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«L’architettura è un’arte che mescola le cose: la storia e la geografia, l’antropologia e l’ambiente, la scienza e la società. E inevitabilmente è lo specchio di tutto ciò», disse Renzo Piano ricevendo il Premio Pritzker nel 1998. Perché gli stili di vita sono in continua evoluzione ed è proprio la casa a mostrare i cambiamenti socio-economici, tecnologici e culturali più importanti.

Il Maxxi di Roma vuole raccontare questa metamorfosi con la mostra AT HOME. Progetti per l’abitare contemporaneo che spiega come è cambiato il concetto di abitare dal dopoguerra a oggi, quali le evoluzioni degli spazi domestici e del modo stesso di viverli. I curatori Pippo Ciorra e Margherita Guccione hanno deciso di farlo  con un inedito percorso espositivo che fa dialogare le opere dei grandi maestri italiani del Novecento con quelle firmate dalle figure emergenti nel panorama architettonico internazionale. Duetti che ad esempio vedono protagonisti il rifugio sulle Dolomiti dei giovani dello studio Demogo e la Casa Malaparte di Adalberto Libera sullo scoglio impervio di Capri, una coppia che fa riflettere sulla potenza dell’elemento naturale nel condizionare le scelte di un progetto. O ancora: due originali omaggi alla tradizione barocca con la Casa Baldi a Roma (1959), opera prima di Paolo Portoghesi, in relazione con The Capital Hill (2018), il progetto “spaziale”di Zaha Hadid Architects per il miliardario russo Vladislav Doronin che svetta in mezzo alla foresta vicino Mosca. La rassegna mette in evidenza non solo case monofamiliari, ma anche quartieri e storie di cohousing come i Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo con il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem; il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano con la Moryama House di Tokyo; la casa del film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Francesco Berarducci a Roma con un’edifico progettato a Joannesburg da Jo Noero.

La mostra non si limita all’esposizione ma è accompagnata da un ricco cartellone di iniziative che approfondiscono diverse tematiche fino alla chiusura dell’esposizione prevista il 22 marzo 2020. I prossimi appuntamenti in programma sono il 2 maggio (ore 18) con il duo di filmmakers Beka & Lemoine che presentano il loro ultimo film Moriyama-San e le visite guidate ad alcuni degli edifici in mostra, come quella a Casa Baldi organizzata per il 24 e 25 maggio. Per rimanere aggiornati sugli altri incontri, tra cui le lezioni sulle tipologie dell’abitare (dalla palazzina romana alle case milanesi, dall’abitare delle periferie agli edifici moderni), si consiglia di visitare questa pagina

Nella foto di apertura The Capital Hill, il progetto firmato da Zaha Hadid Architects (foto OKO Group images)



Tratto da: design.repubblica.it/

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