Categorie
Design

Riviste di design di interni

Quali sono le riviste più apprezzate che trattano di arredamento? Oggi esistono davvero molte pubblicazioni incentrate sul mondo della casa e dell’interior design, lette non soltanto da semplici appassionati di arredamento, ma anche da veri professionisti del settore. Alcune riviste sono storiche e abbastanza conosciute, ma negli ultimi anni stanno prendendo piede anche altri magazine interessanti che sarà possibile leggere in formato cartaceo oppure digitale.

Riviste di arredamento e design

Ecco una lista delle migliori riviste incentrate sul mondo del design e dell’arredamento.

AD

Quando si parla di case e design il mensile AD occupa di certo un posto di primaria importanza e non solo perché storico ma soprattutto per la qualità dei contenuti. All’interno di ogni numero vengono proposte le più belle abitazioni del mondo e non mancano sezioni dedicate alle ultime novità nel campo dell’arredamento e dei viaggi.

Wallpaper

Trattasi di una rivista londinese che venne fondata nel ’66 ma oggi conosciuta in tutto il mondo per l’autorevolezza con cui vengono affrontati gli argomenti sull’interior design e non solo. Sfogliando le pagine sarà possibile immergersi anche in appassionanti letture sull’architettura moderna e passata.

Interni

Edito da Mondadori, questo giovane magazine è prevalentemente incentrato sulla creatività e sulla produzione made in Italy. In occasione delle maggiori fiere internazionali sul design viene stampato in edizione speciale. Le pagine racchiudono prevalentemente grafici e mostrano esempi di stanze arredate secondo le nuove tendenze.

Cose di Casa

Questa rivista si rivolge anche ai semplici appassionati di arredamento che intendono ristrutturare, modificare e stravolgere la propria abitazione. All’interno, infatti, si trovano diversi spunti, consigli e idee per ricreare ambienti moderni e freschi anche a basso costo.

Casa Naturale

Sostenibilità anche nell’arredamento: questo il messaggio alla base della rivista Casa Naturale, che si rivolge maggiormente ai lettori attenti all’ambiente e al design green. All’interno si trovano diverse sezioni sui nuovi materiali ecologici, tecniche eticamente responsabili e diversi progetti creativi.

Guest Magazine

Non solo design: questa rivista è anche ispirata al settore lifestyle e al mondo dell’ospitalità. Tratta di fiere ed eventi e viene letta dagli architetti e in generale da coloro che vogliono scoprire le ultime tendenze in tema di arredamento o nuovi spunti per migliorare il comfort della propria casa.

Blog di arredamento

Oltre alle riviste cartacee e digitali gli appassionati ed esperti di design possono rimanere sempre aggiornati attingendo numerose idee direttamente online, leggendo i più interessanti blog sull’arredamento.

A questo riguardo si segnala Casa e Interni con una vasta selezione di progetti e in cui si analizzano accuratamente anche i vari complementi d’arredo. Grazie alle sezioni progetto d’interior e DIY sarà facile trovare la soluzione stilistica più in linea con i propri gusti o realizzare con tanti graziosi oggetti per la casa low cost.

Interessante anche Archidipity, che si contraddistingue per la grafica originale. Tratta variegate tematiche, fra le quali spiccano quelle che vedono quali protagonisti i più rinomati architetti internazionali.

Merita anche una visita Stylist-à-porter, uno dei più cliccati del momento, in cui si coniuga il design con la moda in una maniera giovanile e gradevole. Attraverso questo blog si possono anche richiedere consulenze d’arredo personalizzate per ammodernare e aggiungere personalità alla propria casa.

Categorie
Legno

Come decapare il legno per rinnovare un mobile

Se vuoi rinnovare un mobile in legno ricoperto da una vernice danneggiata o una vernice invecchiata, è essenziale “decapare un mobile”. La parola deriva dal francese “décaper”, ovvero spogliarlo, grattarne via la superficie.

La spogliatura dei mobili in legno e / o della lavorazione del legno rimuove le vecchie finiture e consente di far emergere il legno grezzo. E’ ideale non solo per restaurar vecchi mobili, ma anche per donare quell’effetto vintage a nuovi prodotti.

