ADI

Capita a un giornalista, almeno una volta nella vita, di poter acciuffare il futuro, o almeno un’idea non troppo vaga di come sarà. Accade per lo più con le anticipazioni di progetti che promettono di portare l’uomo su Marte, dentro un’auto senza pilota o, più semplicemente, sull’uscio di casa a ricevere un pacco di libri da un drone. Qualche volta quel futuro si arriva a vederlo, più spesso resta nei press book.

C’è però un futuro meno lontano che è già atterrato nel nostro presente ed è fatto di azioni e oggetti quotidiani: indossare un giubbotto hi-tech, accendere il depuratore dell’aria in casa mentre si è al lavoro in ufficio, calzare i rollerblade che riducono al minimo l’attrito.

Scrivo queste righe non solo come cronista, ma anche come consigliere della delegazione laziale di Adi: il mio ruolo nella storica Associazione per il disegno industriale mi ha permesso, un mese fa, di toccare con mano insieme a tutta la squadra ventitré esempi di quello che fino a qualche anno prima immaginavamo il futuro e che ormai è diventato un presente diffuso.

Questi ventitré tra oggetti e progetti – alcuni già sul mercato, altri pronti a finirci, in parte selezionati da Adi Lazio attraverso una call e in parte vincitori del Compasso d’oro internazionale dello sport patrocinato dal Coni – sono i protagonisti di un allestimento che apre le porte il 12 ottobre alla Maker Faire di Roma, la fiera dell’innovazione che ha deciso di scommettere proprio su Adi per rimarcare quanto sia importante, nella tecnologia, puntare su una visione progettuale chiara e coerente che soltanto il design con la sua prospettiva “lunga” può assicurare. «Il buon design è quello che interpreta la contemporaneità e la traduce in prodotti e servizi utili per i consumatori, i cittadini, la comunità. Per questo siamo alla Maker Faire», dice Marika Aakesson, designer e presidente di Adi Lazio.

Per sottolineare che «ogni passo della nostra vita è accompagnato e sostenuto dal design e dalla sua metodologia operativa», come dice il presidente nazionale di Adi Luciano Galimberti, abbiamo chiamato la mostra Design, design ovunque!. Nello stand di Adi, allestito da Dario Curatolo con il suo studio Four in the morning, si potranno vedere, tra le altre cose, il giubbotto perfetto per passare da -15 a +15 gradi senza cambiare vestiti, lo schienale per carrozzine che permette ai disabili maggiore libertà di movimento, modelli innovativi di biciclette per il bike sharing free floating e ancora arredi e complementi in cui l’innovazione è data dai materiali o dal processo produttivo, mentre con la pasta Canna di fucile si farà un tuffo nella tradizione gastronomica campana rivisitata dalla tecnologia.

Fabio Lenci, il decano dei designer italiani con oltre settecento progetti all’attivo in una carriera lunga sessant’anni, porterà il prototipo di un aereo ultraleggero. Francisco Gomez Paz racconterà la sua Eutopia, la sedia che ha avvicinato l’universo dell’artigianato e quello dell’industria attraverso il design. Quel design che a tutti può dare tanto. A patto, ovviamente, che glielo si sappia chiedere.   



Tratto da: design.repubblica.it/

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