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Quante sono le design week in Italia e quando nascono?
«Le design week attive in Italia sono undici (12 con Torino che è a oggi in fase di trasformazione). La prima è quella di Milano rappresentata dal Fuorisalone nato nel 2003, poi quella di Torino nata nel 2008, Venezia e Firenze nel 2010, Palermo nel 2012, Bologna nel 2014, Varese, Catanzaro, Pordenone nel 2016, Udine e Forte dei Marmi nel 2017, infine Matera nel 2018. I fondatori hanno in comune una forte passione per il design: chi perché si occupa di ricerca e progettazione, chi per aver curato esposizioni e chi per aver partecipato ad eventi internazionali, kermesse dove accanto alle fiere si organizzano fenomeni esterni in città. Nel 2003 la fiera di Milano non aveva sufficienti spazi, stava costruendo il polo fieristico di Rho (inaugurato nel 2005), le aziende avevano bisogno di essere presenti in una città in fermento, nasce così il Fuorisalone. Ogni design week ha una sua specificità fin dall’origine: ad esempio la Venice Design Week nasce nel 2010 con un concorso e via via inizia a mettere in connessione designer, pubblico e aziende in un’area ricca di arte e creatività».

Quali le ragioni del loro successo?
«Le design week hanno la capacità di mappare il design locale ed evidenziare micro-realtà che di solito hanno difficoltà nel far conoscere la propria attività. Sono eventi ben radicati nel territorio, realtà diffuse da Nord a Sud, diventano osservatori sul design, riescono a mettere in dialogo attori diversi, come scuole, istituzioni pubbliche e private, musei, designer, imprenditori, artigiani. Fanno emergere un’energia vitale presente in ogni regione, creano momenti di confronto e contaminazione, creano occasioni di dialogo formali e spesso informali che innescano poi rapporti lavorativi».

Cosa hanno in comune e quali sono le specificità?
«La specificità di Venezia sono i concorsi promossi durante l’anno, i cui risultati diventano esposizioni durante la Venice design week. Come Palermo e altre design week facciamo scoprire luoghi che non sono sempre aperti al pubblico organizzando visite e incontri. In genere, le design week si distribuiscono nell’arco dell’anno e si posizionano lontane dal mese di aprile, momento clou della design week milanese, unica eccezione Varese che si svolge la settimana prima del Salone del Mobile milanese.
Palermo ha una forte vocazione verso la ricerca attuando da subito, oltre alla mappatura di design e artigianato nel territorio, anche sistemi di monitoraggio del gradimento del pubblico. Inoltre realizza residenze per designer che sviluppano progetti site specific. La settimana di Udine nasce dall’esperienza del MuDeFri, il Museo virtuale del Design del Friuli Venezia Giulia che dal 2010 ricerca e realizza esposizioni online che evidenziano designer e produzioni del Friuli riuscendo a far emergere storie e racconti, prima sconosciuti, su prodotti iconici per il grande pubblico. Il legame con gli istituti di formazione è un denominatore comune di tutte le design week e Pordenone è l’esempio più eclatante perché la design week nasce proprio dall’ISIA che lì ha una delle sedi. A Matera nasce “Fucina Madre”, promossa dall’ente turismo, che riconosce la leva del design come elemento base per creare percorsi e mostre che portano il visitatore alla scoperta di peculiarità del territorio. Catanzaro e Firenze valorizzano le attività presenti nel territorio facendole incontrare con designer locali e internazionali per contaminarle e per dare spazio all’innovazione possibile proprio dall’incontro di tecniche tradizionali e gli ampi orizzonti offerti da menti creative. La settimana di Bologna a fianco alla fiera del SAIE è un evento che fa incontrare l’arte con la materia e la mette in mostra durante la DW. Forte dei Marmi ha una vocazione di esposizione di arte e sculture come espressione di una progettazione che oscilla più sull’oggetto da piccola serie che non il prodotto industriale. Il mondo variegato delle design week ci porta a riflettere su che cosa sia oggi il design e che significato abbia per il nostro territorio, questo uno degli elementi di discussione della rete delle design week italiane. Tornando sulla Design week di Venezia vorrei sottolineare, tra gli obiettivi, la diffusione di un patrimonio meno noto ai visitatori locali e internazionali e per vivacizzare la città in momenti di minor flusso turistico. La Venice Design Week può essere vissuta come un viaggio dall’antichità ad oggi. Intende far conoscere il design e l’artigianato attraverso esperienze di laboratorio, per esempio i laboratori con tessuti interattivi: realizzato da Plug and wear di Firenze o quello con inchiostri fotocromatici applicati con la tecnica della serigrafia realizzato da Annalisa Simonella oppure la stampa 3D realizzato allo IED da TodoModo. Incontri con artigiani nelle loro manifatture che sono spesso eccellenze italiane come la tessitura Bevilacqua, Fortuny, la fornace Orsoni, Galliano Ferro che normalmente non sono aperte al pubblico. Ci piacciono accostamenti arditi realizzati grazie alla collaborazione con il Polo Museale del Veneto ed il MUVE al Centro di storia del tessuto a Palazzo Mocenigo con il concorso e mostra sulle tecnologie indossabili del 2016 e 2017. Suggeriamo e promoviamo percorsi che portano a scoprire Venezia in maniera più approfondita. Per il 2019 con il museo archeologico di Adria stiamo lanciando il concorso INSTRUMENTADESIGN, un’iniziativa tra antico e contemporaneo: invitiamo i designer a riflettere sugli oggetti d’uso esposti nel museo che diventano di stimolo per alimentare la creatività ed innovare e creare prodotti inediti. Il tema dell’esposizione principale che avremo a Venezia nel 2019 è de/gusta/de/sign e come sempre affiancheremo i concorsi sul gioiello, arrivato alla sesta edizione, sulla luce per de/gustare e l’esposizione di oggetti di design da tutto il mondo nelle sezioni inSHOP, inGALLERY, inGARDEN, inHOTEL».

