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«La qualità italiana e la qualità dei visitatori cinesi. Spendere del tempo per migliorare le relazioni»: sono le parole di Claudio Luti che sintetizzano l’obiettivo a lungo termine dell’edizione di Shanghai che chiude il 24 novembre. Il presidente del Salone del Mobile intende dire che anche se la richiesta di partecipazione dei marchi italiana è diventata nutrita e insistente, l’attenzione al livello di quello che si viene a raccontare del nostro made in Italy diventa fondamentale. Come resta fondamentale selezionare in Cina chi far partecipare alla manifestazione.
Al terzo appuntamento, con l’esperienza del primo quando senza applicare nessun filtro la fiera fu presa d’assalto da vere e proprie orde di visitatori la maggior parte dei quali era interessata più a prepararsi a copiare che a comprare, si è continuato ad applicare un’attenzione quasi ossessiva negli inviti, facendo lavorare nei mesi precedenti una squadra dedicata proprio a valutare le persone da coinvolgere.
«Anche se continueremo a crescere con altre aziende, cercheremo di non lasciare l’attuale sede del Sec, molto comoda, bella e rappresentativa, ma la decisione finale andrà presa dopo aver ponderato tutti gli elementi», continua Luti. «In realtà potremmo fare dieci Saloni come questo in giro per la Cina, ma non è il mio modo di vedere la cosa. Andare in giro secondo me sarebbe un po’ come svendere il Salone. Preferisco venire in una “bomboniera” come questa e continuare a spiegare chi siamo, ad attivare dei contatti, gettare un seme che poi va coltivato tutto il resto dell’anno con persone qui sul luogo. Siamo comunque la manifestazione italiana più importante in Cina ma non vogliamo dare ai cinesi il messaggio che possa essere sostitutiva di Milano».
Il pubblico che ha affollato le sale del Sec era eterogeneo e con una forte presenza di giovani, molti dei quali professionisti e addetti ai lavori. Grande soddisfazione dei marchi italiani, che quasi sempre hanno voluto giocarsi la carta cinese in prima persona, per esempio con Giovanni Molteni, i fratelli Roberto e Renato Minotti, Maria Porro, i giovani della famiglia Mazzei di Edra, Nicola Coropulis di Poltrona Frau, Giovanni Del Vecchio, Matteo Urbinati di Foscarini e tanti altri ancora, tutti consapevoli che la Cina è davvero più vicina.
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Tratto da: design.repubblica.it/

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