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Tettoie per il riparo dell’auto: come sceglierle?

Alcune precipitazioni arrivano quando meno te l’aspetti: alcune non ci preoccupano minimamente ma altre potrebbero creare dei danni indesiderati. Il modo migliore per evitare danni e ripercussioni economiche alla propria auto è quello di possedere un garage. Non tutti però ne possiedono uno: la soluzione sono quindi le tettoie per il riparo dell’auto. Quando si decidere di acquistare un carport bisogna valutare qual è il più adatto alle personali esigenze e quale modello possiede il design adatto al contesto nel quale si desidera installare. Nei prossimi paragrafi capiamo gli aspetti da considerare e quali sono i materiali da scegliere per realizzare delle tettoie auto e mettere in sicurezza i propri veicoli.

Coperture auto: gli aspetti da considerare

Una volta deciso il materiale della copertura, veniamo alla scelta del modello. Come devi valutare le migliori coperture per auto? Una tettoia richiede anzitutto uno studio strutturale. Decidi quanto dovrà essere ampia la copertura auto esterna a seconda del mezzo che dovrà riparare (auto berlina, suv, camper, ecc.) o dell’area parcheggio da coprire e su quale base dovrà poggiare. Poi ragiona sul materiale: in commercio trovi coperture in legno o alluminio o in ferro. Nel prossimo capitolo analizzeremo meglio ogni materiale. Il consiglio generale è comunque quello di optare per l’ultima soluzione, in quanto le tettoie esterne in ferro garantiscono grande resistenza a qualsiasi agente atmosferico e durata nel tempo. Se cerchi una soluzione innovativa o guidi un auto elettrica valuta anche l’opzione green: esistono coperture auto e pensiline fotovoltaiche, in grado di generare corrente per la rete elettrica di casa o per ricaricare la macchina quando è parcheggiata.

Tettoie per auto in commercio: i materiali

Come accennato, tra le pergole auto in commercio troviamo soluzioni in legno, in alluminio, in ferro. Tutte queste sono adatte a proteggere l’automobile da possibili piogge, grandine, neve o dalla calura estiva. Ognuna possiede però delle caratteristiche distintive. Le tettoie per auto in legno, ad esempio, riescono ad adattarsi al meglio agli spazi outdoor di un’abitazione o di un’azienda. Spesso vengono realizzate con travi di abete, faggio o pioppo. Nonostante l’utilizzo di materiali il più naturali possibili, spesso questa tipologia di copertura viene trattata con vernici per resistere nel tempo alla formazioni di muffe. Le tettoie per auto in ferro sono le più solide e resistenti alle intemperie. Questa caratteristica viene utilizzata per creare diversi ripari in contesti aziendali o commerciali: sono le soluzioni più adottate da concessionarie, parcheggi di supermercati, piazzali e strutture ricettive. Spesso queste pensiline hanno una copertura in telo pvc o pannelli. Il telo di copertura in pvc viene per esempio usato per ripari ombreggianti e versatili come con le tettoie per auto retrattili che possono essere dotate di tetto avvolgibile quando si vuole ritrarre. Un esempio di tettoie e pensiline auto in ferro di Design sono le coperture realizzate dall’azienda Metexa. Completamente modulari e dall’impeccabile design realizzato su misura, queste tettoie sono pensate per la copertura di parcheggi aziendali e privati in giardino. Per saperne di più è possibile visitare la pagina dedicata ai modelli di tettoia auto Metexa. Infine possiamo trovare in commercio le tettoie auto in alluminio. Queste ultime sono delle coperture più leggere e dal design più accattivante. Il loro colore argentato le rende più armoniose e adattabile a diversi contesti, anche quelli più moderni. Di contro, l’alluminio garantisce una resistenza minore a sollecitazioni e intemperie; per questo risulta più adatto in contesti residenziali come per la costruzione di pensiline auto da giardino.

Scegli la giusta struttura valutando la manutenzione

Quando si parla di manutenzione bisogna rivalutare tutti i materiali descritti in precedenza. Il legno, essendo un materiale naturale, necessita di una costante manutenzione se si desidera protrarre la copertura delle auto per parecchio tempo. Anche per le tettoie in ferro la manutenzione non può mancare: uno dei metodi più utilizzati è quello di applicare un processo di zincatura a caldo che permette di evitare la formazione di ruggine. Grazie a tale procedimento le coperture auto in ferro risultano più resistenti alle intemperie e agli agenti esterni, annullando quasi del tutto la necessità di attività di manutenzione.

