ADI

La National Gallery of Victoria di Melbourne è particolarmente legata alla storia del vetro di Murano. Basti pensare ad esempio che nel 1871 una vasta collezione fu acquistata dalla NGV direttamente da Venezia dal proconsole al Regno d’Italia, e un ulteriore gruppo di opere fu acquisita nel 1874 dalla manifattura di Antonio Salviati, considerato fra i principali artefici della rinascita del vetro veneziano. Da questo ricco patrimonio nasce la mostra Liquid Light: 500 Years of Venetian Glass. in programma dall‘8 marzo al 13 aprile 2020 (ingresso gratuito).
Un racconto che attraversa cinque secoli di stile (dal barocco al postmodernismo) attraverso una vasta serie di oggetti che spaziano dai calici ai vasi, dagli articoli per la tavola agli oggetti decorativi.

La mostra si intitola luce liquida perché vuole elogiare l’abilità tecnica dei maestri veneziani esponendo corpi cristallini noti per la loro finezza trasparente e “acquosa” oppure che mettono in risalto risultati straordinari come il lattimo, una composizione vetrosa che si caratterizza per la somiglianza con la porcellana. L’artigianato tipico dell’isola di Murano è stato spesso emulato  (in particolare nei Paesi Bassi) e così il museo australiano vuole spiegare anche quale eredità ha lasciato nel mondo il vetro soffiato.

Tra i pezzi più importanti in esposizione si segnala un calice a gambo Serpente degli inizi del XVII secolo, pieno di intrecci di draghi che si avvolgono intorno allo stelo, e un vaso patchwork a forma di bottiglia di Fulvio Bianconi, del 1950 circa.

Nella foto di apertura il vaso Fazzoletto di Fulvio Bianconi per Venini,  1949



Tratto da: design.repubblica.it/

Nessun commento:

Posta un commento

ISCRIVITI