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Se hai fallito miseramente il compito di prenderti cura di piante e fiori (cactus compreso) non disperare. Esiste una soluzione anche per chi non ha il pollice verde né tempo da dedicare a un angolo di natura in casa. La spiega un libro edito da L’Ippocampo che racconta la tendenza green del momento: i terrarium, ovvero paesaggi in miniatura ricreati sotto vetro.

Un ecosistema che non appassisce, si innaffia una volta l’anno e la potatura è necessaria solo occasionalmente. Sono i segreti del successo di queste installazioni vegetali, una valida alternativa alle classiche piante d’appartamento con la differenza che i piccoli mondi naturali in bottiglia sono autonomi, per cui li guardiamo crescere senza fare (quasi) nulla. Come è possibile? Durante il giorno attraverso la fotosintesi le piante producono ossigeno, mentre di notte la condensa cola sul terreno mantenendo la giusta umidità.

Nel manuale Terrarium – Mondi vegetali sotto vetro (224 pp, 15,90 euro) Anna Bauer e Noam Levy hanno preparato 33 progetti. Quasi fossero delle ricette, passo dopo passo, illustrano come fare a realizzarli fai-da-te: dall’elenco di tutte le varietà più adatte alla vasta gamma di materiali vegetali e minerali che servono ad arricchire le composizioni.
Gli autori sono i fondatori dell’atelier-boutique parigino Green Factory: specializzato in terrari, nasce dalla volontà di soddisfare il bisogno di chi abita in città di equilibrare la vita urbana con la natura.



Tratto da: design.repubblica.it/

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