Permessi e prezzi delle tettoie auto

Per realizzare la tua copertura per auto probabilmente avrai anche bisogno di alcuni permessi. Presta attenzione allora alle normative e autorizzazioni per tettoie, eviterai di incorrere in un abuso edilizio. Se non sei sicuro dei permessi necessari, puoi sempre rivolgerti all’ufficio di competenza del tuo comune: ti saprà indicare tutti i dettagli e le pratiche da avviare. Infine, un’occhiata ai prezzi: valuta la migliore offerta per la tua tettoia senza dimenticare che stai investendo nel lungo periodo in una struttura che dovrà proteggere realmente il veicolo. Se non vuoi che la tua auto perda valore in fretta, non cercare coperture auto economiche, ma con il miglior rapporto qualità-prezzo.

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Approfondimenti

Tende da sole esterne: lusso, design e funzionalità

La maggior parte delle persone desidera che il proprio giardino sia un ambiente di grande design, bello e funzionale al contempo, preferibilmente anche piuttosto lussuoso. Si tratta di un desiderio più che normale, queste caratteristiche infatti fanno sì che il proprio giardino possa diventare facilmente vivibile, piacevole, un luogo dove diventa davvero molto bello trascorrere il proprio tempo. Per riuscire ad ottenere un giardino che sia in possesso di queste caratteristiche è necessario curare il verde in modo impeccabile, quasi ossessivo. Inoltre è bene scegliere arredi ad hoc. Ma attenzione, se avete intenzione di inserire in giardino anche delle tende da sole esterne, anche queste devono essere scelte in una versione di design, bella, funzionale, lussuosa. Altrimenti tutta la fatica che avete fatto per creare un giardino impeccabile, potrebbe venire meno.

Tende da sole esterne di design

Una tenda di design ha un sapore moderno e affascinante. È in possesso di linee estremamente minimal, geometriche e pulitissime. Niente fronzoli insomma, ma la forma più pura che riesce a mettersi in evidenza al meglio. Con tende di questa tipologia è davvero possibile valorizzare un giardino moderno e fare in modo che gli arredi eventualmente presenti si armonizzano alla perfezione nell’insieme. Sono tende che stanno benissimo a ridosso di un prato ben curato o a bordo piscina. Se poi in queste zone sono anche presenti dei led perimetrali che permettono di valorizzare la presenza della tende anche di sera, tanto meglio ovviamente.

Tende da sole esterne funzionali e tecnologiche

Non solo estetica, le migliori tende da sole per i giardini moderni devono essere funzionali e tecnologiche. È bene quindi scegliere i modelli in possesso di motorizzazione automatica, che si aprono e si chiudono con un solo semplice gesto. Oltre alla presenza di un eventuale pulsante alla parete, la motorizzazione deve poter essere gestibile da telecomando o dallo smartphone, così da non doversi neanche muovere dalla propria sdraio o dal lettino. Esistono in commercio anche appositi sensori per tende. La tenda in questo caso si chiude automaticamente quando viene rilevato dal sensore un vento troppo forte che potrebbe danneggiarla.

Il lusso entra nel giardino di casa

Tende di design, esteticamente accattivanti, in possesso di motorizzazione automatica e di sensori, queste sì che sono tende lussuose. Dopotutto ci meritiamo che il lusso entri nel giardino di casa. Quando c’è il lusso infatti ci possiamo sentire coccolati, rilassati al massimo grado possibile, soddisfatti al cento per cento. E allora inseriamo un po’ di lusso, anche se ovviamente questo significa dover spendere un po’ di più. Sì, le tende lussuose hanno anche un costo un po’ più elevato rispetto a quelle di stampo tradizionale, ma ne vale davvero la pena.

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Milano Design Week

Quando il divano è “al bacio”

Due ragazzi si baciano. E uno standista rimane a guardarli. Non siamo in un giardino pubblico, né su una panchina qualunque. Siamo al Salone del Mobile di Milano e su un divano made in Italy.

E’ qui che la Scai Comunicazione ha deciso di interpretare il proprio lavoro attorno al concetto della “coppia”, comunicandolo con il simbolo più adatto: il bacio.

La spiegazione, per chi lavora nel mondo della comunicazione, è abbastanza chiara: la creatività è un processo complesso che unisce passione, emozione, impegno. Il copywriter e il graphic designer lavorano in coppia, fino al raggiungimento di un equilibrio totale tra testo e immagini, esigenze del cliente e gusto estetico, concetti promozionali ed emozionali. Un vero e proprio rapporto di amore che lega la coppia creativa, si traduce in un lavoro grafico, per coinvolgere poi i clienti e i clienti dei clienti.

Durante l’evento, è stata così pianificata un’azione di guerrilla marketing a tappeto: un uomo e una donna di bell’aspetto e grande presenza scenica, vestiti elegantemente, hanno visitato gli stand delle aziende produttrici di divani, dimostrandosi interessati ai mobili esposti e richiedendo informazioni dettagliate. Proprio nel momento in cui l’addetto vendite dello stand, entrava del dettaglio delle informazioni, la coppia iniziava a baciarsi, lasciando tutti esterrefatti.

