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Se si chiamano Bloom un motivo c’è e non risiede solo nella forma che richiama un bocciolo di fiore ma nella capacità effettiva di sbocciare. Le lampade immaginate da Patrick Jouin infatti sono mobili e si possono utilizzare in due modi.

Nel primo caso la forma è appunto quella di un bocciolo ancora chiuso e pronto a sbocciare, contenuto nelle dimensioni e affascinante negli effetti luminosi che la sua forma con le molte aperture appena accennate può garantire.

Nel secondo caso invece la lampada si trasforma aprendosi letteralmente come la corolla di un fiore che sboccia, accentuando così l’intensità luminosa e aprendo anche le fessure che lasciano trasparire la luce.

È composta da 30 petali e imita la natura ma lo fa sfruttando un materiale molto innovativo secondo un procedimento chiamato Selective Laser Sintering of Nylon. Basta azionare il meccanismo per mutare tutto: la forma della lampada, il suo impatto visivo, l’intensità della luce, gli effetti sull’ambiente. La produce Materialize.



Tratto da: www.designbuzz.it

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