Come decapare un mobile? Soffocato da tutti questi strati di vernice, il legno non respira più. Questa procedura lo libera davvero dallo strato esterno. Da questa superficie in legno naturale e liscia, può apparire una nuova finitura.

Certo, può sembrare difficile rimuovere tutte le tracce di vernice. Ma il compito sarà più semplice se si utilizzano gli strumenti giusti. Prima di decapare un mobile, il lavoro deve essere valutato. Per fare ciò, rimuovere una piccola sezione di finitura in un’area poco visibile per esaminare il legno più da vicino.

Questa operazione ti darà informazioni sulla vecchia finitura, sul tipo di legno e sulle sue condizioni. È quindi possibile prendere la decisione di rimuovere o semplicemente pulire e ritoccare i mobili. Certo, è importante considerare l’età dei mobili.

Se questo è un oggetto d’antiquariato prezioso, non provarlo la prima volta. Quindi rimuovere pezzi ed accessori del mobile. Se hai problemi a rimuoverli, proteggili con nastro adesivo. Infine, controllare l’estensione delle riparazioni, se necessario. Non esiste un solo modo per decapare un mobile in legno, ma diversi e questo è determinato in base a diversi criteri.

  • Il tipo di arredamento: è parzialmente imbottito? Ha superfici in vetro? Zoccoli stampati? Grandi superfici piane? Curvo? È una sedia? Un armadio ? Una tavola ?
  • La superficie totale da spogliare: a seconda della superficie da spogliare, può essere saggio dotarsi di strumenti dedicati.
  • Il prodotto da spogliare: è inutile ad esempio applicare prodotti fortemente aggressivi su un mobile che viene semplicemente cerato.
  • Il numero di strati da rimuovere: alcuni mobili sono stati dipinti e riverniciati in modo che non si tratti di uno strato di vernice ma di tre che si desidera rimuovere.
  • La finitura desiderata: a seconda del livello del requisito, il tempo impiegato, gli strumenti e i prodotti utilizzati sono diversi.
  • Gli strumenti che hai: hai un compressore ? Solo spazzole di nylon? Una pistola termica? Intendi approfittare di questo progetto per equipaggiarti meglio?

Quando avrai risposto a queste domande, ti accorgerai che la procedura deve essere iniziata in modo adeguato, altrimenti potresti ottenere un risultato insoddisfacente. Gli attrezzi per rimuovere lo strato superiore sono:

  • carta vetrate per rimuove lo strato superficie, dopodiché si stuccano eventuali imperfezioni.
  • Compressore d’aria levigatrice , una pistola levigatura e sabbia.
  • si effettua uno stripping termico effettuato con una pistola termica a cui vengono scelti gli ugelli in base alla superficie da incidere.
  • La sverniciatura chimica effettuata con una sverniciante o una soda caustica che viene applicata con una spazzola di nylon e con dispositivi di protezione individuale .
  • La sverniciatura mediante carteggiatura realizzata con una levigatrice adattata alla superficie da levigare. Se può essere indipendente, questo tipo di decapaggio è necessariamente aggiuntivo ai tre precedenti (consigliato a grana fine).

Prima di effettuare qualsiasi carteggiatura è necessario determinare la natura del prodotto da rimuovere : vernice o cera. Per fare questo, immergere un panno con alcol denaturato e strofinare parte dei mobili.

Se il tessuto diventa colorato con il colore del mobile, il mobile è ricoperto di cera; se il panno non macchia, è vernice. Puoi anche fare il test con carta vetrata a grana fine : se i grani si sporcano sulla carta vetrata, è cera; se si crea polvere, è vernice.

Categorie
Milano Design Week

Salone del mobile del Mobile di Milano: una storia fatta di tradizione e di successi

La prima edizione risale al 1961. Stiamo parlando del “Salone internazionale del mobile di Milano”. Negli anni del grande boom economico una ristretto gruppo di mobilieri ha questa geniale intuizione, che porterà questa manifestazione a diventare uno degli appuntamenti di spicco del design e dell’arredamento made in Italy su tutto il territorio nazionale. In questo articolo ripercorreremo insieme la sua storia.