Dopo qualche minuto, i due attori ringraziavano e si allontanavano dallo stand.

L’effetto?
Stupore generale, stile candid camera. Ma, dopo qualche secondo, arrivava la spiegazione: un account di Scai Comunicazione si avvicinava all’addetto dello stand, lasciandogli una cartolina dal claim “Coppia Creativa Scai. Unisciti a noi.” Un messaggio provocatorio e ammiccante, con cui la Scai Comunicazione ha inteso invitare le aziende del settore mobile a diventare suoi partner, mettendo a disposizione competenze e professionalità acquisite.

“Abbiamo scelto di creare un’azione di guerrilla emozionale” afferma Michele Franzese, AD della Scai Comunicazione “puntando sulla potenza di un’immagine semplice ed emotivamente forte come quella del bacio, perché volevamo offrire ai nostri clienti la prova diretta di come sappiamo trasmettere emozioni e catturare l’attenzione del cliente con strumenti a basso costo e con una comunicazione altamente sostenibile.”

La Scai Comunicazione è un’agenzia di pubblicità, comunicazione e marketing con sede a Potenza, che opera su tutto il territorio nazionale e realizza comunicazioni sempre innovative, non standardizzate, che sappiano esaltare il brand delle aziende clienti. www.scaicomunicazione.com

Ufficio Stampa: Scai Comunicazione

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Casa

La detrazione fiscale per le zanzariere è possibile?

Se sei tra coloro che sono interessati a montare le zanzariere a casa sua o nella sua attività commerciale, probabilmente ti stai domandando se la detrazione fiscale per le zanzariere sia possibile o meno, se chi si occuperà della fornitura e del montaggio sia soggetto a certificazione GTOT da segnalare all’interno della fattura, ecc…
È qui presente una sorta di guida che ti aiuterà a rispondere a queste domande e a ottenere la detrazione fiscale per zanzariere senza necessariamente dover ricorrere a un commercialista.

Dunque se la tua domanda è rivolta a comprendere se le zanzariere siano un elemento inerente il risparmio energetico e quindi rientrino nelle detrazioni fiscali del 65%, la risposta è si.
Si tratta di un argomento di ampio interesse, perché sono tante le persone che vorrebbero intraprendere questa tipologia di lavoro a casa propria e sono dunque interessate a comprendere se abbiano o meno la possibilità di usufruire della detrazione del 65%; è un argomento che, al contempo, interessa anche i venditori, i quali, offrendo un servizio maggiore ai propri clienti, potrebbero incrementare le proprie vendite durante l’inverno senza necessariamente ricorrere a offerte promozionali o a scontistiche che spesso non sono per loro esattamente convenienti.
La detrazione fiscale riguarda inoltre le zanzariere plissettate.

Per avere la detrazione fiscale zanzariere è necessaria la fattura corretta

Affinchè un cliente possa usufruire della detrazione fiscale del 65% deve, tuttavia, essere in possesso di una fattura compilata correttamente e in modo completo dal venditore, nella quale devono essere necessariamente definiti i singoli prodotti acquistati.

Nella fattura è indispensabile pertanto che siano indicati:

  • la quantità di zanzariere vendute;
  • il tipo di prodotto che il cliente ha acquistato deve essere descritto sin nei minimi dettagli;
  • i metri quadrati totalmente occupati dalla zanzariera;
  • la classe del GTOT che è specificata sul certificato che viene emesso dagli enti ufficiali addetti;
  • l’orientamento della zanzariera relativamente ai punti cardinali, ovvero nord, sud, ovest, est.

Modalità di pagamento per avere la detrazione fiscale delle zanzariere

Nel caso il cliente intenda richiedere la detrazione per la sua impresa, non dovrà effettuare il pagamento complessivo per l’acquisto del prodotto con bonifico postale o bancario parlante. Al contrario, dovrà pagare con bonifico parlante chi non è titolare d’impresa. Per usare invece una modalità alternativa di corresponsione, ad esclusione dei contanti, potrà farlo esclusivamente mostrando ulteriore documentazione, come, ad esempio, una ricevuta di avvenuto pagamento tramite carta di credito o bancomat.

A prescindere dalla tipologia di pagamento, devono essere chiarite alcune informazioni, quali:

  • la causale del versamento con specificazione della detrazione fiscale zanzariere secondo l’art. 16 bis del Dpr 917/1986;
  • il codice fiscale del richiedente la detrazione fiscale zanzariere e quello del beneficiario del pagamento o la sua Partita Iva.
  • Data e numero della fattura.

