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Tra le mura di un antico convento agostiniano di Anversa c’è un luogo in cui il confine tra sacro e profano, storia e innovazione, diventa labile e quasi impercettibile. Un “santuario dei tempi moderni” che trasuda misticismo nel cuore di uno dei quartieri più dinamici e cosmopoliti della zona sud-est della città, raccontando nuove forme di accoglienza in un linguaggio, quello dell’architetto e designer Vincent Van Duysen, che parla al presente senza dimenticare il passato. È l’hotel August, un progetto nato dalla volontà di far rivivere in chiave moderna il fascino senza tempo dell’architettura sacra attraverso la concezione lineare degli spazi e l’essenzialità degli arredi (quelli firmati Molteni&C sono tutti custom made su disegno dello stesso Van Duysen) che rendono omaggio allo spirito e alla storia dell’edificio, protagonista di un’importante operazione di recupero che ha coinvolto l’intero quartiere.

Stretto fino a una decina di anni fa da alte e imponenti mura di mattoni, l’Het Groen Kwartier era, infatti, un grande ospedale militare del XX secolo. Abbandonato dall’esercito all’incuria e alla desolazione, il luogo in cui un tempo risuonavano grida disperate di dolore è oggi un vivace quartiere dedito all’ecologia, con ristoranti, bistrot, spazi creativi e negozi all’avanguardia, che circondano un grande parco su cui svettano colorati e suggestivi roof farmers. Uno scenario in cui l’anima barocca della città, con i suoi edifici e i suoi monumenti d’epoca, convive con l’architettura più ardita e innovativa, che ha riportato a nuova vita luoghi caduti in disuso, come il Pakt, ex polo industriale trasformato in hub creativo-gastronomico.

Per accostarsi all’antico convento senza intaccarne il valore storico e culturale, Van Duysen ha dovuto mettere a frutto tutta la sensibilità maturata in anni di lavoro e di ricerca nel mondo della progettazione. L’hotel August, che comprende cinque edifici e tre giardini  in stile neoclassico, ha, infatti, richiesto delicati interventi di ristrutturazione prima di poter essere ripensato come un luogo realmente integrato e fruibile nel movimentato contesto urbano. L’intento di coniugare la spiritualità autenticamente fiamminga delle sue mura con le esigenze della moderna hôtellerie ha portato alla creazione di uno spazio in cui è vivo il contrasto tra gli elementi strutturali e decorativi sopravvissuti e le suggestioni di impronta spiccatamente contemporanea, come le volte tinteggiate di nero del soffitto della cappella, oggi lounge bar dell’albergo. L’antica chiesa, sede del ristorante stellato “The Jane”, è teatro dello stesso connubio tra passato e presente, con una grande copertura a vetri che sovrasta le pareti in mattoni affiancate da antichi stucchi, mentre il monastero dove alloggiavano le suore accoglie le camere riservate agli ospiti, invitati a lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera di un luogo in cui il fascino della storia incontra la purezza del design contemporaneo.

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Tratto da: design.repubblica.it/

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