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La detrazione fiscale per le zanzariere è possibile?

Se sei tra coloro che sono interessati a montare le zanzariere a casa sua o nella sua attività commerciale, probabilmente ti stai domandando se la detrazione fiscale per le zanzariere sia possibile o meno, se chi si occuperà della fornitura e del montaggio sia soggetto a certificazione GTOT da segnalare all’interno della fattura, ecc…
È qui presente una sorta di guida che ti aiuterà a rispondere a queste domande e a ottenere la detrazione fiscale per zanzariere senza necessariamente dover ricorrere a un commercialista.

Dunque se la tua domanda è rivolta a comprendere se le zanzariere siano un elemento inerente il risparmio energetico e quindi rientrino nelle detrazioni fiscali del 65%, la risposta è si.
Si tratta di un argomento di ampio interesse, perché sono tante le persone che vorrebbero intraprendere questa tipologia di lavoro a casa propria e sono dunque interessate a comprendere se abbiano o meno la possibilità di usufruire della detrazione del 65%; è un argomento che, al contempo, interessa anche i venditori, i quali, offrendo un servizio maggiore ai propri clienti, potrebbero incrementare le proprie vendite durante l’inverno senza necessariamente ricorrere a offerte promozionali o a scontistiche che spesso non sono per loro esattamente convenienti.
La detrazione fiscale riguarda inoltre le zanzariere plissettate.

Per avere la detrazione fiscale zanzariere è necessaria la fattura corretta

Affinchè un cliente possa usufruire della detrazione fiscale del 65% deve, tuttavia, essere in possesso di una fattura compilata correttamente e in modo completo dal venditore, nella quale devono essere necessariamente definiti i singoli prodotti acquistati.

Nella fattura è indispensabile pertanto che siano indicati:

  • la quantità di zanzariere vendute;
  • il tipo di prodotto che il cliente ha acquistato deve essere descritto sin nei minimi dettagli;
  • i metri quadrati totalmente occupati dalla zanzariera;
  • la classe del GTOT che è specificata sul certificato che viene emesso dagli enti ufficiali addetti;
  • l’orientamento della zanzariera relativamente ai punti cardinali, ovvero nord, sud, ovest, est.

Modalità di pagamento per avere la detrazione fiscale delle zanzariere

Nel caso il cliente intenda richiedere la detrazione per la sua impresa, non dovrà effettuare il pagamento complessivo per l’acquisto del prodotto con bonifico postale o bancario parlante. Al contrario, dovrà pagare con bonifico parlante chi non è titolare d’impresa. Per usare invece una modalità alternativa di corresponsione, ad esclusione dei contanti, potrà farlo esclusivamente mostrando ulteriore documentazione, come, ad esempio, una ricevuta di avvenuto pagamento tramite carta di credito o bancomat.

A prescindere dalla tipologia di pagamento, devono essere chiarite alcune informazioni, quali:

  • la causale del versamento con specificazione della detrazione fiscale zanzariere secondo l’art. 16 bis del Dpr 917/1986;
  • il codice fiscale del richiedente la detrazione fiscale zanzariere e quello del beneficiario del pagamento o la sua Partita Iva.
  • Data e numero della fattura.

Invio pratica all’ENEA

Per concludere del tutto e correttamente l’intera procedura, essendo la detrazione fiscale per le zanzariere un Ecobonus, la pratica deve essere obbligatoriamente inviata all’ENEA, ovvero all’ente preposto a questa funzione, entro novanta giorni dal termine dei lavori. Farà fede la data presente nella fattura di installazione.

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Come arredare un soggiorno in stile Art Dèco

Di Art Dèco si sente parlare sempre più spesso, ma definirne il significato è abbastanza complesso. Il termine deriva da “Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes”, ovvero un’esposizione internazionale avvenuta nel 1925 a Parigi.

Ed è proprio dalla Capitale francese che ha inizio quella che è la storia dell’Art Dèco, un gusto estetico che trova le sue origini nel secolo scorso, ma che ai giorni nostri è stato decisamente rivalutato. Con questi presupposti, vediamo insieme come arredare un soggiorno in stile Art Dèco.