Salone del Mobile: la storia

A Milano il Salone del Mobile è un appuntamento irrinunciabile per l’arredo e il design italiano. Parliamo di una manifestazione attesa a livello nazionale, ricchissima di eventi sia dentro che fuori la fiera stessa. Come anticipato, la prima edizione risale al 1961, e venne organizzata dal Cosmit “Comitato organizzatore del Salone del mobile italiano”. Il nome della società non venne certamente scelto a caso, dal momento che l’accento posto su quel “it” stava a indicare l’eccellenza made in Italy del settore.

Fin dalla sua inaugurazione i numeri furono piuttosto importanti: 11.860 mq di area espositiva, con 328 aziende partecipanti. Su 12.000 visitatori totalizzati, circa 800 erano esteri, e dopo pochi anni la fiera venne internazionalizzata. Fino al 1991 il Salone si svolse ad anni alterni, diventando solo successivamente un appuntamento fisso. Il successo avuto sin da subito, rappresentò un potentissimo strumento di marketing per un settore che fino a quel momento, a causa dell’eccessiva ramificazione in oltre 20.000 punti vendita, non avrebbe avuto altri mezzi per esprimere pienamente il suo potenziale.

Salone del Mobile: dalla Fiera Campionaria alla Fiera Milano Rho

Fino al 2005 tutte le edizioni del Salone del Mobile si svolsero nella Fiera Campionaria, e solo successivamente la rassegna venne spostata nell’attuale Fiera Milano Rho, realizzata per mano di Massimiliano Fuksas. Da questo momento in poi si adottò quella che sarebbe poi diventata la formula odierna, dove si prevede la presenza di addetti al settore e giornalisti tutti i giorni, tranne quello della cerimonia di chiusura, destinato ad ogni tipologia di visitatore.

Con il passare degli anni il Salone ha assunto sempre più le vesti di una fiera multi formato, inglobando anche altre manifestazioni parallele, sempre legate al mondo dell’arredo: Euroluce, Eurocucina, SaloneUfficio, SaloneSatellite, ed altre ancora. Alcune di queste sono diventate un appuntamento fisso annuale, mentre altre vengono attualmente messe in programma ad anni alterni. I numeri attuali del Salone del Mobile, non possono che rappresentare l’evoluzione di quella che fu la prima edizione.

150.000 mq espositivi, 1.000 espositori italiani ed oltre 300 esteri, senza dimenticare che ogni anno la fiera colleziona quasi 300.000 presenza specializzate, di cui circa la metà proveniente da paesi esteri. Ovviamente a consolidare la tradizione e il successo dell’evento, hanno contribuito anche i tanti eventi paralleli che ogni anno invadono la città di Milano: manifestazioni delle università, i Design District, e molte altre ancora, che vanno a definire il noto Fuorisalone. Parliamo di una quantità enorme di esposizioni, incontri e presentazioni in altrettanti spazi culturali, di arte e di design della città di Milano.

Categorie
Design

Tutti i consigli su come arredare un locale rustico

Dalla ristorazione alla caffetteria, sala e cucina non sono gli unici elementi che un avventore prende in considerazione nel momento in cui si appresta a entrare per la prima volta in un locale. Al contrario, la prima impressione si forma prevalentemente su quelli che sono gli aspetti estetici dell’ambiente stesso. Certamente, la pulizia, sinonimo di igiene e attenzione ai dettami della normativa, è un elemento imprescindibile, ma la cura dei dettagli di uno stile d’arredamento è un altro elemento che provoca una sensazione positiva nel potenziale consumatore. A prescindere, infatti, dallo stile specifico, l’arredamento che si sceglie consente la creazione di un’esperienza coerente e promette di immergere in un mondo che va ben oltre la consumazione. All’interno di questo approfondimento vedremo perché e come arredare un locale rustico, che promuove un senso di familiarità, immediatezza e cordialità ai propri clienti.

