a visitare i grandi capolavori della pittura conservati nella nostra Pinacoteca, ma non si trovano in un museo come i più frequentati del mondo, ma in spazi che necessitano tuttora di una messa a punto. Da qui l’idea di un concorso… Al di là di questo errore però sbaglio anche tutte le volte che partecipo a un concorso in Italia e mi rendo conto che alla fine verrà solo usato da questo o quel sindaco per mettersi in mostra (vedi quanto successo a Trieste con la Stazione Marittima), per scoprire che non ci saranno i soldi per costruire (come nel caso della Biblioteca di Torino) o da assessori e politici che attingeranno a questo o quel fondo europeo, con il solo risultato di far muovere a vuoto attorno a sé, come fossero marionette, architetti italiani e stranieri. Così va in Italia mentre altrove i concorsi vengono promossi e assegnati per poi dare avvio a cantieri che verranno portati a termine.



Tratto da: design.repubblica.it/

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