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Shanghai – Tanta voglia di emozioni. Questo è in sintesi la nota più evidente del SaloneSatellite Shanghai Award, giunto alla terza edizione, e di cui ho avuto il piacere e l’onore di esser giurato insieme a Michele De Lucchi, Wang Gang, Maria Porro, Nuno Soares, Matteo Urbinati, Patrizia Malfatti e, ovviamente, Marva Griffin.

Tanta voglia di emozioni perché la maggior parte dei progetti recavano un’idea che aveva suggestioni e richiami ispirati più a muovere sensibilità e magari anche divertire, più che a risolvere funzioni. Questo non significa che elementi funzionali fossero assenti. Anzi, alcuni progetti erano perfettamente in linea con le ultime tendenze della trasformabilità e dell’ecletticità funzionale, ma la maggior parte puntava appunto altrove. Inoltre, mentre i giovani venivano invitati dalla fondatrice Marva Griffin a guardare alle energie emergenti di altri due continenti, l’Africa e l’America Latina, a influenzare la creatività è stata frequentemente l’eredità della tradizione, che troviamo in primis nel progetto vincitore, la lampada Flapping Bamboo di Huang Jing: fasce di bambù consentono alla lampada di assumere due posizioni, avendo due punti luce, uno superiore e inferiore, e quindi di articolarsi con più funzioni e capacità illuminanti e di proporsi come lampada da terra o da tavolo, e di essere nello stesso tempo ludica e correlata con la storia del proprio paese.
Il secondo premio è stato assegnato a Miaoyunzi Hu per Strings, un arredo polifunzionale: è un comodino, tavolino e sgabello. Al terzo posto Lantern di Ruixue Song, una lampada che ricorda le gabbie in bambù per uccelli posizionabile in due modi e trasportabile a mano appunto come una lanterna. La Menzione Speciale è stata assegnata a Duan Bingdong per The Chair–18SS, uno sgabello ispirato allo stile militare, con uno scheletro rigido e parti morbide in nylon che ne facilitano il montaggio e l’eventuale sostituzione. Vincitore, secondo e terzo premio e menzione speciale parteciperanno al Salone del Mobile di Milano del prossimo anno a spese del Salone stesso.

Piccola nota personale: con questa giuria ho collezionato tutte e tre le edizioni del SaloneSatellite: quella madre di Milano, quella di Mosca e appunto questa di Shanghai. Una grande soddisfazione, ma anche una grande responsabilità nei confronti dei giovani. grazie a Marva Griffin e un arrivederci a Milano a tutti i ragazzi.

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Tratto da: design.repubblica.it/

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