Perché e come arredare un locale rustico

I motivi per cui arredare un locale in stile rustico sono molti: ad esempio, se il ristorante o il bar sono inseriti in uno splendido ambiente rurale, potrebbe stridere scegliere un arredamento moderno. Oltre ai fattori esterni, anche alcune considerazioni “dall’interno” possono giocare un ruolo importante. Da un punto di vista psicologico, infatti, un locale rustico e ben arredato suggerisce nel potenziale avventore una connessione con i ricordi più semplici e promette un’esperienza senza fronzoli con ottimi rapporti qualità-prezzo, nonché uno spazio pensato per mettere immediatamente a proprio agio. Se le ragioni per arredare un locale in stile rustico appaiono chiare, non sempre è semplice ottenere il risultato sperato. Il primo passaggio che può rendersi necessario riguarda una potenziale ristrutturazione degli interni per ottenere uno stile in linea con l’effetto desiderato. Per questo è importante verificare la tipologia di pavimenti e di intonaco, nonché gli infissi. Nel realizzare locali in stile rustico, le pavimentazioni dovrebbero essere di cotto o gres porcellanato per un effetto rustico. Per quanto riguarda la decorazione delle pareti, largo spazio un intonaco caldo e a inserti con mattoni a vista, tendenza molto di moda negli ultimi anni. Per quel che concerne gli infissi, i materiali naturali sono assolutamente imprescindibili. Ecco dunque che si dovrà puntare su infissi di legno, preferibilmente dall’aspetto già vissuto. Infine, alcuni elementi che possono catturare l’occhio del commensale sono il camino in pietra oppure elementi vintage in ferro battuto, o ancora, arnesi da lavoro antichi.

Come arredare un locale rustico: cosa tenere a mente

Ci sono alcune trappole nelle quali è importante non cadere quando si arreda un locale in stile rustico. Uno di questi potenziali tranelli riguarda un dettaglio spesso trascurato, ovvero l’illuminazione. Curare nel dettaglio l’arredamento affinché richiami un ambiente rustico e poi scadere in neon dalla luce fredda sarebbe davvero controproducente. Si deve infatti tenere a mente che la rusticità è in realtà molto studiata e non deve mai trasmettere freddezza. Meglio puntare su applique laterali o lampade calde, con inserti in ferro battuto. Inoltre, nello stile rustico ci si può dimenticare – ma non troppo – del minimalismo. Si possono riempire le sale di tavoli in legno, sedie di paglia e accessori, ma sempre senza esagerare per non rischiare un effetto opprimente. Per ottenere questi risultati, si dovrà ricordare sempre la parola d’ordine, ovvero “familiarità studiata”.

Categorie
Design

Consigli utili per una casa in stile shabby chic moderno

Lo stile shabby chic moderno è uno stile emerso di recente dall’unione dello stile shabby chic e quello mderno.

Per quanto l’accostamento possa sembrare alquanto bizzarro, lo stile shabby chic moderno è molto apprezzato dagli appassionati di design. La soluzione per fondere questi due stili apparentemente contrastanti è rivisitare lo stile shabby chic con elementi di arredamento moderni dai colori contemporanei.

Lo stile shabby chic è uno stile di arredamento romantico, caratterizzato da linee femminili e al contempo classiche. Si è affermato nel mondo dell’arredamento già dal 1980 e a partire da quel momento si è diffuso sempre di più. Il termine “shabby” è inglese e significa “sciupato”, “usurato”, e viene accostato al termine “chic” che è esattamente l’opposto. L’accostamento dei due termini significa letteralmente “Sciupato Elegante” ed è proprio così lo shabby chic, è caratterizzato da mobili molto eleganti, dalle forme classiche ma la loro verniciatura non è uniforme ma leggermente usurata.

Gli elementi che distinguono l’arredamento shabby chic sono:

  • Colori tenui, sulle sfumature del bianco
  • Presenza di tessuto, lino e cotone.
  • Mobili che prendono ispirazione dallo stile Vittoriano
  • Oggettistica dallo stile antico e romantico

Lo stile shabby chic è per lo più uno stile che si ispira a quelli antichi quindi che cosa ne uscirebbe fuori se fosse mixato con lo stile moderno? È così che è nato lo stile shabby chic moderno.