Invio pratica all’ENEA

Per concludere del tutto e correttamente l’intera procedura, essendo la detrazione fiscale per le zanzariere un Ecobonus, la pratica deve essere obbligatoriamente inviata all’ENEA, ovvero all’ente preposto a questa funzione, entro novanta giorni dal termine dei lavori. Farà fede la data presente nella fattura di installazione.

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Approfondimenti

Chirurgia estetica, i 5 interventi più richiesti

La chirurgia estetica ha conosciuto una rivalutazione non indifferente negli ultimi anni: sono molte, infatti, le persone che hanno lasciato alle spalle ogni titubanza e ogni paura, affidandosi così alle mani di chirurghi esperti per la risoluzione di problemi estetici, di varia natura e genere.

Mentre una volta tale pratica era riservata solo alle persone economicamente facoltose, oggi chiunque può sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica, grazie ai prezzi competitivi, massimi risultati e la possibilità di pagare in comode rate mensili.

Gli interventi di chirurgia estetica sono molti, ed ognuno di essi restituisce un risultato differente. Può rivelarsi interessante, quindi, vedere quali sono gli interventi maggiormente richiesti.

Intervento di rinoplastica: una scelta frequente

La rinoplastica è una tipologia di intervento che ha come scopo principale quello di modellare e definire il naso, eliminando quindi quelle che possono essere deformazioni, gobbe e via dicendo.
Il periodo di guarigione è di pochi giorni, e il tempo di intervento va dai dieci ai quaranta minuti.
Prima di sottoporsi a questa tipologia di intervento, però, è assolutamente indispensabile aspettare i quindici anni per le donne, e i sedici anni per gli uomini: a queste età, difatti, la cartilagine e i tessuti del naso raggiungono il massimo dello sviluppo.

Blefaroplastica: la soluzione per uomini e donne

Nell’ambito dei vari interventi chirurgici, la blefaroplastica è sicuramente quello maggiormente prediletto sia dagli uomini che dalle donne: con l’avanzare dell’età, infatti, si arriva ad un’inevitabile formazione di borse sotto gli occhi, causando così dei fastidiosi inestetismi.

Attraverso questo intervento è possibile ottenere, come risultato finale, quello di un viso più fresco, pulito ed ordinato, eliminando quindi tutti quelli che sono gli inestetismi che derivano da una simile circostanza.
Allo stato attuale, la blefaroplastica è l’intervento maggiormente richiesto in tutto il mondo (come afferma anche il blog di Gisella Nele, che si occupa di chirurgia estetica a Napoli).

Lifting al viso: come avere un viso giovane senza bisturi

Grazie agli innumerevoli passi in avanti posti in essere dalla chirurgia, allo stato attuale è possibile fare il lifting al viso senza ricorrere al bisturi.

Attraverso delle apposite iniezioni di botulino, iniezioni di peptidi biomimetici che conferiscono alla pelle un tocco completamente naturale, eliminando quindi quella sensazione estetica di plastica che le vecchie applicazioni comportavano.

La liposuzione: uno strumento per combattere il grasso

Tra i tanti interventi a disposizione, anche la liposuzione è particolarmente importante: grazie ad essa, infatti, è possibile eliminare tutti quelli che sono eventuali accumuli lipidici sulle cosce, sui fianchi e sull’addome.

Allo stato attuale, sono molteplici le persone che ricorrono a questo tipo di intervento per snellire la propria vita. Attraverso delle apposite canule, viene aspirato tutto il grasso in eccesso; tuttavia, in alcuni casi, è anche possibile ricorrere ad appositi interventi laser in grado di fornire un risultato decisamente ottimo.

La mastoplastica additiva: un intervento per un seno migliore

La mastoplastica additiva viene ampiamente utilizzata da tutte quelle donne che sentono il desiderio di cambiare e di migliorare il proprio seno: in questo modo, difatti, vengono posti in essere tutti gli interventi necessari per aumentare o ridurre il volume del proprio seno, modellandolo e dandogli la forma più desiderata dalla paziente, coniugando così l’estetica con la funzionalità.

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Approfondimenti

Inchiostri Mimaki: solo per plotter professionali e dalle alte prestazioni

Fotografi, grafici, artisti digitali, creativi, così come tutti coloro che lavorano nel settore della comunicazione, della pubblicità e del marketing hanno un estremo bisogno di possedere un plotter di altissimo livello, di qualità eccelsa. Stesso discorso per coloro che devono stampare mappe, progetti in tre dimensioni, stampe commerciali di ogni genere. Tra i plotter di più alta qualità, eccellenti anche dal punto di vista del prezzo, dobbiamo ricordare i plotter Mimaki.

Chiunque abbia bisogno di stampe eccellenti, può trovare nei prodotti di questo brand giapponese la massima soddisfazione possibile. Ma attenzione, è necessario utilizzare inchiostri originali Mimaki per plotter, solo ed esclusivamente inchiostri originali.