Lei è l’ideatrice e curatrice della design week di Venezia, giunta alla 9 edizione, ma si sta occupando anche dell’attività di coordinamento di tutte le design week. Di cosa si tratta? Come nasce questa esigenza? Si creerà una federazione di design week?
«Il primo incontro tra le design week italiane è avvenuto il 12 ottobre 2018 al Museo di Palazzo Grimani – Polo Museale del Veneto a Venezia, in occasione di Venice Design Week. Vogliamo creare una rete tra le settimane del design in Italia, con le quali condividiamo opportunità e difficoltà. Dialogare, lavorare insieme mettendoci al servizio di un ideale comune, fare sistema per essere più incisivi e creare eventi più importanti a livello nazionale e internazionale. La rete di design week diventa un “brand” strategico per creare nuovi mercati, anche all’estero, per aziende, designer e autoproduttori. La rete è già in atto e la maggior parte delle design week hanno già aderito, c’è anche Milano con la Triennale come referente culturale in quanto non c’è, ad oggi, un coordinamento dei distretti. Mancano all’appello Bologna che ha detto di essere interessata, e Torino che non svolge la design week da qualche anno. Faremo un sito online comune della rete delle design week italiane, stiamo scrivendo un manifesto, stiamo chiedendo un riconoscimento formale al Ministero dei Beni Culturali per l’attività di ricerca e culturale di cui ci occupiamo. Abbiamo incontrato il Ministro della Cultura a fine gennaio e abbiamo presentato un progetto comune al ministero. Stiamo iniziando a programmare scambi tra le design week italiane e abbiamo iniziato ad ipotizzare manifestazioni anche all’estero in collaborazione con associazioni di categoria e camera di commercio. Metterci in rete è importante per condividere le problematiche comuni: dal come strutturare gli eventi al reperimento dei fondi, all’organizzazione della segreteria organizzativa delle design week, alla promozione comune.
La rete porta l’attenzione a livello nazionale dando l’opportunità a chi voglia immergersi nel design, in qualsiasi momento dell’anno, di scegliere una città italiana. I prossimi step della rete delle design week: a marzo Udine e Pordenone Design Week, poi Varese e Milano ed in estate Firenze, Forte dei Marmi, Matera, in autunno Catanzaro, Bologna, Venezia, Palermo».

Ci racconta qualche storia legata ai designer?
«Inizierei dal giovanissimo designer Eduardo Otero Rodriguez che ha presentato un rendering alla CALL per esposizione realizzata per Berlino nel 2015. Quando gli abbiamo segnalato che era stato selezionato il prodotto non c’era quindi lo abbiamo messo in contatto con due aziende per realizzarlo e portarlo in esposizione a Berlino. Il prodotto poi è evoluto e nel 2017 ha partecipato alla serata per le startup delle Munich Creative Business Week e il designer continua a collaborare con le due aziende conosciute per il primo prototipo. La designer Rita Martinez ha partecipato a più edizioni del concorso del gioiello e nel 2016 è stata selezionata dal buyer del bookshop di Scala Contarini; invece di proporre oggetti della collezione ha ideato una collezione ad hoc per quel bookshop ispirata a dettagli della Scala. La designer Chiara Antonietti ad esempio molti anni fa mi aveva chiesto un consiglio per presentarsi in gallerie di design del gioiello e così le ho suggerito di partecipare al concorso VDW JEWELRY SELECTION, il suo gioiello è stato notato dalla direttrice di OONA Gallery di Berlino che lo ha voluto in una delle sue mostre. I designer hanno la possibilità di vincere la partecipazione in esposizioni a Melburne, Berlino, Venezia perché scelti dai galleristi che fanno parte della commissione di concorso. Altri designer sono stati selezionati da buyer che vendono internazionalmente online ed hanno avuto così la possibilità di venir distribuiti in paesi lontanissimi. Credo che solo se riusciamo a dare risposte concrete alle richieste del network designer, aziende, pubblico potremo continuare a sviluppare il progetto DESIGN WEEK».



Tratto da: design.repubblica.it/

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