Arredare in stile shabby chic moderno

Ma come coniugare due stili così contrastanti? La loro fusione è possibile combinando mobili moderni con accessori in stile shabby o viceversa accostare accessori moderni a mobili in stile shabby chic. In quest’ultimo caso, per ottenere un risultato davvero originale e di impatto, si possono scegliere dei mobili piccoli (in contrasto con lo stile moderno), come un tavolinetto da salotto vintage o poltrone in tessuto. Se l’arredamento complessivo della casa è classico invece, quindi più vicino allo stile shabby chic, si possono inserire elementi moderni ma dalle linee semplici in modo da riempire la stanza con armonia. I materiali dello stile shabby chic sono molto massicci e si sposano perfettamente con oggetti moderni come vasi in vetro e lampade in metallo tipici dello stile moderno. Per quanto riguarda invece la biancheria, quella classica e dai colori tenui dello stile shabby chic può essere rimpiazzata da fantasie geometriche e colorate più tipiche dello stile moderno.

Per la cucina, si può optare per mobili dalle linee sinuose con decori romantici e colori tenui per poi abbinarci decorazioni moderne come oggetti in ferro e dalle forme geometriche. Viceversa, si può fare il contrario, ovvero acquistare una cucina moderna ed accostargli mobili o oggetti in stile più classico, magari in legno o vintage. Nelle camere da letto si possono scegliere mobili in stile shabby e complementi moderno combinati con tessut pastello e fantasie delicate dello stile shabby. Infine, per arredare il salotto, si possono scegliere colori in stile shabby come il bianco e il tortora in contrasto con un divano moderno ma dai colori chiari. Da evitale tende dai disegni troppo sgargianti, piuttosto prediligere colori tenui in armonia con il resto dell’arredo.

Categorie
Lampade

Luci LED casa per casa: ecco come sceglierle

Le luci LED casa per casa sono in grado di dare un nuovo volto a qualsiasi tipo di abitazione. Stiamo parlando di una soluzione molto intrigante, che può adattarsi al meglio ad ogni tipo di circostanza specifica. Ecco come bisogna installare luci LED seguendo al meglio ogni singolo passaggio con estrema facilità e praticità.

Quali sono i tratti essenziali delle luci LED casa per casa

Come sono le luci LED da inserire all’interno di un appartamento? In linea di massima, la loro forma è simile a quella di una striscia molto sottile, dalla larghezza pari a 10-12 millimetri e concepite per essere inserite in ogni punto di una casa. Dallo spessore fino a 3 millimetri, le luci sono molto flessibili ma non vanno posizionate in corrispondenza di curve dal raggio minimo, dato che potrebbero danneggiarsi rapidamente. Inoltre, ciascuna striscia garantisce un’elevata efficienza energetica, con consumi contenuti e illuminazione di assoluto rilievo.

Come scegliere al meglio le luci LED

A questo punto, bisogna scegliere le luci LED casa per casa adatte ad ogni evenienza. Ecco quali sono i tre parametri in grado di segnare una profonda differenza in merito ad una scelta così importante.

  • In primo luogo, bisogna tenere d’occhio la quantità di LED per ogni metro. Ogni striscia è costituita da una sequenza di LED in base alla quale dipende la modalità di illuminazione. In linea di massima, bisognerebbe partire da circa 50 LED a metro per fare in modo che l’illuminazione risulti uniforme.
  • La temperatura colore è un altro elemento importante per creare l’atmosfera giusta. È possibile optare per una luce calda in grado di rendere la stanza più calorosa, o per una fredda indicata per sale tecnologiche. Una luce bianca naturale sembra il compromesso perfetto.
  • Infine, non bisogna dimenticare la lunghezza delle luci LED. Bisogna puntare su un’ottima versatilità, selezionando le misure adatte per il perimetro di un qualsiasi vano. L’ideale sarebbe riuscire ad utilizzare ogni centimetro di striscia con tutta la dovuta precisione.