Inchiostri Mimaki, perchè non utilizzare quelli compatibili?

La domanda sorge spontanea, dato che oggi in commercio sono disponibili inchiostri compatibili e universali che consentono di ottenere un eccellente risparmio economico. La domanda sorge spontanea, dato che molti di questi inchiostri possono senza dubbio dirsi di buon livello. Sì, rispetto agli inchiostri compatibili disponibili fino a qualche anno fa, quelli che possiamo trovare oggi in commercio non sono affatto male e il loro utilizzo non comporta il rischio che il macchinario per la stampa possa rovinarsi.

Il risultato finale è niente male, niente più di questo però. Non crediamo che per il vostro lavoro vogliate un risultato così. Per i vostri clienti non volete solo il meglio? E allora è necessario scegliere gli inchiostri Mimaki. Perché sono tra i migliori oggi disponibili in commercio, certo, ma anche perché sono pensati appositamente per il plotter di cui già siete in possesso.

Inchiostri Mimaki, pensati per il vostro plotter

Mimaki investe nella ricerca di nuove soluzioni tecnologiche, sia per quanto riguarda la creazione dei suoi macchinari da stampa, sia per quanto riguarda i suoi inchiostri. Macchinari e inchiostri vanno di pari passo e nel corso degli anni sono progrediti entrambi nello stesso identico modo. Sono prodotti pensati per essere usati insieme, per riuscire insieme a garantire il meglio, a garantire stampe impeccabili.

È vero, gli inchiostri originali costano un po’ di più, ma ne vale la pena, così da ottenere il risultato sperato. Ne vale la pena per la vostra massima soddisfazione, ma soprattutto per la massima soddisfazione dei vostri clienti. E se i clienti sono soddisfatti, ne va ovviamente della vostra reputazione e della vostra possibilità di incassare sempre più soldi.

Scegliere i plotter e gli inchiostri migliori

Ovviamente Mimaki realizza innumerevoli modelli di plotter e ovviamente sono disponibili altrettanti inchiostri tra cui scegliere. La scelta può risultare semplice, nel caso di persone che lavorano con le stampe già da moltissimo tempo. Può risultare un po’ complessa invece nel caso di persone alle prime armi o che non conoscono molto bene il mondo delle stampe.

Proprio per questo motivo è bene chiedere aiuto ad un venditore professionale e affidabile. Scegliendo un venditore professionale, è possibile ottenere consigli, supporti, una vera e propria guida alla scelta del plotter e degli inchiostri migliori, così da riuscire a soddisfare le esigenze dei propri clienti al meglio. Nella maggior parte dei casi si ottiene anche un supporto eccellente dal punto di vista tecnico.

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Approfondimenti

Come verificare se i tuoi gioielli in oro sono reali

Il termine “vero oro” nel suo uso popolare non implica necessariamente che un gioiello sia fatto di oro puro. Di solito è il caso che l’oro utilizzato in gioielleria viene mescolato con altri metalli per rendere la lega risultante più dura e meno incline a piegarsi.

I veri gioielli in oro sono realizzati in una lega d’oro massiccio, il cui contenuto d’oro è superiore a una certa soglia.  Ciò che le persone di solito chiamano oro falso sono gioielli fatti di un altro metallo (come nichel, rame, argento, ecc.) E ricoperti da uno strato d’oro (placcato in oro) o da una sottile lamina d’oro (gold filled).

Come capire se l’oro è reale: affidati a un compro oro affidabile

Sapere se hai per le mani un oggetto di oro vero oppure di altro metallo può darti subito un’idea del valore specialmente se stai pensando di venderlo presso un negozio Compro Oro di roma con massima valutazione proprio per monetizzarne velocemente il valore

Di seguito sono riportati alcuni dei modi più affidabili per testare i gioielli per l’oro:

Test dell’acidità

Testare l’oro con acido nitrico è un modo abbastanza affidabile per capire quanto sia pura una lega d’oro. Il pezzo in prova viene graffiato contro una lastra di prova in modo da lasciare un segno su di esso.

Quindi, l’acido nitrico di concentrazioni variabili viene applicato al segno per vedere se verrà sciolto. A seconda della concentrazione dell’acido che provoca la dissoluzione del segno, si può dedurre la purezza della lega.

Questo test può essere eseguito in gioielleria oppure in casa utilizzando un kit per il test dell’oro e seguendo le istruzioni fornite con esso. Tieni presente che il graffio dovrebbe essere abbastanza profondo da poter raggiungere il materiale oltre lo strato superiore del gioiello. Altrimenti, se il pezzo è solo placcato in oro, un leggero graffio potrebbe rimuovere solo lo strato d’oro superiore e il test mostrerà che quello che hai è davvero oro.

