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La singolarità sta tutta nella sua composizione: una miscela di pietre naturali, nata dal riciclo degli scarti della lavorazione del marmo e di pietre frantumate di vario genere, affogata in calce o cemento. Il terrazzo alla veneziana, conosciuto anche come seminato veneziano, battuto di terrazzo alla veneziana o graniglia, ha una storia lunghissima: utilizzato fin dall’antica Grecia, sono gli artigiani friulani a portare in auge questa antica lavorazione nel Cinquecento. Nei secoli successivi il rivestimento ha molto successo e segna il culmine della sua fama durante gli anni Venti quando, sebbene di origine povera, impreziosisce i palazzi nobiliari della Serenissima Repubblica di Venezia. Ma ci ricorda anche le case dei nonni, infatti successivamente si è diffuso come pavimentazione più popolare.

Il terrazzo vive oggi una vera e propria rinascita. Una nostalgica tendenza capace di farci tornare alla mente maestosi saloni aristocratici e allo stesso tempo un recente passato legato ai ricordi più cari. Ha conquistato anche Wes Anderson che lo ha scelto per il Bar Luce della Fondazione Prada a Milano contribuendo così a modificare il suo status da motivo rétro a super chic. La sorpresa è che non si è registrato solo il ritorno dei pavimenti “di una volta”, ma questa decorazione viene declinata all’infinito quando impiegata nell’home decor. Già negli anni Ottanta il gruppo Memphis di Ettore Sottsass aveva mostrato la sua incredibile potenzialità nell’arredamento e così, come dimostrano i prodotti nella galleria fotografica, ora il terrazzo diventa un pattern per carte da parati, ispirazione per tessuti di poltrone e persino la cancelleria, gli utensili per la cucina e le stoviglie si vestono in stile seminato.

Nella foto di apertura la carta da parati Skill di Wall&Decò



Tratto da: design.repubblica.it/

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