Categorie
Approfondimenti

Dolci delle feste: come farli in casa

I dolci delle feste sono sinonimo di famiglia nelle ricorrenze. Con i prezzi delle colombe pasquali e degli altri dolci artigianali alle stelle, sono in tanti a preparare questi dolci in casa, complice anche il fatto di doverci restare per più tempo.

Quali sono i dolci che si possono preparare in casa durante le feste per fare invidia a vicini e parenti?

Dolci delle feste: 3 dolci da preparare

I dolci delle feste sono quelli che insegnano a preparare le nonne. Dipendono dalle festività, ma si possono utilizzare anche come merenda a sorpresa per le domeniche speciali quando il clima è freddo. Ecco alcuni dolci da preparare e tutto quello che serve per fare bella figura!

Panettone

Gli ingredienti per questa ricetta sono:

  • 200 g di farina 00;
  • 300 g di farina Manitoba;
  • 100 g di zucchero;
  • 10 g di lievito di birra;
  • 4 Tuorli (o 2 uova intere);
  • 120 g di burro;
  • q.b. Aroma di panettone;
  • 100 g di uvetta;
  • 1 bicchierino di rum;
  • 1 bicchierino di acqua calda;
  • q.b. di crema pasticcera;
  • 200 ml di latte.

Si bagna l’uvetta nel rum e nell’acqua calda per 30 minuti. Si uniscono le due farine in una ciotola. Da un’altra parte, si mettono lievito e latte, aggiungendo due cucchiai di farina. Il lievito deve essere a riposo per 30 minuti.

Si aggiunge burro fuso, zucchero, latte e il lievito così ottenuto. Si aggiunge la farina mentre si mescola, fino a ottenere un composto omogeneo, per aggiungere poi l’uvetta. Ora, si mette sullo stampo e si lascia a riposo per 4-5 ore. Infine, si mette in forno a 150 gradi per 50 minuti. Guarnire con la crema pasticcera.

Ciambellone

Gli ingredienti per il ciambellone sono:

  • 250 g di farina;
  • 3 uova;
  • 150 g di burro ammorbidito;
  • 150 g di zucchero;
  • 200 ml di latte;
  • una bustina di lievito per dolci;
  • una bustina di vanillina.

Si montano il burro e lo zucchero insieme per 10 minuti. Si aggiungono le uova e si mescola il tutto. Poi, si aggiungono la farina (con dentro la vanillina e il lievito per dolci) e il latte. Questa operazione si fa man mano che si mescola, aggiungendo due cucchiai alla volta. Si monta tutto e si mette in una teglia. Va in forno a 180 gradi per 45 minuti.

Si possono aggiungere degli zuccherini sia all’interno della pasta, sia come guarnizione esterna. Per completare l’opera, si possono aggiungere crema pasticcera o cioccolato fuso a piacere. La ricetta si presta bene anche a compleanni o semplicemente a una domenica di festa

Colomba

Per realizzare la colomba, gli ingredienti sono:

  • 3 uova;
  • 350 g di farina;
  • 90 g di olio di semi di girasole;
  • 170 g di latte;
  • 150 g di zucchero;
  • la scorza di 1 arancia e di un limone;
  • 1 fialetta di aroma mandorla;
  • 1 bustina di lievito per torte salate o per pizze;
  • mandorle e granella di zucchero per decorare;
  • uvetta, canditi o gocce di cioccolato.

Si dividono albumi e tuorli dalle uova, con l’aiuto di due ciotole diverse. Si aggiungono ai tuorli lo zucchero e si monta. Poi, si aggiungono latte, le scorze di limone e arancia, la fialetta con l’aroma di mandorla e l’olio.

Si mescola bene e si aggiunge la farina. Infine, sempre mescolando, si aggiunge il lievito e si frulla di nuovo. Si montano a neve gli albumi e si mescolano al composto. Infine, si completa con uvetta, canditi e cioccolato. Tutto va in forno a 180 gradi per 40 minuti. Si guarnisce con la granella di zucchero e le mandorle.

Categorie
Casa

Arredare la casa: stili di arredamento più di tendenza

Arredare la casa non significa soltanto scegliere mobili e complementi di arredo più adatti al proprio stile, ma soprattutto impreziosire un ambiente che deve essere il più confortevole possibile. Sono diversi gli stili di arredamento di tendenza che possono essere presi in considerazione per un appartamento, una villetta di campagna oppure una casa singola ubicata nella periferia di una città.

