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L’uscita al cinema del film La vedova Winchester ha risvegliato la curiosità sulla Winchester House, da diversi anni un’attrazione turistica fra le più famose (e inquietanti) d’America. Una villa vittoriana di 500 camere, la cui costruzione iniziò nel 1884 e proseguì senza sosta fino al 1922. Il risultato? Un enigmatico rompicapo di stranezze: porte che non si aprono, finestre disposte su pavimenti, rampe di scale che si ripiegano su sé stesse, gradini che si rimpiccioliscono, tetti che conducono a stanze. Il perché di un tale dispendio di denaro lo racconta la pellicola diretta da Michael e Peter Spierig. Sarah Winchester (interpretata dal premio Oscar Hellen Mirren) è l’erede della fortuna dell’omonima società di armi da fuoco. La vedova credeva di essere perseguitata dai fantasmi di quelli uccisi da fucili e carabine uscite dalla fabbrica di famiglia: una medium la convinse che a salvarla sarebbe stata la costruzione incessante della sua casa, altrimenti gli spiriti l’avrebbero uccisa.

Se siete così coraggiosi da entrare nella casa più infestata del mondo potete sfogliare la galleria e scoprire le immagini di un fotografo d’eccezione: Mario Bellini. Nel 1972 il grande designer e architetto era a New York perché invitato a partecipare alla mostra del MoMA Italy. The new domestic landscape. Per l’occasione attraversò l’America con degli amici: il viaggio diventò un reportage. L’obiettivo della Hasselblad di Bellini restituì lo sguardo del designer su come abitavano gli americani negli anni Settanta: dallo studio di Andy Warhol a New York alla mansion di Hugh Hefner a Chicago, dalle ville di Beverly Hills occupate dagli hippies ai mormoni di Salt Lake City per finire alla casa misteriosa di San Jose in California. Tutte le immagini sono raccolte nel libro USA 1972 pubblicato da Humboldt Books (168 pp, 24 euro). Nella fotogalleria di Casa&Design alcuni preziosi scatti inediti della Winchester House.



Tratto da: design.repubblica.it/

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