Punzoni

I segni dei carati sui gioielli indicano la sua purezza. Ad esempio, un segno “18K” significa che il gioiello è di 18 carati, il che significa che in ogni 24 parti di lega ci sono 18 parti di oro.

I gioielli europei sono spesso contrassegnati con segni di parti per mille invece di segni distintivi di carati. Ad esempio, se vedi un segno che legge “750”, questo corrisponde a 18 carati, che a sua volta corrisponde al 75% di purezza (18 diviso 24).

È importante cercare eventuali segni accanto al numero di carati o di purezza che potrebbero indicare che i gioielli sono placcati o laminati in oro. Lettere come GP (placcato in oro), GF (riempito in oro), RGP (placcato in oro laminato), HGE (placca in oro pesante) o GEP (placca in oro) significano tutte che il pezzo non è realizzato in oro massiccio.

Graffi e scolorimento

Se un gioiello è placcato in oro o realizzato in foglia d’oro, un graffio abbastanza profondo rivelerebbe il metallo sotto la superficie dorata.

Quindi, se vedi dei graffi sotto i quali il metallo sottostante è visibile o macchie scolorite in cui lo strato superiore è stato cancellato, questo è un segno che i gioielli sono solo ricoperti d’oro.

Colore dell’oro e caratura

Un’indicazione che un gioiello potrebbe essere placcato in oro è se il suo colore è il giallo intenso che è caratteristico dell’oro puro. Gli oggetti placcati in oro sono talvolta ricoperti da uno strato d’oro a 24 carati. Al contrario, i pezzi in oro massiccio di solito non hanno lo stesso colore, poiché l’oro 24K non viene utilizzato per realizzare gioielli a causa della morbidezza del metallo.

Ricorda che un negozio Compro Oro professionale sarà in grado di fare tutti i test necessari per capire l’autenticità e la purezza del gioiello per poi corrisponderti l’equivalente in denaro di quella che è una valutazione giusta.

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Casa

Come arredare un soggiorno in stile Art Dèco

Di Art Dèco si sente parlare sempre più spesso, ma definirne il significato è abbastanza complesso. Il termine deriva da “Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes”, ovvero un’esposizione internazionale avvenuta nel 1925 a Parigi.

Ed è proprio dalla Capitale francese che ha inizio quella che è la storia dell’Art Dèco, un gusto estetico che trova le sue origini nel secolo scorso, ma che ai giorni nostri è stato decisamente rivalutato. Con questi presupposti, vediamo insieme come arredare un soggiorno in stile Art Dèco.

Art Dèco: la storia

Come anticipato, l’Art Dèco nasce in un preciso contesto, ovvero a Parigi nel 1925 all’Esposizione Internazionale. Il periodo è di “rinascita” dopo la Prima Guerra Mondiale, e il mondo torna a focalizzarsi sulla moda, sulla pittura e molto altro ancora. Il movimento è stato capace di influenzare architetti, scultori, scrittori e artisti in generale, grazie alla voglia nascente di riscoprire, ma soprattutto di creare qualcosa di nuovo.

L’obiettivo dell’Art Dèco infatti, era proprio quello di dimenticare gli orrori della guerra, quindi di ricominciare a vivere pensando a ciò che la vita ha di bello da offrire, e di abbandonarsi al divertimento. Questa è una caratteristica fondamentale, che ritroviamo ancora oggi nello stile sfarzoso di molte tracce dello stile. In sintesi potremmo definirlo come un gusto per il bello, con linee geometriche e nette, influenzato dalle antiche culture, ma aperto al nuovo.

Il design dell’Art Dèco

Prima di vedere come arredare un soggiorno in stile Art Dèco, è opportuno comprendere quali siano le peculiarità di questo design. Uno dei punti “cardine” è sicuramente la scelta di diversi materiali, accostati molto spesso all’acciaio. Questo rappresenta di fatto una congiunzione tra tradizione e modernità. A completare il quadro dei materiali, troviamo il legno intarsiato, la pelle e il vetro colorato. Questo mix permette di riscoprire il gusto dell’Art Dèco, senza mai dimenticare come siano importanti le linee nette e scure.

Ecco che in questo contesto si fanno spazio in un soggiorno poltrone con margini evidenziati in nero, e le forme simmetriche e geometriche di tavolini ben squadrati. In alcuni frangenti l’Art Decò ricorda lo stile Industrial, ma in molti altri invece si distanzia perché meno vintage. Art Dèco significa anche lampade curvilinee poste in maniera equilibrata ai due lati opposti dell’ambiente, specchi di legno intarsiati e motivi geometrici a decorare la tappezzeria.