Tra le soluzioni più apprezzate e prese in considerazione indubbiamente c’è lo shabby chic: uno stile particolare in cui si utilizzano complementi di arredo old style ripresi e inseriti all’interno di un contesto dalle linee quanto mai moderne. L’obiettivo è quello di ricreare un’atmosfera che sia soft con colori estremamente tenui nei quale c’è una certa prevalenza del colore bianco, con sfumature classiche da color pastello come l’azzurro, il beige e il grigio chiaro. A proposito di arredi e di tappeti in stile shabby chic, è possibile dare un’occhiata ai complementi d’arredo proposti sul sito di Tendenze Shabby Chic. Qui è possibile valutare tante tipologie di complementi d’arredo e trovare ispirazione per qualsiasi ambiente di casa.

Stili di arredamento più di tendenza: lo shabby chic giusto compromesso tra passato e presente

Per la propria casa si possono scegliere tante tipologie di stili di arredamento tra cui individuare quello più idoneo. Le tendenze sono diverse e soprattutto cambiano repentinamente per offrire tante opportunità all’insegna del buon gusto. Lo stile shabby chic riesce a mettere d’accordo un po’ gli amanti dello stile vintage e quello più moderno dalle linee e dai colori molto chiari. Ad esempio, si possono inserire in un soggiorno o anche nella camera da letto dei mobili in stile shabby che solitamente presentano delle forme particolari con colorazioni tendenti al chiaro.

Questo consente anche di dare maggior luce a tutto l’ambiente per un abbinamento estremamente semplice da eseguire con altre parti dell’arredo come ad esempio le tende, i comodini e gli armadi. Anche se un mobile può apparire più trasandato in quanto si riprende una soluzione già utilizzata in passato, nel complesso si avrà uno stile davvero accattivante che darà una forte sensazione di particolari curati al meglio. Tra l’altro, lo stile shabby prevede nei mobili, nei tappeti ed in qualsiasi altro complemento d’arredo, decori anche nelle parti meno visibili il che è certamente sinonimo di qualità e di massima attenzione.

Alcuni accessori shabby per esaltare le linee di casa

Per ricreare uno stile shabby chic in casa, non è sufficiente soltanto dipingere le pareti di un colore tenue e utilizzare vecchi mobili vintage ripresi opportunamente, ma bisogna anche arricchire il tutto scegliendo ed utilizzando degli accessori che sapranno fare la differenza. Tra le soluzioni più gettonate e prese in considerazione, ci sono certamente i barattoli in latta di varie dimensioni e soprattutto con tonalità che oscillano tra il grigio e beige. Si possono scegliere questi barattoli che in passato era stati utilizzati per contenere i biscotti, le bustine del tè, lo zucchero e il caffè.

Un aspetto importante da soddisfare è che tutti i barattoli così scelti devono avere dei segni del trascorrere del tempo e un certo grado di usura. Inoltre, si può mettere in bella vista un set da tè in porcellana e proporre delle decorazioni di vecchio genere o optare per una classica lanterna in metallo da posizionare semmai nelle vicinanze del divano. Naturalmente, lo stile shabby chic può essere ripreso ed enfatizzato anche nelle parti esterne di un’abitazione ad esempio su un piccolo terrazzino, sul balcone, nel giardino e in qualsiasi altro luogo. Anche in questo caso le soluzioni non mancano come un tavolo in metallo con sedie stilizzate oppure con alcuni accessori che possono essere posizionati in maniera strategica per ricreare ambientazioni scenografiche.

Categorie
Approfondimenti

Schema della Dieta Sirt: scopri i segreti della dieta del gene magro

La dieta Sirt è stata messa a punto da due nutrizionisti: Aidan Goggins e Glenn Matten (autori del libro “Sirt, la dieta del gene magro”) ed è diventata molto popolare tra le star dello spettacolo, come la cantante Adele. Questo regime dimagrante sfrutta l’azione delle sirtuine, una famiglia di proteine enzimatiche scoperte recentemente, in grado non solo di stimolare il metabolismo simulando gli effetti della restrizione calorica, ma anche di rallentare i processi di invecchiamento.