Come occuparsi dell’installazione delle luci LED

A questo punto, non resta altro da fare che pensare all’installazione delle luci LED casa per casa. Dopo aver srotolato la bobina iniziale, è necessario saper seguire i vari punti di taglio e fare in modo che siano indicati per ciascuna superficie. Quindi, le strisce vanno poste dove altri tipi di luci non possono arrivare. Per completare l’installazione, è sufficiente aggiungere il relativo adesivo dopo averne staccato la pellicola di protezione. Basta un pizzico di pressione, ma senza esagerare, per attaccare al meglio le strisce. Quindi, vanno collegate ad un apposito trasformatore, per una procedura da portare avanti indossando scarpe in gomma e guanti appositi.

Come comprare le luci LED con successo

Ovviamente, prima di pensare ad ogni sorta di installazione delle luci LED casa per casa, bisogna occuparsi del loro acquisto. Ciò che conta è saper trovare il giusto connubio tra design e funzionalità, in maniera da impreziosire un ambiente domestico tramite pochi e semplici tocchi di pura classe. Ogni piccola idea può segnare una profonda differenza e fare in modo che una camera sappia assumere l’aspetto giusto.

Categorie
Design

Come realizzare mobili unici per offrire loro una seconda possibilità d’impiego

I vecchi mobili spesso vengono considerati soltanto un fastidioso ingombro, mentre in realtà, se trattati con particolari accorgimenti, possono offrire ancora tante prestazioni, trasformandosi in un’ottima risorsa a costo zero.l

È sufficiente un pò di applicazione e tanta creatività per dare nuova vita a suppellettili magari dimenticate in solaio oppure in cantina, che possono diventare mobili unici e personalizzabili secondo le proprie esigenze.

In questo modo non ci si disfa di oggetti che sono spesso ricordi di persone o di periodi passati e nello stesso tempo si realizzano soluzioni perfettamente adatte alle necessità del momento.

Non c’é bisogno di molti interventi per rinnovare un mobile usato, basta avere a disposizione gli strumenti adatti e tanta fantasia!

Suggerimenti utili per creare mobili unici

Viene spesso definito “arredamento low-cost” dato che la trasformazione di vecchi oggetti dimenticati non prevede costi elevati e permette di dare libero sfogo alla creatività, divertendosi per ottenere qualcosa di utile.

Carta vetrata, varie tipologie di vernici, chiodi, martello, stucco, colla e nastro adesivo, pennelli di tutte le dimensioni sono gli strumenti necessari per creare dei piccoli capolavori.

Una vecchia porta può essere trasformata in un fantastico piano d’appoggio da utrilizzare ad esempio come tavolo: è sufficiente pulire e lucidare bene la superficie, servendosi di prodotti adatti come la coppale, e procurarsi una base, che può essere anche rappresentata da due semplici cavalletti.

I pallets per il trasporto merci, che di frequante sono reperibili in discarica, si prestano perfettamente a diventare robuste basi per divani; basta pulire e igienizzare queste strutture in legno, trattarle con una vernice anti-umidità e ricoprirle di cuscinoni colorati per realizzare un meraviglioso divano da giardino.

Chi non possiede una vecchia gabbia per uccellini, dimenticata in solaio?
Anche questo oggetto può avere una seconda opportunità d’impiego dato che si può modificare per ottenere un simpatico ed inconsueto lampadario; gli interventi sono davvero pochi: basta pulire bene la struttura, privarla della base e completarla con un portalampada acquistabile già pronto presso qualsiasi elettricista.
Per chi ama i colori è consigliabile dipingere la gabbia, magari con una pratica bomboletta spray.

Un vecchio letto fornito di testiera e pediera in legno o metallo che non sono di nostro gradimento può venire trasformato in un’elegante struttura imbottita, utilizzando dei fogli di gommapiuma con cui avvolgere lo scheletro del letto per poi ricoprirli con una stoffa di nostro gusto.

Una libreria che non serve più può diventare un pratico appendi-abiti: è sufficiente eliminare tutti i ripiani (che possono essere applicati a parete per fungere da utili mensole) e montare un bastone per abiti nella sua parte superiore.

Chi non ha scartato vecchie maniglie e pomelli inutilizzati? Anche questi accessori possono venire riutilizzati trasformandosi in simpatici attaccapanni da inserire sulla parete dell’ingresso oppure del guardaroba.