I complementi d’arredo e i mobili Art Dèco permettono di riscoprire il gusto per l’esotico, dove le linee sono sempre raffinate, e i materiali ricercati. L’obiettivo di questa corrente di pensiero applicata al design, è quello di volgere lo sguardo al futuro, superando la tradizione (ma senza dimenticarla), aprendo lo spirito verso nuovi orizzonti. Legno, acciaio e vetro fanno dunque da padrone, con tavoli in marmo e oggetti in ebano, a definire un contrasto tra colorazioni opposte.

Come prendersi “cura” dell’Art Dèco

Abbiamo detto che una buona parte della filosofia dell’Art Dèco passa dalla ricercatezza dei materiali, oltre che dalle linee dell’arredamento, dei complementi e degli oggetti. Una simile ricercatezza non può essere oggetto chiaramente di una pulizia approssimativa. Molto spesso anche i pavimenti Art Dèco sono delle vere e proprie opera d’arte, che meritano la stessa cura che si presterebbe ad un oggetto di valore.

In questo frangente ci viene in aiuto la “natura”, grazie al vapore. Come riporta anche un articolo sulle scope a vapore pubblicato su simonemaestri.com, infatti, è proprio il vapore che permette un’igienizzazione perfetta delle superfici, grazie alla sua azione antibatterica. Grazie al vapore è possibile dunque rinunciare a qualsiasi tipo di detergente chimico, che rischierebbe di alterare quelli che sono i colori molto spesso accessi dei pavimenti in Art Dèco.

Ci sono superfici e materiali utilizzati nell’Art Dèco che si prestano perfettamente ad essere puliti con il vapore. Basti pensare all’acciaio, o al marmo con cui molto spesso sono realizzati i tavolini di un soggiorno. Tutto questo, per preservare uno stile sopravvissuto per quasi un secolo.

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Design

Riviste di design di interni

Quali sono le riviste più apprezzate che trattano di arredamento? Oggi esistono davvero molte pubblicazioni incentrate sul mondo della casa e dell’interior design, lette non soltanto da semplici appassionati di arredamento, ma anche da veri professionisti del settore. Alcune riviste sono storiche e abbastanza conosciute, ma negli ultimi anni stanno prendendo piede anche altri magazine interessanti che sarà possibile leggere in formato cartaceo oppure digitale.

Riviste di arredamento e design

Ecco una lista delle migliori riviste incentrate sul mondo del design e dell’arredamento.

AD

Quando si parla di case e design il mensile AD occupa di certo un posto di primaria importanza e non solo perché storico ma soprattutto per la qualità dei contenuti. All’interno di ogni numero vengono proposte le più belle abitazioni del mondo e non mancano sezioni dedicate alle ultime novità nel campo dell’arredamento e dei viaggi.

Wallpaper

Trattasi di una rivista londinese che venne fondata nel ’66 ma oggi conosciuta in tutto il mondo per l’autorevolezza con cui vengono affrontati gli argomenti sull’interior design e non solo. Sfogliando le pagine sarà possibile immergersi anche in appassionanti letture sull’architettura moderna e passata.

Interni

Edito da Mondadori, questo giovane magazine è prevalentemente incentrato sulla creatività e sulla produzione made in Italy. In occasione delle maggiori fiere internazionali sul design viene stampato in edizione speciale. Le pagine racchiudono prevalentemente grafici e mostrano esempi di stanze arredate secondo le nuove tendenze.

Cose di Casa

Questa rivista si rivolge anche ai semplici appassionati di arredamento che intendono ristrutturare, modificare e stravolgere la propria abitazione. All’interno, infatti, si trovano diversi spunti, consigli e idee per ricreare ambienti moderni e freschi anche a basso costo.

Casa Naturale

Sostenibilità anche nell’arredamento: questo il messaggio alla base della rivista Casa Naturale, che si rivolge maggiormente ai lettori attenti all’ambiente e al design green. All’interno si trovano diverse sezioni sui nuovi materiali ecologici, tecniche eticamente responsabili e diversi progetti creativi.

Guest Magazine

Non solo design: questa rivista è anche ispirata al settore lifestyle e al mondo dell’ospitalità. Tratta di fiere ed eventi e viene letta dagli architetti e in generale da coloro che vogliono scoprire le ultime tendenze in tema di arredamento o nuovi spunti per migliorare il comfort della propria casa.

Blog di arredamento

Oltre alle riviste cartacee e digitali gli appassionati ed esperti di design possono rimanere sempre aggiornati attingendo numerose idee direttamente online, leggendo i più interessanti blog sull’arredamento.

A questo riguardo si segnala Casa e Interni con una vasta selezione di progetti e in cui si analizzano accuratamente anche i vari complementi d’arredo. Grazie alle sezioni progetto d’interior e DIY sarà facile trovare la soluzione stilistica più in linea con i propri gusti o realizzare con tanti graziosi oggetti per la casa low cost.