PER APPROFONDIRE: Dieta Sirt Pdf

Come funziona la dieta Sirt del gene magro

La dieta Sirt è basata sul consumo di alimenti che tutti noi conosciamo, come fragole, agrumi, mirtilli, noci, rucola, cavolo, radicchio, cipolla rossa, capperi, peperoncino, curcuma, grano saraceno, olio extravergine d’oliva, tè verde, ma anche caffè, cioccolato fondente e vino rosso. La dieta include anche alimenti di origine animale, come carne e pesce.

La dieta Sirt si articola in due fasi, la prima è quella più impegnativa perché si possono assumere poche calorie e l’alimentazione è meno varia. I primi tre giorni, infatti, si possono consumare al massimo 1000 calorie al giorno, divise in 3 succhi verdi e un pasto solido, mentre dal quarto giorno al settimo si passa a 1500 calorie al giorno, distribuite in 2 succhi verdi e 2 pasti solidi. In questa fase la perdita di peso prevista è di circa 3 kg.

Il succo verde è una costante della dieta Sirt ed è in buona sostanza un frullato di verdure che si prepara al momento, molto depurante e saziante.

Ingredienti

  • 150 g di sedano
  • 30 g di rucola
  • 80 g di cavolo riccio
  • 1 cucchiaino di prezzemolo
  • ½ mela verde
  • Succo di ½ limone
  • ½ cucchiaino di tè matcha

Dieta Sirt e schema settimanale (esempio di menu dieta sirt)

Lo schema proposto è esemplificativo e si può adattare in base ai propri gusti.

Lunedì

  • Colazione: acqua + caffè o tè
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Pranzo: insalatona Sirt + pesce o pollo alla piastra
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Cena: carne cotta con poco vino rosso o pesce + insalata e verdure in abbondanza.

Martedì

  • Colazione: una ciotola di Sirt Muesli
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Pranzo: omelette Sirtfood con pancetta
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Cena: pollo con noci, prezzemolo e cipolla rossa + insalata di pomodori

Mercoledì

  • Colazione: acqua + caffè o tè
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Pranzo: insalata di grano saraceno con verdure
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Cena: pesce o carne alla griglia con contorno di verdure + patate al forno

Giovedì

  • Colazione: acqua + tè o caffè
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Pranzo: Sirt Muesli
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Cena: zuppa di verdure con fagioli

Venerdì

  • Colazione: acqua + caffè o tè
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Pranzo: 2 succhi verde
  • Spuntino: un quadrato di cioccolato fondente
  • Cena: pollo o pesce + verdure in abbondanza + un quadrato di cioccolato fondente

Sabato

  • Colazione: acqua + tè o caffè
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Pranzo: 2 succhi verdi
  • Spuntino: un quadrato di cioccolato fondente
  • Cena: pollo o pesce con verdure in abbondanza + un quadrato di cioccolato fondente

Domenica

  • Colazione: acqua + caffè o tè
  • Spuntino: 1 tazza di succo verde
  • Pranzo: 2 succhi verdi
  • Spuntino: un quadrato di cioccolato fondente
  • Cena: cous cous con verdure + pollo o gamberetti + un quadrato di cioccolato fondente.
Categorie
Casa

Camino a bioetanolo: cos’è e perché conviene

Caratteristiche del camino a bioetanolo e costo

Il camino a bioetanolo è una moderna soluzione di riscaldamento, che permette di coniugare calore ed energia green. Infatti, questo tipo di camino non fa uso delle legna come combustibile ma di un alcol che si origina dalla fermentazione di materia organica, ossia il bioetanolo. La caratteristica principale di un camino a bioetanolo è il costo (approfondisci qui www.maisonfire.com) che può essere particolarmente conveniente, sia nell’installazione che nei consumi.

Per prima cosa va sottolineato che questo metodo di riscaldamento è molto apprezzato perché, a differenza del riscaldamento a legna, non produce fumi e non lascia odori. Questo significa, come si vedrà in seguito, una minore manutenzione e una maggiore praticità. Un altro aspetto di particolare interesse è che non è necessario che vi sia una canna fumaria: si può quindi facilmente comprendere che questa soluzione è di più semplice progettazione e realizzazione. Infatti un camino a bioetanolo può essere installato ovunque, sia in appartamenti che in uffici, garantendo un elevato impatto estetico e un buon potere di riscaldamento.

