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«Daniels per me è davvero il sistema che più di tutti permette di creare infinite composizioni per organizzare e abitare il living». Così il designer francese Christophe Delcourt racconta la sua novità per Minotti nel negozio di Londra, al 77 di Margaret Street, nel cuore della City. «Daniels è formato da ben centocinquanta elementi individuali e consente di configurare l’ambiente senza limiti e rispondere a ogni tipo di utilizzo». Un divano che si snoda tra gli interni, formato da pouf con magneti, moduli lineari con o senza braccioli, angolari, curvi e semicurvi, chaise longue di varie profondità, e si completa con i tavolini-contenitore Amber.

«La famiglia Minotti indaga costantemente i nuovi comportamenti, come abitiamo, come ci sediamo, come utilizziamo gli arredi, come si trasformano le nostre case, una ricerca tesa a soddisfare le esigenze di una clientela globale». Non si tratta quindi di presentare un ulteriore mobile, ma di studiare un programma aderente a una dimensione domestica continuamente in divenire: «Oggi gli interni non sono più degli spazi regolari e definiti, rettangolari o quadrati, ma sono fluidi, irregolari e destrutturati. E Daniels permette di dare vita a una nuova architettura d’interni, di strutturare e scandire gli ambienti. Sono gli elementi che creano lo spazio, che rispondono alle funzioni, che delineano volumi e utilizzi».

Daniels forma un cerchio conviviale «un modo di vivere il living come centro della casa che riflette il dna famigliare di Minotti». Il progettista lavora sul ritmo, accosta armoniosamente rotondità con elementi squadrati, materiali, colori e texture diversi e propone differenti profondità per assecondare i vari modi di sedersi. «Sul divano si legge, ci si rilassa, si studia e il divano segue le nostre abitudini. Mi piace molto anche la continuità degli imbottiti con i tavolini inseriti, che non sono solo delle superfici piane di appoggio ma anche dei contenitori dove sistemare i libri e le riviste, con grande attenzione alla funzionalità». Un programma complesso, dove la complessità però è nascosta e non si vede: «Minotti mette la tecnologia al servizio delle emozioni. La complessità non si vede, non è pretenziosa. Emerge solo l’eleganza discreta, atemporale, la qualità che dura negli anni e l’incredibile attenzione al dettaglio, all’autenticità, alla personalizzazione, al fatto e pensato per il cliente, dall’inizio alla fine, per la sua abitazione e il suo gusto. Questo è secondo me il vero lusso».



Tratto da: design.repubblica.it/

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