Interessante anche Archidipity, che si contraddistingue per la grafica originale. Tratta variegate tematiche, fra le quali spiccano quelle che vedono quali protagonisti i più rinomati architetti internazionali.

Merita anche una visita Stylist-à-porter, uno dei più cliccati del momento, in cui si coniuga il design con la moda in una maniera giovanile e gradevole. Attraverso questo blog si possono anche richiedere consulenze d’arredo personalizzate per ammodernare e aggiungere personalità alla propria casa.

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Legno

Come decapare il legno per rinnovare un mobile

Se vuoi rinnovare un mobile in legno ricoperto da una vernice danneggiata o una vernice invecchiata, è essenziale “decapare un mobile”. La parola deriva dal francese “décaper”, ovvero spogliarlo, grattarne via la superficie.

La spogliatura dei mobili in legno e / o della lavorazione del legno rimuove le vecchie finiture e consente di far emergere il legno grezzo. E’ ideale non solo per restaurar vecchi mobili, ma anche per donare quell’effetto vintage a nuovi prodotti.

Come decapare un mobile? Soffocato da tutti questi strati di vernice, il legno non respira più. Questa procedura lo libera davvero dallo strato esterno. Da questa superficie in legno naturale e liscia, può apparire una nuova finitura.

Certo, può sembrare difficile rimuovere tutte le tracce di vernice. Ma il compito sarà più semplice se si utilizzano gli strumenti giusti. Prima di decapare un mobile, il lavoro deve essere valutato. Per fare ciò, rimuovere una piccola sezione di finitura in un’area poco visibile per esaminare il legno più da vicino.

Questa operazione ti darà informazioni sulla vecchia finitura, sul tipo di legno e sulle sue condizioni. È quindi possibile prendere la decisione di rimuovere o semplicemente pulire e ritoccare i mobili. Certo, è importante considerare l’età dei mobili.

Se questo è un oggetto d’antiquariato prezioso, non provarlo la prima volta. Quindi rimuovere pezzi ed accessori del mobile. Se hai problemi a rimuoverli, proteggili con nastro adesivo. Infine, controllare l’estensione delle riparazioni, se necessario. Non esiste un solo modo per decapare un mobile in legno, ma diversi e questo è determinato in base a diversi criteri.

  • Il tipo di arredamento: è parzialmente imbottito? Ha superfici in vetro? Zoccoli stampati? Grandi superfici piane? Curvo? È una sedia? Un armadio ? Una tavola ?
  • La superficie totale da spogliare: a seconda della superficie da spogliare, può essere saggio dotarsi di strumenti dedicati.
  • Il prodotto da spogliare: è inutile ad esempio applicare prodotti fortemente aggressivi su un mobile che viene semplicemente cerato.
  • Il numero di strati da rimuovere: alcuni mobili sono stati dipinti e riverniciati in modo che non si tratti di uno strato di vernice ma di tre che si desidera rimuovere.
  • La finitura desiderata: a seconda del livello del requisito, il tempo impiegato, gli strumenti e i prodotti utilizzati sono diversi.
  • Gli strumenti che hai: hai un compressore ? Solo spazzole di nylon? Una pistola termica? Intendi approfittare di questo progetto per equipaggiarti meglio?

Quando avrai risposto a queste domande, ti accorgerai che la procedura deve essere iniziata in modo adeguato, altrimenti potresti ottenere un risultato insoddisfacente. Gli attrezzi per rimuovere lo strato superiore sono:

  • carta vetrate per rimuove lo strato superficie, dopodiché si stuccano eventuali imperfezioni.
  • Compressore d’aria levigatrice , una pistola levigatura e sabbia.
  • si effettua uno stripping termico effettuato con una pistola termica a cui vengono scelti gli ugelli in base alla superficie da incidere.
  • La sverniciatura chimica effettuata con una sverniciante o una soda caustica che viene applicata con una spazzola di nylon e con dispositivi di protezione individuale .
  • La sverniciatura mediante carteggiatura realizzata con una levigatrice adattata alla superficie da levigare. Se può essere indipendente, questo tipo di decapaggio è necessariamente aggiuntivo ai tre precedenti (consigliato a grana fine).

Prima di effettuare qualsiasi carteggiatura è necessario determinare la natura del prodotto da rimuovere : vernice o cera. Per fare questo, immergere un panno con alcol denaturato e strofinare parte dei mobili.

Se il tessuto diventa colorato con il colore del mobile, il mobile è ricoperto di cera; se il panno non macchia, è vernice. Puoi anche fare il test con carta vetrata a grana fine : se i grani si sporcano sulla carta vetrata, è cera; se si crea polvere, è vernice.