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Viaggiatrici solitarie, equipaggi tutti al femminili, ma anche giovanissimi alle prese con la prima vacanza on the road: è il nuovo popolo dei camperisti italiani, un’instantanea che manda in pensione lo stereotipo del camperista uomo e in là con gli anni. Una passione, quella per il camper, che sta contagiando un pubblico sempre più numeroso, soprattutto tra le donne. A confermarlo, Alberto Pillon, ideatore nel 2008 di Camperisti Italiani, il più grande gruppo su Facebook dedicato agli appassionati storici e alle new entry: «Abbiamo ottantamila iscritti, con un tasso di crescita di 2.300-2.500 richieste mensili accettate. La nostra community è formata per il 59 per cento da uomini e per il 41 per cento da donne». Oltre ad esserci mogli con i partner e i figli, ci sono anche donne che guidano da sole o in compagnia di amiche: «Come la storia di una camperista che viaggia sempre in con il proprio cane, la fedele Kora, sta via per sei mesi all’anno, percorrendo migliaia di chilometri sia in Italia che in Europa, e ha trovato nel nostro gruppo una grande famiglia con cui condividere le sue avventure. C’è poi una giovane scrittrice e velista dallo spirito vagabondo che vive in camper e trasforma molte delle esperienze in racconti».
Crescono inoltre gli under 34, giovani coppie, solitamente figli di camperisti che portano avanti la tradizione di famiglia, oppure che si avvicinano per la prima volta al camper per la voglia di poter girare in libertà, si autodefiniscono dei neofiti e vogliono far tesoro dei consigli dei veterani. E poi ci sono i wannabees, cioè “chi vorrebbe ma non posso” perché non ha il mezzo. Ma niente paura: «Si può trovare un usato anche a poche migliaia di euro», continua Pillon, «un modello datato ma che va bene per la prima volta, la cosiddetta “iniziazione”. Oppure si può noleggiare per un weekend, approfittando delle occasioni promosse dall’Associazione produttori caravan e camper, o affittare sui siti di condivisione tra privati come Yescapa, Goboony e Garden Sharing, una sorta di Airbnb delle soste per i camper, che permette di localizzare parcheggi attrezzati in spazi verdi messi a disposizione dagli host».

C’è chi del camper ne ha fatto uno stile di vita: come Sting, che con la moglie Trudie Styler lo scorso anno ha percorso tutta l’Europa in una carovana itinerante per promuovere i vini della loro tenuta in Toscana. Fino al nostrano Enrico Brignano, attore, comico e regista, che sceglie il camper per piacere ma anche quando è in tournée: «Un camper è una mini-casa che ci si porta dietro. Mi sento come la tartaruga che cammina col suo guscio e, quando ha bisogno di riposarsi o di rifugiarsi in un angolo protetto, si nasconde nel carapace. Specialmente quando si lavora in giro per l’Italia e non si torna a casa per molto tempo, è fondamentale ricreare un angolo intimo e personale dove rilassarsi, raccogliere le idee, bere un buon caffè, ritrovare oggetti consueti, fotografie, pezzetti della propria vita che, altrimenti, sarebbero sparsi per il mondo».

Secondo l’Osservatorio sul turismo in libertà 2017 condotto dal Ciset – il Centro internazionale di studi sull’economia turistica dell’Università Cà Foscari di Venezia, oltre l’80 per cento dei turisti italiani che viaggiano in camper, caravan e tenda preferisce rimanere all’interno dei confini nazionali, con 4,1 milioni di persone per un totale di circa 27,6 milioni di notti, con un incremento degli arrivi del +1,2% rispetto agli anni precedenti. Il camper è sempre più accessibile, grazie a modelli pensati anche per chi ha un piccolo budget: «Se per una nicchia di clienti c’è il super lusso, il luxury motorhome, le “ville viaggianti” così grandi da poter ospitare anche un garage interno, dall’altro ci sono i camper van compatti», racconta Fabio Contillo, brand designer dei marchi Arca e Mobilvetta di Sea, Società europea autocaravan. «Torna di tendenza il camper puro, pratico da manovrare e facile da parcheggiare, il furgonato, quasi sempre il Fiat Ducato che è un must in tutto il mercato europeo, che viene riallestito e che ha le sue origini nel Bulli della Volkswagen degli anni Sessanta».

Ma del mitico van dei figli dei fiori è rimasto solo il fascino indie: i nuovi veicoli, anche nella versione base da 30-40mila euro, strizzano l’occhio allo stile e alle performance degli yacht: modelli non più “rustici” ma eleganti e super accessoriati, con 3-4 posti letto, gavoni portaoggetti di ispirazione nautica, luci a led per creare differenti scenari luminosi, interni in pelle da abbinare alle ciabatte da notte, per un look coordinato a 360 gradi.



Tratto da: design.repubblica.it/

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