Come procedere per ottenere mobili unici

Dopo essersi forniti di tutti gli attrezzi e i prodotti necessari per la trasformazione di un qualsiasi mobile è sempre opportuno procedere con una preventiva e accurata opera di pulizia, soprattutto se si tratta di oggetti in legno, per eliminare eventuali parassiti annidati all’interno della sua struttura.

Bisogna poi passare la carta vetrata per asportare qualsiasi traccia di vernice presente per poi dipingere il mobile seguendo le proprie preferenze estetiche.
Un’importante operazione è quella di asportare tutti le parti metalliche che potrebbero costituire un pericolo per gli utilizzi successivi.

Categorie
Design

Stile industriale: cos’è, quando è nato e come arredare

L’Industrial Style riscuote sempre più consensi in differenti contesti. Sobrio, accattivante ed evocativo, lo stile industriale è adottato da sempre più ristoranti e negozi, ma anche da bar e caffetterie. Questo particolare tipo di design, piace moltissimo ai giovani, ma anche a coloro che ricercano uno stile diverso, fuori dai soliti schemi. In questo articolo dunque, vedremo insieme come arredare un locale in stile industriale.

Come arredare un locale in stile industriale

Innanzitutto è opportuno chiarire cosa sia esattamente lo stile industriale. Parliamo di un modo particolarmente moderno di intendere il design, che annovera tra i suoi elementi chiave il riutilizzo e la valorizzazione. Ed è proprio su questo che l’Industrial Style basa la sua filosofia, ovvero sul riutilizzo di oggetti industriali e vecchi mobili che oramai sono dismessi.

Ma lo stile industriale non è solamente questo. Stile industriale significa anche reimpiegare quelli che sono veri e propri ambienti industriali, come capannoni, fabbriche o locali produttivi. Cassettiere porta documenti, sedie di metallo, ma anche lampade industriali, tubi e mattoni arancioni, sono tra i principali elementi che caratterizzano questa tipologia di locali.

Stile industriale: quando nasce?

Lo stile industriale nasce da una precisa esigenza, ovvero quella di dare una nuova vita ad alcuni oggetti attraverso il riutilizzo, valorizzando dunque quello che già c’è. Nato negli anni ’50 in America, probabilmente a New York, dovrà aspettare i ’60 e i ’70 per essere compreso pienamente, nel momento in cui negli Stati Uniti si registra una grande crisi industriale. È proprio in questo periodo infatti che moltissime fabbriche vengono dismesse, e che si rendono quindi disponibili altrettanti capannoni con moltissimi oggetti abbandonati.

A questo punto il passo è stato abbastanza logico. Le fabbriche che precedentemente avevano chiuso, trovano una nuova luce diventando librerie, tavole calde e negozi di antiquariato. Nasce in questo modo un nuovo concetto di stile, grazie anche ad una particolare abbondanza di arredo industriale: sedie, tavoli, materiali metallici e oggetti di ogni genere, diventano dei veri e proprio elementi per donare un tocco differente ai locali.

Industrial Style: sentirsi in una fabbrica USA anni ’50

Nonostante stile industriale significhi riutilizzare gli arredi e i locali stessi in generale, Industrial Style fa sempre rima con USA. Quando un cliente entra in un locale, desidera dunque sentirsi come se fosse dentro ad una vecchia fabbrica anni ’50 americana. All’interno di tali locali deve esserci il giusto compromesso, tra la consapevolezza di trovarsi in un punto di ristoro, e la quotidianità di quelle vecchie industrie. A farla da padrone quindi, alcuni elementi rievocativi, come i rumori la frenesia degli operai. Probabilmente è proprio questa la chiave del successo di questo stile, fatto principalmente di contrasti.

Le fabbriche USA anni ’50 e ’60 molto spesso erano degli open space, quindi spazi spazi aperti arredati ovviamente con i macchinari. Senza dimenticare i soffitti alti, tipici degli ambienti industriali. Il protagonista indiscusso degli arredamenti è sicuramente il ferro, ma facendo attenzione a non rendere l’ambiente eccessivamente freddo. In questo possono contribuire positivamente le luci, necessariamente calde, in grado quindi di valorizzare anche altri materiali, come il legno, la ghisa e il rame.