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Lo Studio MID design/comunicazioni visive, i cui fondatori sono Alfonso Grassi, Gianfranco Laminarca e Alberto Marangoni, ha dato un contributo importate alla cultura italiana del progetto tra gli anni Sessanta e i primi anni Novanta del secolo scorso. Firma prodotti per il mercato di massa, ad esempio il flacone per Bialcol (1985) e il rasoio Bic Black (1975), è l’autore di diversi allestimenti espositivi tra cui Tre secoli di calcolo automatico, IBM Italia che gli è valso nel 1979 un Compasso d’Oro e di interventi urbani di rilievo come la pedonalizzazione del corso Vittorio Emanuele a Milano (la prima in Italia negli anni Ottanta). Sono solo alcuni esempi del lavoro di questo studio il cui archivio, particolarmente importante e significativo, grazie alla volontà di Anty Pansera e di Alberto Marangoni, è stato donato al CASVA. Un’acquisizione di rilievo per il Centro Alti Studi sulle Arti Visive di Milano, che dedica la sua attività alla promozione della cultura del progetto toccando diversi ambiti dall’architettura al design, dalla grafica alle arti figurative (qui le informazioni per consultare i suoi fondi).

«Accolgo con piena soddisfazione l’atto di donazione al CASVA di Milano dell’archivio dello Studio MID design/comunicazioni visive, studio nel quale, ho condiviso con Alfonso Grassi e a Gianfranco Laminarca, anni di intenso impegno professionale e di profondi valori umani»,  afferma Alberto Marangoni.
E Anty Pansera continua: «Da storico e critico del design, ed anche da persona che dal 1973 ha seguito (e in alcuni casi collaborato) con lo studio MID, credo che il CASVA stia ricoprendo e sempre più possa ricoprire, un ruolo centrale nella conservazione, valorizzazione di tutti i materiali della cultura del progetto che Milano in particolare e i suoi progettisti hanno prodotto, archiviandoli e catalogandoli perché tutti gli studiosi abbiano la possibilità di ricostruire decenni fondamentali per il made in Italy».

Ma non è tutto. Anty Pansera ha donato anche l’archivio professionale e in parte privato di Alfonso Grassi. Una originale collezione di cappelli, tra cui pezzi unici e rari, è diventata una mostra in grado di raccontare la sua personalità, oltre che colta anche multiforme e spiritosa. Tanto di cappello. La collezione di cappelli di Alfonso Grassi: militaria, della tradizione ed etnici è in programma a Milano dal 2 al 28 aprile 2019 a Casa Museo Boschi Di Stefano.



Tratto da: design.repubblica.it/

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