Il costo di un camino a bioetanolo: i parametri da considerare

Definire il costo di un camino a bioetanolo non è semplice in quanto il prezzo finale dipende da un gran numero di parametri. Per prima cosa, infatti, bisogna valutare la marca del camino, la qualità dei materiali, le dimensioni e la potenza. Inoltre, si dovrà tenere conto della tipologia di camino, ossia se si tratti di un modello da incasso o meno. Ancora, ulteriori elementi da prendere in considerazione sono i consumi e la tipologia di accensione, sia essa manuale o automatizzata.

Per quanto riguarda la marca si può facilmente comprendere che un camino di un marchio noto può essere più costoso di uno realizzato da un piccolo marchio di basso richiamo: naturalmente, in questi casi la spesa maggiore può rappresentare un ottimo investimento, che si rispecchia sui materiali di qualità e, generalmente, su una buona assistenza al cliente. Anche le dimensioni sono un parametro che influenza il costo finale del camino, proprio come la potenza. Si ricorda che un camino più potente permette di garantire un maggiore potere di riscaldamento.

I modelli da incasso, oltre ad essere più costosi, necessitano anche delle spese murarie necessarie appunto per incassare il camino alla parete; tuttavia offrono una resa estetica molto bella, paragonabile proprio a quella dei camini classici.

La manutenzione del camino a bioetanolo: quali i costi?

Come già anticipato, uno dei punti di forza del camino a bioetanolo è che necessita di una manutenzione praticamente nulla. Questo combustibile, infatti, brucia in un apposito bruciatore senza lasciare ceneri o fuliggine e senza produrre fumi. Si tratta pertanto di una soluzione perfetta per chi ama i camini ma non ha tempo a disposizione per procedere alla manutenzione, ossia alla pulizia regolare del camino nonché della canna fumaria. Naturalmente, oltre al risparmio di tempo, l’assenza di manutenzione permette anche di assicurare un elevato risparmio sulle spese.

Una spesa da non dimenticare: il combustibile

Spesso, quando si parla di camino a bioetanolo e costo, si pensa all’acquisto e all’installazione e ci si dimentica di valutare la spesa per il bioetanolo, senza il quale non si potrà procedere all’accensione del camino. Il bioetanolo può avere un costo variabile che dipende dal tipo di prodotto scelto e dalla marca. I prezzi possono quindi variare ma difficilmente superano i cinque euro a litro.

Quando si fa l’acquisto di combustibile, però, si devono prendere in considerazione alcuni aspetti fondamentali che permetteranno di valutare la spesa legata proprio al bioetanolo. Infatti, i quantitativi di combustibile necessari dipendono dal modello di caminetto, ossia dalla sua efficienza energetica, nonché dalla potenza: un camino più potente, infatti, consumerà una quantità maggiore di combustibile. Infine, si dovrà considerare la durata media di utilizzo visto che più resterà acceso il camino, maggiori saranno i consumi e, quindi, i costi.

Categorie
Approfondimenti

Misure e consigli per scegliere la lama a nastro per segatronchi

Lavorare il legno è un’attività che richiede manualità, precisione e creatività; falegnami e artigiani sanno quanto sia importante scegliere una lama a nastro per segatronchi, come quelle di Crocoblade, che consenta di performare al meglio su qualsiasi tipologia di materiale. Sarà così possibile ottenere un risultato coerente alle proprie aspettative e selezionare una lama più stretta o più larga a seconda delle esigenze. In questo articolo abbiamo deciso di approfondire le caratteristiche di ciascun dispositivo. Quali sono le particolarità da tenere a mente? Oltre all’innegabile qualità della materia prima, occhio anche alla forma dei dentini, alla distanza tra le singole scanalature e all’affilatura della lama: ecco tutto ciò che conviene sapere prima di procedere all’acquisto.

