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Il 27 % degli italiani non rinuncerebbe mai alla piscina. A rivelarlo è una recente ricerca di eBay che ha analizzato come viene vissuta la stagione estiva nel nostro Paese. Sempre secondo il sito di vendita e aste online, nel 2017 sono stati venduti una piscina o un idromassaggio ogni 5 minuti.

Un trend in aumento rilevato anche da Habitassimo che spiega come l’Italia “sembra essere ai primi posti della classifica europea di proprietari di piscine private con la regione Lazio che vanta il numero più alto, seguita da Toscana e Lombardia”. Un intervento edilizio importante davanti al quale è facile scoraggiarsi tra permessi, requisiti tecnici e costi. Gli esperti del portale, che mette in contatto i privati che hanno bisogno di una ristrutturazione o riparazione in casa con i professionisti del settore, ci aiutano a fare chiarezza illustrando i passi più importanti.

VERIFICA DELL’AREA – Il primo passo è scoprire se la zona è soggetta a vincolo paesaggistico ambientale o storico-architettonico. Molte aree del territorio italiano, in virtù del loro valore paesaggistico o storico-architettonico, sono protette da vincoli che impediscono, regolamentano o limitano le nuove costruzioni, al fine di tutelarne il pregio. In questo caso dovrà essere richiesta l’autorizzazione agli enti preposti come la Regione, su parere vincolante della Sovrintendenza. Fondamentale verificare che non ci siano vincoli idrogeologici. Il suolo italiano è molto sensibile al rischio idrogeologico, per questo motivo occorre salvaguardare il territorio allo scopo di limitare l’effetto dell’uomo sulla natura che potrebbe con il suo intervento far perdere la stabilità al terreno o turbare il regime delle acque. Alcune aree sono quindi soggette a vincolo idrogeologico, e soltanto con un’autorizzazione che segua le procedure regionali potrà essere realizzato lo scavo per la costruzione di una piscina.

PERMESSI – La costruzione di piscine non rientra nell’ambito dell’edilizia libera, pertanto occorrerà presentare le dovute pratiche in Comune per il Permesso di Costruire. Se il volume da realizzare è superiore al 20% della costruzione principale di cui è pertinenza oppure se la piscina è considerata a tutti gli effetti una nuova costruzione, in base a regole comunali o a causa di vincoli, sarà necessario tale permesso. In tutti i casi in cui invece la portata dell’intervento non ha dimensioni che vanno oltre il 20% del volume dell’edificio è sufficiente presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune. Questa pratica deve essere redatta da un tecnico abilitato e se entro 30 giorni non ci saranno obiezioni la costruzione della piscina potrà essere avviata. Considerando queste tempistiche occorre quindi muoversi per tempo.

GESTIONE DELLE TERRE DI SCAVO E QUELLE DELLE ACQUE DI SCARICO – La costruzione di una piscina interrata richiede naturalmente la movimentazione del terreno per preparare la realizzazione della vasca. Occorre quindi occuparsi anche di terra e rocce derivate dallo scavo, che possono essere considerate come rifiuti o come sottoprodotti. Se lo scavo è di grandi dimensioni (sopra i 6.000 mc) il materiale andrà smaltito presso una discarica autorizzata, in caso contrario il materiale potrà essere impiegato per altri utilizzi. Una ditta specializzata si occuperà di tutto il processo. Una volta eseguiti tutti i passaggi e costruita la piscina dovrai occuparti anche dello smaltimento delle acque. Trattandosi di acque con aggiunta di cloro queste non potranno essere scaricate nel terreno. Entro limiti stabiliti dal gestore del servizio idrico, le acque della piscina potranno essere assimilate alle normali acque reflue prodotte dall’abitazione. L’acqua di lavaggio dei filtri invece non può essere assimilata alle acque domestiche se non preventivamente trattata. Al superamento dei limiti, gli scarichi da piscine domestiche vengono considerate acque industriali per cui andrà richiesta l’autorizzazione allo scarico in fogna, pratica complessa e onerosa. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, perché trasgredire le norme in vigore costituisce reato penale oltre che un grave danno per l’ambiente.

COSTI E TEMPI – La tendenza del momento è la infinity pool, dove natura e piscina sembrano armonizzarsi. Un progetto che può regalare risultati veramente suggestivi poiché l’acqua sembra unirsi all’orizzonte specie se la struttura è posizionata in un punto strategico, come ad esempio un terrazzamento. Ma quanto costa ? Il prezzo orientativo stimato in base ai preventivi ricevuti dai professionisti di Habitissimo è di 25mila euro per una piscina di 10×5 metri e con 1,5 metri di profondità includendo manodopera e materiale. Il tempo medio stimato per la realizzazione è di 15 giorni.



Tratto da: design.repubblica.it/

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