Art Dèco: la storia

Come anticipato, l’Art Dèco nasce in un preciso contesto, ovvero a Parigi nel 1925 all’Esposizione Internazionale. Il periodo è di “rinascita” dopo la Prima Guerra Mondiale, e il mondo torna a focalizzarsi sulla moda, sulla pittura e molto altro ancora. Il movimento è stato capace di influenzare architetti, scultori, scrittori e artisti in generale, grazie alla voglia nascente di riscoprire, ma soprattutto di creare qualcosa di nuovo.

L’obiettivo dell’Art Dèco infatti, era proprio quello di dimenticare gli orrori della guerra, quindi di ricominciare a vivere pensando a ciò che la vita ha di bello da offrire, e di abbandonarsi al divertimento. Questa è una caratteristica fondamentale, che ritroviamo ancora oggi nello stile sfarzoso di molte tracce dello stile. In sintesi potremmo definirlo come un gusto per il bello, con linee geometriche e nette, influenzato dalle antiche culture, ma aperto al nuovo.

Il design dell’Art Dèco

Prima di vedere come arredare un soggiorno in stile Art Dèco, è opportuno comprendere quali siano le peculiarità di questo design. Uno dei punti “cardine” è sicuramente la scelta di diversi materiali, accostati molto spesso all’acciaio. Questo rappresenta di fatto una congiunzione tra tradizione e modernità. A completare il quadro dei materiali, troviamo il legno intarsiato, la pelle e il vetro colorato. Questo mix permette di riscoprire il gusto dell’Art Dèco, senza mai dimenticare come siano importanti le linee nette e scure.

Ecco che in questo contesto si fanno spazio in un soggiorno poltrone con margini evidenziati in nero, e le forme simmetriche e geometriche di tavolini ben squadrati. In alcuni frangenti l’Art Decò ricorda lo stile Industrial, ma in molti altri invece si distanzia perché meno vintage. Art Dèco significa anche lampade curvilinee poste in maniera equilibrata ai due lati opposti dell’ambiente, specchi di legno intarsiati e motivi geometrici a decorare la tappezzeria.

I complementi d’arredo e i mobili Art Dèco permettono di riscoprire il gusto per l’esotico, dove le linee sono sempre raffinate, e i materiali ricercati. L’obiettivo di questa corrente di pensiero applicata al design, è quello di volgere lo sguardo al futuro, superando la tradizione (ma senza dimenticarla), aprendo lo spirito verso nuovi orizzonti. Legno, acciaio e vetro fanno dunque da padrone, con tavoli in marmo e oggetti in ebano, a definire un contrasto tra colorazioni opposte.

Come prendersi “cura” dell’Art Dèco

Abbiamo detto che una buona parte della filosofia dell’Art Dèco passa dalla ricercatezza dei materiali, oltre che dalle linee dell’arredamento, dei complementi e degli oggetti. Una simile ricercatezza non può essere oggetto chiaramente di una pulizia approssimativa. Molto spesso anche i pavimenti Art Dèco sono delle vere e proprie opera d’arte, che meritano la stessa cura che si presterebbe ad un oggetto di valore.

In questo frangente ci viene in aiuto la “natura”, grazie al vapore. Come riporta anche un articolo sulle scope a vapore pubblicato su simonemaestri.com, infatti, è proprio il vapore che permette un’igienizzazione perfetta delle superfici, grazie alla sua azione antibatterica. Grazie al vapore è possibile dunque rinunciare a qualsiasi tipo di detergente chimico, che rischierebbe di alterare quelli che sono i colori molto spesso accessi dei pavimenti in Art Dèco.

Ci sono superfici e materiali utilizzati nell’Art Dèco che si prestano perfettamente ad essere puliti con il vapore. Basti pensare all’acciaio, o al marmo con cui molto spesso sono realizzati i tavolini di un soggiorno. Tutto questo, per preservare uno stile sopravvissuto per quasi un secolo.