Lame a nastro per segatronchi: caratteristiche e modalità d’uso

Le lame a nastro per segatronchi vengono solitamente divise in due macrocategorie: larghe e strette. Le prime si distinguono per robustezza, velocità e scarsa precisione; le seconde sono perfette per gli artigiani che portano a termine lavori di fino straordinariamente dettagliati. In quest’ultimo caso la lama sarà senza dubbio più delicata, ma permetterà di lavorare la materia prima in modo pratico e flessibile. In aggiunta a quanto detto, non dimenticare di approfondire le caratteristiche del tuo corpo macchina prima di procedere all’acquisto: ogni dispositivo può montare una lunghezza/larghezza massima, la quale può essere misurata dalla punta del primo dente fino alla base del nastro (ovvero il corpo della lama). Comprendere quale tipologia di supporto faccia al caso tuo, inoltre, è il primo passo da compiere per lavorare la materia prima senza sbavature o spiacevoli imperfezioni.

Dentini e segatronchi: come scegliere la forma più adatta?

Uno dei parametri da prendere in considerazione riguarda senza dubbio la forma del dente. Quest’ultima deve essere specifica per il materiale che si intende lavorare. Solo così riuscirai a limitare le vibrazioni che rendono difficile curare i tagli più precisi e dettagliati. In linea generale, il legno viene facilmente trattato con la forma chiamata ad “N” (nota con il termine tecnico di dente standard). Il motivo? Sarà possibile optare per una modalità di lavorazione meno grossolana con la conseguente diminuzione degli attriti e dei tremolii.

Le alternative attualmente sul mercato (tra cui le forme ad “H, P e K”) vengono invece utilizzate per tagliare materie prime più robuste e dense. Se sei alla ricerca di un prodotto versatile e flessibile, l’opzione standard è quella che fa al caso tuo. Il suo funzionamento è molto semplice: ogni sezione della dentatura presenta tre dentini; il primo è rivolto verso destra, il secondo verso sinistra e l’ultimo è perpendicolare al piano di taglio. In questo modo, l’artigiano ha la possibilità di utilizzare le lame a nastro per segatronchi esportando il truciolo e lasciando il suo piano di lavoro pulito e organizzato.

Modalità di lavorazione dei tronchi – Una breve sintesi

Le lame a nastro riescono a garantire risultati precisi e soddisfacenti mediante un funzionamento per inerzia ad altissima velocità; questo significa che il materiale continua a subire l’attrito degli appositi dentini anche dopo che la forza motrice del macchinario è venuta meno. In aggiunta a quanto detto, è importante tenere a mente una semplice (quanto primaria) verità: non importa se sei un falegname/artigiano esperto o alle prime armi; capita spesso di acquistare lame che non sono ottimizzate al millimetro per il corpo macchina che disponi.

Il risultato sarà al di sotto delle tue aspettative in quanto creerà delle zone ruvide o bruciate, facendoti perdere tempo prezioso in affilature e manutenzioni costanti. Pe risolvere il problema è sufficiente rivolgersi ad esperti/fornitori in grado di condividere con te le misure di cui hai bisogno per scegliere il prodotto ad hoc tra le centinata di lame a nastro presenti sul mercato. Il consiglio è quello di optare per un articolo resistente e accurato con cui assicurarti precisione e versatilità, a seconda del progetto da realizzare.

Categorie
Approfondimenti

Salvador Dalì un pittore geniale

Nato nel 1094, morto nel 1989, l’artista spagnolo icona del surrealismo è noto in tutto il mondo, soprattutto per i dipinti di orologi che si fondono.

Artista sin da piccolo

Fin da piccolo, Salvador Dalí fu incoraggiato a esprimere la sua arte.

Studiò all’accademia di Madrid e negli anni Venti si recò a Parigi iniziando un proficuo scambio artistico con talenti tipo Pablo Picasso, René Magritte e Miró, approdando alla prima fase surrealista.

Alla fine degli anni ’20 emergono due principali influenze che danno forma al suo stile artistico maturo. Il primo fu il lavoro dello psicoanalista Sigmund Freud che esplorò il significato erotico dei sogni e dell’immaginario subconscio. La seconda fu la sua introduzione ai surrealisti parigini, un gruppo di artisti e scrittori che cercavano di sbloccare il potenziale creativo dell’inconscio umano.

Il surrealismo tra reale e immaginario

Dalí irrompe sulla scena artistica nel ’29 con un breve film surrealista muto realizzato con il regista spagnolo Luis Buñuel: “Un Chien Andalou”, divenendo così uno degli artisti più importanti del circolo surrealista francese guidato da André Breton.

