ADI

Gli agenti immobiliari lo sanno bene: la frase magica per far venir l’acquolina in bocca a chi cerca casa è “appartamento molto luminoso e ben esposto”. Perché la luce naturale amplifica gli spazi, contribuisce al benessere psicofisico, al comfort domestico, fa risparmiare sui consumi di energia elettrica e aumenta così il valore delle abitazioni. Un’idea smart che si sta diffondendo sempre di più nel mondo del progetto per massimizzare la quantità e la qualità di illuminazione indoor è creare delle aperture orizzontali, per facilitare l’ingresso della luce dall’alto, quella che si propaga meglio negli ambienti e li esalta.

«L’importanza della luce zenitale non è una scoperta recente», afferma Marco Imperadori, professore di Produzione edilizia al Politecnico di Milano. «Basti pensare al Pantheon, capolavoro dell’antichità rischiarato esclusivamente mediante il foro sulla cupola. Tra i maestri del movimento moderno, citiamo Le Corbusier, che nel 1922 per la Maison atelier del pittore e suo amico Amédée Ozenfant a Parigi utilizza dei grandi lucernari per far passare la luce zenitale, la più adatta a dipingere. Alvar Aalto sfrutta ampie e frastagliate vetrate per inondare di luce la navata della chiesa di Santa Maria Assunta a Riola di Vergato, in Emilia Romagna, unica impronta lasciata dall’architetto finlandese in Italia. Louis Kahn nel Kimbell Art Museum, in Texas, mette a punto una serie di grandi gallerie sormontate da volte per accogliere e allo stesso tempo frenare l’impatto diretto dei raggi sulle opere d’arte». Ma è Renzo Piano, in assoluto, il maestro della luce naturale: «Il progettista genovese riesce a plasmarla, catturandola attraverso vari passaggi geometrici e materici. Nella Fondazione Beyeler, a Riehen, vicino Basilea, Piano sperimenta un tetto che, con un complesso sistema di filtri e di forme, consente di distribuire l’illuminazione nel modo più efficace e poetico, senza danneggiare i dipinti, e nella Menil Collection a Houston sviluppa architetture in grado di modellare i fasci luminosi zenitali, di condurli verso gli interni e attenuarli».

Non solo grandi opere architettoniche: anche nei più piccoli appartamenti metropolitani è possibile beneficiare della luce dall’alto. Basta affiancare alle tradizionali finestre ulteriori aperture sulla copertura: «Questi interventi hanno molte potenzialità nel recupero degli edifici preesistenti», continua Imperadori. «Si possono illuminare corridoi, sottoscala e ingressi, zone spesso anguste e buie, ma anche rendere abitabili sottotetti e mansarde e ricavare così la stanza in più per gli ospiti, per i figli o per gli hobby. L’importante è stare attenti a degli aspetti tecnici, come ottenere dei tagli nell’involucro senza indebolire la struttura portante e prevedere l’adeguata ventilazione e ombreggiatura con schermature esterne».

Si possono realizzare delle aperture in modo facile e veloce: «La prima condizione è che ci sia un tetto a disposizione, come in un ultimo piano, un locale indipendente a piano terra o un loft», spiega Giulio Camiz, esperto di luce naturale e progettista Velux, azienda specializzata nelle finestre per qualsiasi tipo di tetto. «Solitamente non ci sono particolari vincoli, se non nei centri storici, ma bisogna informarsi presso l’ufficio tecnico locale perché ogni Comune ha le sue regole. Per chi vive in condominio, è buona prassi fare una comunicazione, dato che il tetto è in percentuale di proprietà dell’ultimo inquilino e in parte degli altri, pur non avendo il condominio diritto di veto, da codice civile».
Si tratta di lavori non invasivi, e i tempi dipendono dalla struttura e dai materiali di cui è fatta la sommità dell’edificio: «Si impiega dalla mezza giornata se la copertura è in legno ai 3-4 giorni in caso di laterocemento. Si fora, si installa la finestra, si isola, si impermeabilizza e poi si ripristina il manto. L’intervento chiavi in mano costa dai 6-700 euro fino 2.000 euro, in base alle dimensioni, al numero delle aperture, all’accessibilità del punto…». E si può operare su qualsiasi tipo di tetto, come precisa Giulio Camiz: «Le finestre Velux non sono solo per la mansarda, ma anche per superfici diverse tra loro, da quelle piane alle più inclinate, anche su estensioni importanti affiancando singoli moduli». 

Leggi anche:
Tetti piani, con le finestre zenitali più sole e più salute



Tratto da: design.repubblica.it/

Nessun commento:

Posta un commento

ISCRIVITI