ADI

Siamo abituati a sentir dire che l’unico tipo di gioia che conta davvero non è intorno a noi, ma dentro di noi. E se non fosse così? E se anche gli spazi, i colori e gli oggetti con cui interagiamo avessero un potente effetto sul nostro umore? Lo dimostrano gli studi della designer Ingrid Fetell Lee che, dopo dieci anni di ricerche, pubblica un libro in cui riesce a ribaltare questa stereotipata visione della felicità e lancia un messaggio potente: tutti possiamo creare gioia.

Cromosofia, forme e colori che rendono la tua vita felice (Sperling&Kupfer, 320 pp, 18,90 euro – disponibile dal 26 febbraio 2019) è una pratica guida che unisce scienza e consigli con lo scopo di spiegare i motivi per cui non bisogna ignorare le interazioni che abbiamo con l’ambiente. E lo fa raccontando semplici ma significativi episodi della sua vita sostenuti da ricerche di psicologia e neuroscienze. Suddiviso in dieci capitoli tematici (Energia, Abbondanza, Libertà, Armonia, Gioco, Sorpresa, Trascendenza, MagiaFesteggiamento e Rinnovamento), il volume rivela gli elementi (colori, forme, texture, composizioni e accostamenti) che trasmettono naturalmente benessere e buonumore e dimostra come sfruttarli per creare un ambiente allegro e motivante. Lo fa spaziando dall’architettura all’interior design passando per la natura, senza dimenticare i piaceri delle piccole cose come i fiori in un vaso o i fuochi d’artificio nel cielo.

Basti pensare alla città di Tirana, la capitale dell’Albania, che “alla fine degli anni Novanta era diventata un covo di corruzione e criminalità”, scrive Fetell Lee, poi tutto cambia grazie al suo sindaco Rama: “la gente smise di gettare rifiuti ovunque e iniziò a pagare le tasse, e i commercianti rimossero le grate metalliche dalle loro vetrine perché, dicevano, ora le strade erano più sicure, anche se i controlli di polizia non erano aumentati. Le persone ricominciarono a frequentare i caffè e a parlare di crescere i propri figli in un nuovo tipo di città”, rivela l’autrice. A che cosa è dovuto questo cambiamento? “Un giorno d’autunno del 2000 una squadra di imbianchini ritinteggiò di arancione acceso un edificio storico a Tirana, in Albania”, svela la designer. È solo il primo di numerosi altri progetti che “sconvolsero” in positivo il paesaggio urbano diventato una tavolozza di colori.

Da sottovalutare anche le forme. Gli oggetti rotondi hanno un effetto ludico: “probabilmente, siccome per i nostri progenitori oggetti appuntiti come denti o spine rappresentavano fonti di pericolo, ci siamo evoluti reagendo alle forme appuntite con un inconscio livello di cautela”. Ecco perché la scrittrice consiglia di preferire arredi dagli angoli smussati.

Rimanendo nel campo dell’arredamento, altre interessanti osservazioni emergono nel capitolo Trascendenza. Qui si racconta come “le nostre emozioni sembrano collocarsi lungo un asse verticale” che punta verso l’alto, proprio come un sorriso che “incurva le labbra all’insù”. E così in casa sarebbe meglio utilizzare mobili a giorno perché donano leggerezza allo spazio e poi “piante da appartamento alte, carte da parati a righe verticali, librerie a tutta parete e tende lunghe appese appena sotto al soffitto” perché accentuano l’altezza di un ambiente. Difficile concentrare tutti gli utili suggerimenti della scrittrice che parla anche di portare la natura in casa, di sfruttare il più possibile la luce naturale, di scegliere colori chiari che hanno un peso visivo minore rispetto a quelli scuri e, da una conversazione con Gaetano Pesce, l’importanza di non dimenticare il gioco, la via più naturale alla gioia.



Tratto da: design.repubblica.it/

Nessun commento:

Posta un commento

ISCRIVITI