Tra il 1929 e il 1931, Dalí realizzò alcuni dei più famosi dipinti surrealisti, tra cui il suo capolavoro, “La persistenza della memoria” del 1931. Il dipinto raffigura un mondo onirico in cui gli oggetti comuni sono deformati ed esposti in modo bizzarro e irrazionale: orologi, oggetti solidi e duri sembrano inspiegabilmente sciogliersi in un paesaggio desolato. 

Nel dipinto, egli integra senza sforzo il reale e l’immaginario per screditare completamente il mondo della realtà.

Alla fine degli anni Trenta, Dalí iniziò a dipingere in uno stile più accademico influenzato dai maestri del Rinascimento, come Raffaello. Ambiguo sul fascismo venne espulso dal movimento surrealista.

Gli Stati Uniti e la Morte

Nel 1940 emigrò con la moglie Gala negli Stati Uniti, durante la Seconda Guerra. Lì lavorò in diversi media, progettando scenografie teatrali, mobili, gioielli e persino vetrine per negozi alla moda. Nel 1942 pubblicò la sua intrigante autobiografia “La vita segreta di Salvador Dalí”.

Dalí e Gala tornarono in Spagna nel 1948. L’artista ha continuato ad essere prolifico nelle ultime fasi della sua carriera, lavorando su una varietà di progetti e continuando a produrre dipinti, sculture e oggetti. 

Mortì di infarto il 23 gennaio 1989 a Figueres, in Spagna.

Tantissime le mostre che in tutto il mondo celebrano e hanno celebrato l’artista genio. Ricordiamo quella di Milano del 2010-2011.

“Salvador Dalí. Il sogno si avvicina” a Milano

A Palazzo Reale, dal 22 settembre 2010 al 30 gennaio 2011, il pubblico ha potuto ammirare “Salvador Dalí. Il sogno si avvicina” a cura di Vincenzo Trione.

L’esposizione, nata in collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueres, ha potuto avvalersi di importanti prestiti provenienti da musei nazionali e internazionali quali:

  • la Fondazione stessa
  • il Dalí Museum di St. Petersburg in Florida
  • il Boijmans Museum di Rotterdam
  • l’Animation Reserch Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California
  • la Peggy Guggenheim Collection di Venezia
  • il Mart di Rovereto
  • i Musei Vaticani

L’allestimento è stato curato dall’architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore di Salvador Dalí: sua la realizzazione della sala Mae West nel museo di Figueres dedicato al pittore spagnolo e il famoso sofà “Dalilips”, realizzato su disegno dello stesso. Per la prima volta la sala di Mae West è stata realizzata all’interno del percorso espositivo così come fu ideata dallo stesso Dalí. 

Salvador Dalí e il paesaggio

Nelle oltre 50 opere esposte si indaga in modo approfondito il rapporto viscerale tra paesaggio, sogni e desideri, tanto celebrato da Dalì.

Ambientazioni spesso fantastiche e aride, abitate da architetture in bilico fra solidità e liquidità, dove individui e cose subiscono strane metamorfosi.

Un regno che vive nei sogni e nell’inconscio più profondo del Maestro, abitato da fantasmi e incubi, da ricordi resi irriconoscibili, tra simboli e vuotezza assoluta.

Un immaginario fantastico che mai smetterà di emozionarci.

Categorie
Approfondimenti

Van Gogh a Palazzo Reale di Milano

Van Gogh l’Uomo e la Terra 

Con un successo strepitoso, in termine di visitatori, dal 18 ottobre 2014 all’8 marzo 2015 si è tenuta a Palazzo Reale di Milano una splendida esposizione sull’artista Van Gogh. 

Promossa dal Comune di Milano Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, con curato da Kathleen Adler e ideato dall’architetto Kengo Kuma.

L’esposizione, realizzata anche grazie al sostegno del Gruppo Unipol, è stata patrocinata dall’Ambasciata dei Paesi Bassi a Roma e inserita negli eventi ufficiali del Van Gogh Europe, l’istituzione sostenuta dal governo olandese a tutela e promozione dell’opera di Van Gogh.

