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Riceve il premio Compasso d’Oro alla carriera, insieme ad Alberto e Aldo Spinelli. Emozioni a caldo?
«Siamo molto onorati, è un premio che non va a un singolo prodotto o a una singola carriera, ma a un’intera azienda ereditata dai nostri genitori negli anni Settanta. Poliform in quasi 50 anni è diventata un punto di riferimento a livello internazionale, portabandiera della qualità e del design italiano nel mondo, con 80 monobrand ed esportazioni in 85 Paesi. È un Compasso d’Oro che va all’impegno di tutto lo staff formato da 750 persone tra dipendenti in Italia e all’estero verso i quali abbiamo una grande responsabilità sociale. Ma anche alle nuove generazioni che fanno parte a pieno titolo dell’azienda, alle quali cerchiamo di trasmettere i valori che abbiamo ereditato dai nostri genitori: la passione, il fare bene e l’entusiasmo».

Lei ha iniziato a lavorare con i suoi cugini, tutti e tre appena ventenni, nell’azienda di famiglia. Qual è il segreto di un rapporto in armonia?
«Io sono entrato in azienda che ero ancora minorenne, i miei cugini appena ventenni. Il rapporto a tre generalmente non è facile, ma ci siamo fin da subito divisi i compiti, ognuno è un punto di riferimento per il suo settore, e abbiamo cercato di tenere separate le questioni di famiglia da quelle lavorative. La famiglia è un plus che conta molto, che ti porta a fare scelte a medio-lungo termine, a dialogare costantemente e prendere decisioni in modo molto veloce. Si parla moltissimo, si condivide tutto, è sempre una decisione a tre e non c’è nessuno che prevarica. Anzi adesso siamo di più, con la nuova generazione formata da 8 ragazzi, competenti e ben formati».

Oggi Poliform è uno dei principali attori mondiali del settore dell’arredamento. Avete qualche altro sogno nel cassetto?
«I sogni li abbiamo, ma non li teniamo nel cassetto, è questa la cultura del vero imprenditore. L’ultima avventura che stiamo intraprendendo è realizzare una nuova fabbrica per la produzione degli imbottiti, dove le maestranze, le mani intelligenti, lavoreranno con la tecnologia di ultima generazione. Stiamo iniziando proprio in questi giorni i lavori, sarà uno stabilimento vicino agli altri sette già esistenti. I lavori dureranno un anno circa, ad agosto dell’anno prossimo prevediamo di fare il trasloco. Tutto made in Brianza».

Il premio Compasso d’Oro è frutto di 50 anni di lavoro, passione e entusiasmo. Ecco le tappe in breve dell’azienda, diventata ambasciatrice del made in Italy nel mondo. Anni Settanta: Giovanni Anzani con i cugini Alberto e Aldo Spinelli entrano ventenni nell’azienda di famiglia. Negli anni Ottanta i tre cugini iniziano a guardarsi intorno e sbarcano all’estero: prima in Europa, poi gli Usa, poi nel 2000 il Sud Est asiatico. Oggi è presente in 85 Paesi, al primo posto gli Usa, poi Cina, Francia, Germania. Fatturato: 25 per cento in Italia e il resto nel mondo. Il ventaglio dei prodotti si allarga: vent’anni fa i sistemi, nel 1996 le cucine con l’acquisizione di Varenna che da gennaio 2018 si chiama Poliform, a seguire il contract e nel 2006 la prima collezione di imbottiti. Oggi propone un’offerta completa a 360, dalla casa agli alberghi passando per la divisione contract: «Siamo un marchio con prodotti eccellenti e un rapporto qualità-prezzo vincente. Cerchiamo di comunicarlo invitando la clientela in azienda, per fargli capire cos’è Poliform», spiega Anzani.



Tratto da: design.repubblica.it/

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