La mostra è stata realizzata esponendo circa 50 dipinti, con preziosi prestiti provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, Van Gogh Museum di Amsterdam, Museo Soumaya di Città del Messico, Central Museum di Utrecht e da collezionisti privati, cosa estremamente rara.

L’esposizione si è articolata intorno alle sezioni: L’uomo e la terra, Vita nei campi, Il ritratto moderno, La natura morta, Le lettere, Colore e vita. Attraverso ritratti e paesaggi il visitatore ha potuto conoscere l’evoluzione tecnica e stilistica di Van Gogh, dai primi disegni olandesi, fino ai dipinti ad olio di Arles. 

La mostra si è concentrata sul legame, forte e complesso, del pittore tra l’uomo e la terra. Un approfondimento artistico in tema con quello dell’Expo 2015 “Nutrire il mondo, preservare il pianeta”, mostrando come l’interesse dell’artista per i cicli della terra e della vita umana abbiano influenzato la sua poetica.

Questa mostra è stata infatti pensata per esporre una lettura del tutto inedita dell’opera di Van Gogh. Testimonianza di un periodo storico in cui l’attenzione della maggior parte degli artisti europei era concentrato e affascinato dalla rivoluzione industriale, dai nuovi agglomerati urbani, mentre l’artista guardava alla campagna e alle persone nei campi.

A differenza dei suoi contemporanei neoimpressionisti, come Seurat e Signac, Van Gogh rivolgeva il suo sguardo e il suo amore al duro lavoro dei contadini e al paesaggio rurale. Poneva al centro della sua ineguagliabile arte la terra e i suoi frutti, un mondo non meccanicizzato, in cui l’uomo è strettamente legato al ciclo delle stagioni e ai loro capricci. 

La vita e lo svolgersi del lavoro nei campi diventano per Van Gogh un soggetto permeato di sacralità e dignità, i contadini figure eroiche e gloriose. 

Sin dalle prime opere, i disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori di Arles, Van Gogh esprime la propria empatia verso gli umili, immedesimandosi con loro.

L’interesse per la campagna e per i suoi operai lo rende un artista originale fin dall’inizio: i contadini diventano i suoi modelli preferiti, posano per lui e Van Gogh li ritrae prima con un solo gesso nero, poi ad Arles con dipinti pieni di esplosioni di colore, che diventano il suo marchio artistico, unico al mondo.

Le opere di Van Gogh non sono state comprese dai suoi contemporanei, soprattutto perchè dipingeva un mondo umile, un soggetto ritenuto non interessante.

La mostra di Palazzo Reale ha permesso di costruire un percorso attraverso opere note e altre inedite, tra fatica e bellezza, felicità e sconforto, prospettive soggettive, pennellate e tonalità vibranti. 

Una visita che ha fatto immergere il pubblico negli stati d’animo che Vincent Van Gogh ha trasferito nelle sue opere e che colpiscono sempre, irrimediabilmente, anche oggi. 

Tra i capolavori presenti alla mostra milanese citiamo: 

  • L’autoritratto del 1887
  • il Ritratto di Joseph Roulin del 1889
  • Vista di Saintes Marie de la Mer del 1888
  • la Testa di pescatore del 1883 
  • Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie del 1883.
Categorie
Milano Design Week

Il coronavirus fa saltare il Salone del Mobile: annullato anche il rinvio a giugno

La decisione del consiglio d’amministrazione di Federlegno: impossibile pensare di organizzare la manifestazione in queste condizioni, si passa direttamente al prossimo anno. Annullato anche Milano Moda Uomo in programma a giugno, spostato a settembre e accorpato a Milano Moda Donna

(Feed generated with FetchRSS)

Categorie
Milano Design Week

Coronavirus, il Salone del Mobile di Milano rinviato a giugno, attesi 2.200 espositori

La manifestazione si sarebbe dovuta svolgere nel mese di aprile

(Feed generated with FetchRSS)

Categorie
Milano Design Week

Luti: “Immagine sbagliata del Paese e il mondo ci teme”

Il Salone del Mobile si sposta dal 21 aprile al 16 giugno. Il presidente, e proprietario di Kartell, lancia l’allarme: “Un’Italia più debole e isolata lascia spazi per altri”

(Feed generated with FetchRSS)